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Art. 2943 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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224 provvedimenti

Altri anni per Art. 2943 Codice Civile

Errore percettivo giudice: quando si può impugnare?
Una professionista ha impugnato un avviso di addebito per contributi previdenziali, sostenendo l'avvenuta prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un presunto errore percettivo del giudice sul contenuto di un atto non può essere contestato con un ricorso per violazione di legge, ma richiede il rimedio specifico della revocazione, specialmente se il fatto era pacifico tra le parti.
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Massimale pensionistico: illegittimo per le vecchie pensioni
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità dell'applicazione di un massimale pensionistico a un professionista la cui pensione è iniziata prima del 1° gennaio 2007. La Corte ha ribadito che, prima della L. 296/06, le Casse non avevano il potere di imporre tetti alle pensioni. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per i ratei arretrati.
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Prescrizione contributi previdenziali: guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce i termini della prescrizione contributi previdenziali in un caso complesso. Un ex lavoratore in prepensionamento ha perso la causa per l'adeguamento dei contributi perché il diritto dell'ente previdenziale a riscuoterli si era estinto per prescrizione quinquennale. La Corte ha stabilito che le questioni assorbite in un grado di giudizio possono essere riesaminate in sede di rinvio e che le azioni del lavoratore non interrompono la prescrizione, essendo un onere del solo ente creditore.
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Motivazione apparente: annullato decreto del Tribunale
Una ex dipendente di un ente pubblico in liquidazione ha impugnato il rigetto delle sue pretese creditorie. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ravvisando una motivazione apparente nel decreto del Tribunale. Quest'ultimo, infatti, non aveva fornito una reale giustificazione per respingere le domande della lavoratrice, fondate peraltro su precedenti sentenze definitive. La decisione è stata annullata con rinvio, affermando il principio per cui ogni provvedimento giurisdizionale deve essere sorretto da un'argomentazione logica e comprensibile.
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Compensazione atecnica: quando si applica nel lavoro
Un lavoratore era stato condannato a restituire una somma ricevuta dal suo ex datore di lavoro in base a una sentenza successivamente riformata. La Corte di Cassazione ha stabilito il principio della compensazione atecnica, consentendo di bilanciare il debito del lavoratore con il suo controcredito per licenziamento illegittimo, anche se non ancora liquidato, poiché entrambe le pretese derivavano dallo stesso rapporto di lavoro. La Corte d'Appello aveva erroneamente negato tale compensazione.
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Lavoro domenicale continuativo: come si calcola?
La Cassazione chiarisce il concetto di lavoro domenicale continuativo nel settore giornalistico. La sentenza stabilisce che il lavoro svolto abitualmente di domenica, anche se non ogni settimana, deve essere incluso nel calcolo degli istituti retributivi indiretti come tredicesima e ferie. Il caso riguardava un gruppo di giornalisti contro una nota emittente televisiva. La Corte ha respinto il ricorso delle società, confermando che la regolarità della prestazione è sufficiente a qualificarla come continuativa.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito che il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo. Secondo i giudici, le Casse non hanno il potere di introdurre prelievi di natura patrimoniale, poiché tale facoltà è riservata esclusivamente alla legge dello Stato. La Corte ha inoltre chiarito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, confermando la tutela dei diritti dei pensionati.
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Contributo solidarietà: Cassazione su pensioni private
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà non può essere imposto da una cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento, poiché tale prelievo rientra nella riserva di legge. Un professionista in pensione si era opposto a questa trattenuta, ottenendo ragione. La Corte ha chiarito che solo il legislatore può introdurre prestazioni patrimoniali di questo tipo. Inoltre, è stato confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. Secondo la Corte, una tale prestazione patrimoniale può essere introdotta solo da una norma di legge e non da un regolamento interno dell'ente, a causa della riserva di legge prevista dalla Costituzione. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto al rimborso delle somme illegittimamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Prescrizione decennale pensione: la Cassazione decide
Un ente previdenziale ha contestato il diritto di un pensionato al rimborso di un contributo di solidarietà illegittimo, invocando una prescrizione di cinque anni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che per la restituzione di somme indebitamente trattenute si applica la prescrizione decennale pensione. La Corte ha specificato che il termine breve vale solo per le rate di pensione esigibili, non per importi mai messi a disposizione del pensionato.
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Contributo solidarietà: la Cassazione lo boccia
Un ente previdenziale di categoria ha impugnato una sentenza che dichiarava illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, riaffermando che una tale imposizione, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotta solo da una legge e non da un regolamento interno dell'ente. La Corte ha inoltre confermato che il diritto del pensionato alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione conferma no
Un ente previdenziale di categoria ha operato trattenute a titolo di contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando la consolidata giurisprudenza secondo cui l'introduzione di tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica previsione di legge (principio di riserva di legge), di cui le Casse privatizzate sono sprovviste. Viene inoltre chiarito che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulle pensioni dei suoi iscritti. L'ente non ha autonomia per introdurre una tale trattenuta, che, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, necessita di una specifica base legale. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Presunzione di conoscenza: raccomandata e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito che la semplice prova della spedizione di una raccomandata non è sufficiente a far scattare la presunzione di conoscenza se il destinatario ne contesta la ricezione. In tal caso, spetta al mittente l'onere di dimostrare l'avvenuta consegna, ad esempio tramite l'avviso di ricevimento. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva erroneamente posto l'onere della prova a carico dell'ente previdenziale destinatario, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Litisconsorzio necessario con INPS: la Cassazione decide
Un lavoratore ha richiesto in giudizio il corretto inquadramento contrattuale e la conseguente regolarizzazione della propria posizione contributiva. La Corte di Cassazione, investita del caso, ha sospeso la decisione sul merito per affrontare una questione procedurale fondamentale e controversa: la necessità di integrare il contraddittorio con l'INPS. Rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sul tema del litisconsorzio necessario in materia di contributi, l'ordinanza interlocutoria ha disposto la trattazione della causa in pubblica udienza per giungere a una soluzione nomofilattica che chiarisca se e quando l'ente previdenziale debba essere obbligatoriamente parte del processo.
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Disconoscimento copie notifica: guida alla sentenza
Un contribuente ha impugnato un'iscrizione ipotecaria e i relativi avvisi di addebito, contestando la validità delle notifiche attraverso il disconoscimento delle copie fotostatiche prodotte in giudizio dall'Agente della Riscossione e dall'Ente Previdenziale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il disconoscimento delle copie deve essere specifico e non generico. Inoltre, per contestare la veridicità delle relate di notifica e delle firme sugli avvisi di ricevimento, è necessario proporre una querela di falso. La Corte ha infine confermato la regolarità delle notifiche a mezzo posta e l'interruzione della prescrizione.
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Litisconsorzio necessario INPS: la Cassazione riflette
Un lavoratore cita in giudizio la nuova azienda appaltatrice per ottenere il corretto inquadramento e la regolarizzazione dei contributi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, non decide il merito ma solleva una questione fondamentale: in questi casi, è obbligatoria la partecipazione al processo dell'INPS? Evidenziando un contrasto giurisprudenziale sul tema del litisconsorzio necessario INPS, la Corte rimette la causa a pubblica udienza per una decisione di principio.
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Prescrizione contributi: la difesa non basta a salvarli
La Corte di Cassazione ha stabilito che la memoria difensiva depositata da un ente previdenziale in un giudizio di accertamento negativo, avviato da un'azienda, non costituisce un atto idoneo a interrompere la prescrizione contributi. Per interrompere la prescrizione, non è sufficiente chiedere il rigetto della domanda avversaria; è necessario che il creditore manifesti in modo esplicito la volontà di ottenere l'adempimento del proprio credito. La sentenza ha quindi confermato l'estinzione del debito contributivo per decorrenza dei termini.
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Rateizzazione debito fiscale: interrompe la prescrizione
Una società di ristorazione ha impugnato una cartella esattoriale, ma la Cassazione ha respinto il ricorso. La Corte ha chiarito che la richiesta di rateizzazione del debito fiscale costituisce riconoscimento del debito, interrompendo la prescrizione e precludendo successive contestazioni sulla notifica degli atti.
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Maggiorazioni lavoro domenicale: impatto sulla busta paga
La Corte di Cassazione ha stabilito che le maggiorazioni per il lavoro domenicale corrisposte ai giornalisti devono essere incluse nel calcolo degli istituti retributivi indiretti e differiti, come tredicesima e TFR. La sentenza rigetta il ricorso di due società del settore media, le quali sostenevano che tali maggiorazioni dovessero essere computate solo se corrisposte con carattere di continuità. La Corte ha invece confermato la decisione di merito, ritenendo provata la natura continuativa delle prestazioni e chiarendo l'interpretazione della clausola del contratto collettivo applicabile.
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