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Art. 2943 Codice Civile

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798 provvedimenti

Estinzione pena pecuniaria: l’iscrizione a ruolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Procuratore che chiedeva l'estinzione di una sanzione pecuniaria per decorso del tempo. La Corte ha stabilito un principio cruciale sull'estinzione pena pecuniaria: il termine di prescrizione cessa di decorrere non con la notifica al condannato, ma con il momento, antecedente, dell'iscrizione a ruolo del debito. Tale atto manifesta in modo inequivocabile la volontà dello Stato di procedere alla riscossione, interrompendo l'inerzia che è alla base della prescrizione.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha ribadito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotto con un mero atto regolamentare dell'ente, ma necessita di una base legale specifica, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. La sentenza ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà trattenuto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica norma di legge, le Casse non hanno il potere di imporre tali prelievi, che configurano una prestazione patrimoniale soggetta a riserva di legge. La prescrizione per la restituzione è decennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica norma di legge e non può essere introdotto in via regolamentare dall'ente, il cui potere autonomo è limitato ad altri aspetti gestionali. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Contributo solidarietà: illegittimo se senza legge
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9547/2025, ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da un ente previdenziale privato sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che una simile trattenuta, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, non può essere introdotta autonomamente dalla Cassa ma richiede una specifica base legale, in ossequio al principio costituzionale della riserva di legge. Di conseguenza, il ricorso dell'ente è stato respinto e si è confermato il diritto del pensionato al rimborso delle somme, con un termine di prescrizione decennale.
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Diritto di difesa: sentenza nulla se decisa in anticipo
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Corte d'Appello che confermava una dichiarazione di fallimento. Il motivo è una grave violazione procedurale: la decisione è stata presa prima della scadenza dei termini concessi alle parti per il deposito delle memorie conclusive. Questo agire, secondo la Suprema Corte, lede in modo insanabile il diritto di difesa e il principio del contraddittorio, comportando la nullità della sentenza, a prescindere da quali argomenti le parti avrebbero potuto esporre. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione nel pieno rispetto delle regole processuali.
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Obblighi informativi banca: risarcimento per bond
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito al risarcimento del danno per la violazione degli obblighi informativi banca relativi all'acquisto di obbligazioni argentine. La sentenza stabilisce che la mancata dimostrazione di aver fornito informazioni specifiche sul rischio giustifica un risarcimento che può equivalere all'intero capitale investito, chiarendo anche aspetti sulla decorrenza e interruzione della prescrizione.
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Obblighi informativi: la banca deve provare tutto
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un istituto di credito al risarcimento dei danni subiti dagli eredi di un cliente per un investimento in obbligazioni argentine. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso della banca, ribadendo che l'onere di provare l'assolvimento degli obblighi informativi grava sull'intermediario. I tentativi della banca di contestare la valutazione delle prove e l'interpretazione dei fatti sono stati dichiarati inammissibili, in quanto non rientrano nelle competenze del giudizio di legittimità.
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Giudicato penale: efficacia automatica nel civile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la sentenza penale di condanna per reati che causano un dissesto societario ha efficacia di giudicato nel successivo processo civile non solo riguardo alla condotta illecita dell'amministratore, ma anche sull'esistenza del danno e del nesso di causalità. In questo caso, una società chiedeva il risarcimento a un ex amministratore per la distribuzione di utili fittizi. La Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che il giudicato penale, in specifiche fattispecie di reato-danno, prova direttamente il danno-conseguenza, sollevando l'attore dall'onere di dimostrarlo nuovamente in sede civile.
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Interesse ad agire e estratto di ruolo: la Cassazione
Un contribuente ha contestato un debito per una sanzione amministrativa, venutone a conoscenza tramite un estratto di ruolo e sostenendo la prescrizione. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9061/2025, ha dichiarato l'azione inammissibile per carenza di interesse ad agire. Poiché l'estratto di ruolo non è un atto esecutivo e non era stata intrapresa alcuna azione di riscossione, non sussisteva la necessità di una tutela giudiziaria, rendendo l'azione di mero accertamento non proponibile.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14438/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un estratto di ruolo. L'impugnazione dell'estratto di ruolo, basata sulla mancata notifica della cartella esattoriale, è possibile solo se il contribuente dimostra un concreto e attuale 'interesse ad agire', come il rischio di non poter partecipare ad appalti pubblici. In assenza di tale prova, il ricorso viene rigettato.
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Contributo solidarietà: quando è inammissibile?
Un ente previdenziale ha impugnato una sentenza che dichiarava illegittimo un contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per carenza di specificità, in quanto l'ente non ha adeguatamente provato i presupposti per l'applicazione della trattenuta. La Corte ha inoltre condannato l'ente al pagamento di una sanzione.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, richiede una base legale che le delibere della cassa non possono fornire, violando la riserva di legge. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Interruzione prescrizione ricorso: la notifica è decisiva
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria tramite ricorso. La questione centrale riguardava il momento esatto dell'interruzione della prescrizione. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il solo deposito del ricorso in cancelleria non è sufficiente. Per l'interruzione della prescrizione con ricorso è indispensabile la successiva notificazione dell'atto e del decreto di fissazione udienza al convenuto, chiarendo un punto fondamentale della procedura civile.
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Interruzione prescrizione: quando una lettera non basta
Una società agricola si è vista negare un contributo pubblico a causa della prescrizione decennale del diritto. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso della società, chiarendo che le semplici comunicazioni o richieste di riesame inviate all'ente pubblico non sono sufficienti a determinare l'interruzione della prescrizione. È necessario un atto formale di costituzione in mora che manifesti in modo inequivocabile la volontà di ottenere il pagamento.
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Preavviso di fermo: notifica valida senza informativa
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di un preavviso di fermo amministrativo è valida anche se consegnata al portiere senza il successivo invio della raccomandata informativa. Secondo i giudici, tale atto ha natura stragiudiziale e recettizia, pertanto è sufficiente che giunga all'indirizzo del destinatario per interrompere la prescrizione del credito, applicando l'art. 1335 c.c. e non le più stringenti norme sulla notifica degli atti giudiziari.
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Data certa scrittura privata: Cassazione e fallimento
La Corte di Cassazione interviene su un caso di permuta immobiliare complicato dal fallimento della società costruttrice. La questione centrale riguarda l'opponibilità al fallimento di una scrittura privata che modificava l'atto di permuta originale. La Corte ha annullato la decisione di merito, non per il contenuto della scrittura, ma per una violazione procedurale: i documenti che provavano la data certa scrittura privata erano stati depositati tardivamente. La sentenza ribadisce il principio inderogabile secondo cui, nelle opposizioni allo stato passivo, tutte le prove documentali devono essere prodotte con l'atto introduttivo, a pena di decadenza.
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Iscrizione ipotecaria: i limiti del giudice tributario
La Corte di Cassazione ha statuito su un caso di iscrizione ipotecaria basata su crediti sia tributari che previdenziali. Ha confermato che il giudice tributario, riscontrando il proprio difetto di giurisdizione sui crediti non tributari, non può annullare l'intera ipoteca ma deve disporne la riduzione parziale. La Corte ha inoltre ritenuto insufficiente la prova di notifica tramite una distinta di un operatore postale privato, invalidando le relative pretese tributarie.
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Prescrizione credito tributario: notifica al curatore
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento al solo curatore fallimentare non è efficace nei confronti del debitore una volta che questi torna in bonis. Di conseguenza, il contribuente può eccepire la prescrizione del credito tributario se non ha mai avuto conoscenza personale dell'atto, anche se il Fisco si è insinuato nel passivo fallimentare. Il ricorso dell'Agenzia delle Entrate è stato respinto.
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Prescrizione presuntiva: quando il pagamento non basta
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti delle prove contro la prescrizione presuntiva del compenso professionale. Un avvocato ha agito contro un ex cliente per il saldo di una parcella, ma il cliente ha eccepito la prescrizione triennale. La Corte ha stabilito che né l'invio della fattura, né un pagamento parziale non qualificato come 'acconto', né una registrazione con un'ammissione stragiudiziale del debito sono sufficienti a superare la presunzione di avvenuto pagamento. Solo l'ammissione in giudizio o il giuramento decisorio possono vincere tale presunzione, che si fonda sull'idea che certi debiti vengano saldati rapidamente.
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