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Art. 2943 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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224 provvedimenti

Altri anni per Art. 2943 Codice Civile

Notifica fermo amministrativo: atto interno non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mera iscrizione di un fermo amministrativo nei registri interni di un ente non è sufficiente a interrompere la prescrizione dei crediti contributivi. È necessaria la prova della effettiva notifica fermo amministrativo al debitore. Un documento interno, come una schermata informatica, non costituisce prova valida della notifica, la cui dimostrazione spetta sempre all'ente creditore. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Trattamento economico docenti: no parità con i medici
Un docente universitario ha richiesto un trattamento economico pari a quello dei dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale per l'attività assistenziale svolta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il trattamento economico dei docenti universitari non deve essere identico, ma 'congruo e proporzionato', tenendo conto dell'esistenza di fondi finanziari distinti e autonomi. La finalità della legge è quella di un'equiparazione complessiva, non di una sovrapposizione voce per voce delle retribuzioni.
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Trattamento economico docenti: no a parità automatica
Un docente universitario, che svolgeva anche attività assistenziale in un'azienda ospedaliera, ha richiesto un trattamento economico aggiuntivo identico a quello dei dirigenti medici del Servizio Sanitario Nazionale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la normativa (D.Lgs. 517/1999) non prevede un'automatica parità. Il trattamento economico dei docenti universitari deve essere 'congruo e proporzionato', ma è erogato nei limiti di fondi specifici e deve essere valutato nel complesso della retribuzione totale, che include già lo stipendio universitario.
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Tempo tuta: quando è lavoro straordinario? Cassazione
Alcuni lavoratori sanitari hanno richiesto il pagamento del tempo tuta come straordinario. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il loro ricorso, confermando la decisione d'appello che limitava il pagamento al periodo successivo alla notifica del ricorso. La Suprema Corte ha chiarito che non si trattava di prescrizione, ma di una domanda giudiziale non estesa al periodo precedente, e ha sanzionato la mancata specificità del ricorso.
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Prescrizione crediti retributivi: la Cassazione decide
Un docente del pubblico impiego ha agito in giudizio per ottenere differenze retributive, ma la sua richiesta è stata parzialmente respinta per prescrizione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del docente, confermando che la prescrizione crediti retributivi nel pubblico impiego decorre in costanza di rapporto. Inoltre, ha ribadito che la prova di un atto interruttivo della prescrizione deve essere chiara e inequivocabile, e non può basarsi su mere presunzioni.
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Pensione spettacolo: il massimale si applica a quota B
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la pensione spettacolo, il calcolo della 'quota B' deve rispettare il massimale di retribuzione giornaliera pensionabile. La Corte ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale, cassando la decisione di merito che aveva escluso tale limite. È stato inoltre ribadito il termine di decadenza triennale per le azioni di ricalcolo. Il caso riguarda la riliquidazione della pensione di un'artista.
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Interruzione prescrizione: basta la difesa del creditore
Una società si opponeva a una cartella esattoriale di un ente previdenziale, sostenendo la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per l'interruzione prescrizione del credito è sufficiente la memoria difensiva con cui l'ente creditore chiede il rigetto dell'opposizione. Tale atto, infatti, equivale a una domanda giudiziale e non è necessaria la notifica di una formale domanda riconvenzionale.
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Nullità procura telematica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva erroneamente dichiarato la contumacia degli eredi di un lavoratore in una causa contro un condominio. L'errore risiedeva nella gestione di una nullità della procura telematica: la Corte territoriale non aveva concesso un termine per sanare il vizio, come previsto dall'art. 182 c.p.c. Questo vizio procedurale ha portato alla cassazione della decisione e al rinvio della causa al giudice d'appello, assorbendo le altre questioni sollevate dal condominio.
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Eccezione nuova: Cassazione chiarisce i limiti in appello
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un contribuente, stabilendo un importante principio sulla distinzione tra eccezione nuova e mera difesa. Contestare in appello l'idoneità di un atto a interrompere la prescrizione, già presente agli atti, costituisce una mera difesa e non una eccezione nuova inammissibile. La Corte ha cassato la sentenza di secondo grado che aveva erroneamente dichiarato inammissibile tale contestazione, rinviando la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Notifica irreperibili: limiti e validità secondo la Corte
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica a persone irreperibili (ex art. 143 c.p.c.) non è sufficiente a interrompere la prescrizione di un credito se l'atto non giunge a effettiva conoscenza del destinatario. Nel caso specifico, un contribuente si era opposto a un'intimazione di pagamento per contributi previdenziali, contestando la validità della notifica dell'avviso di addebito originario, avvenuta a un indirizzo dove non risiedeva più. La Corte ha accolto il ricorso, sottolineando che, per una notifica irreperibili valida, sono necessarie ricerche effettive e non basta la mera consultazione dei registri anagrafici.
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Contributo solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da un fondo pensione professionale ai suoi iscritti. La Corte ha stabilito che, in assenza di una specifica norma di legge, le casse previdenziali privatizzate non hanno l'autonomia per introdurre prelievi di natura patrimoniale sulle pensioni già maturate. È stato inoltre confermato che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Prescrizione decennale: recupero somme trattenute
La Corte di Cassazione ha stabilito che si applica la prescrizione decennale, e non quella quinquennale, all'azione di un pensionato per recuperare le somme trattenute illegittimamente dalla sua pensione a titolo di contributo di solidarietà. La Corte ha chiarito che tale richiesta non riguarda ratei di pensione non pagati, ma la restituzione di un indebito, un credito mai divenuto liquido ed esigibile per il pensionato. L'ente previdenziale sosteneva la prescrizione breve, ma il suo ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Sgravi contributivi: non automatici senza domanda
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una lavoratrice agricola, stabilendo che gli sgravi contributivi non sono automatici ma richiedono una specifica domanda amministrativa. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione dei contributi decorre dalla scadenza del termine di pagamento e che la base imponibile non può essere ridotta in base all'orario effettivo se inferiore a quello contrattuale minimo.
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Contributo previdenziale società: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia tra un ente previdenziale e una società sanitaria riguardo il calcolo del contributo previdenziale società. L'ordinanza stabilisce che la base imponibile per il contributo del 2% è il fatturato annuo della società per prestazioni specialistiche, e non i singoli compensi erogati ai professionisti. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il ricorso della società su una questione di prescrizione, ritenendola una valutazione di fatto insindacabile in sede di legittimità.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa di previdenza privata sulle pensioni. La Corte ha stabilito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una base legale specifica e non può essere introdotto tramite la sola autonomia regolamentare dell'ente. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il prelievo di un contributo di solidarietà sulla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito il suo orientamento consolidato, secondo cui tali prelievi, in assenza di una specifica base legale, sono indebiti. Di conseguenza, ha confermato il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute, con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Giudicato parziale e appello: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un'iscrizione ipotecaria, chiarendo importanti principi processuali. L'appello è stato ritenuto in parte inammissibile per carenza di prova sull'esistenza di un precedente giudicato e per aver sollevato questioni nuove. Inoltre, la Corte ha specificato che la mancata riassunzione del processo dopo una precedente cassazione non estingue i capi della sentenza passati in giudicato, consolidando il concetto di giudicato parziale.
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Obbligo iscrizione cassa geometri: la Cassazione decide
Un geometra, iscritto all'albo professionale dal 1995, ha contestato la richiesta di contributi da parte della cassa di previdenza di categoria per gli anni 2008-2012. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo che la semplice iscrizione all'albo è condizione sufficiente a far scattare l'obbligo iscrizione cassa geometri e il conseguente pagamento dei contributi minimi. Questa regola vale anche se l'attività professionale è svolta in modo occasionale o non produce reddito. La Corte ha inoltre precisato che, in caso di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi alla Cassa, il termine di prescrizione per i contributi non inizia nemmeno a decorrere.
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Pensione lavoratori spettacolo: decadenza e tetto
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo della pensione per i lavoratori dello spettacolo, stabilendo l'applicazione del termine di decadenza triennale e del tetto massimo alla retribuzione giornaliera per la cosiddetta "quota B". L'ordinanza chiarisce che il termine di decadenza opera con un meccanismo "mobile", salvaguardando i ratei maturati nel triennio antecedente la domanda giudiziale. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Interruzione prescrizione: vale la copia non firmata?
Un agente di polizia municipale ha agito contro il Comune per ottenere il pagamento del lavoro festivo. Il Comune ha eccepito la prescrizione del diritto. La controversia è giunta in Cassazione sulla validità, ai fini dell'interruzione prescrizione, di una lettera di messa in mora la cui copia prodotta in giudizio era priva di firma. La Corte di Cassazione ha stabilito che la produzione in giudizio della copia della lettera, unitamente all'avviso di ricevimento della raccomandata, crea una presunzione di corrispondenza con l'originale ricevuto, sufficiente a interrompere la prescrizione, salvo prova contraria a carico del destinatario.
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