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Art. 2935 Codice Civile

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1936 provvedimenti

Buoni Fruttiferi Postali: regole sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata consegna del foglio informativo relativo ai Buoni Fruttiferi Postali non giustifica automaticamente un risarcimento se il diritto al rimborso è caduto in prescrizione. Poiché le condizioni dei titoli sono pubblicate in Gazzetta Ufficiale, vige una presunzione di conoscenza che esclude il nesso di causalità tra l'omissione informativa e il danno subito dal risparmiatore, a meno che non venga provato il dolo dell'emittente nell'occultare il debito.
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Prescrizione buoni postali: il calcolo del termine
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione buoni postali inizia a decorrere dalla data esatta di scadenza del titolo e non dal termine dell'anno solare. La sentenza precisa inoltre che eventuali carenze informative da parte dell'intermediario, come la mancata consegna del foglio analitico, non sospendono il termine decennale, trattandosi di impedimenti di mero fatto che non bloccano l'inerzia del titolare.
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Rivalutazione redditi previdenza forense: la guida
La Corte di Cassazione ha stabilito che la rivalutazione redditi previdenza forense per il calcolo della pensione deve decorrere dal 1980. Tuttavia, il ricalcolo della rendita è strettamente limitato ai contributi effettivamente versati, escludendo l'automatismo delle prestazioni per i professionisti. Il provvedimento chiarisce inoltre l'applicazione della prescrizione decennale sul diritto alla riliquidazione.
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Presunzione di conoscenza raccomandata: guida legale
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di una debitrice, stabilendo che la presunzione di conoscenza raccomandata scatta con la consegna all'indirizzo. Inutile la querela di falso sulla firma della ricevuta se l'atto è regolarmente pervenuto al domicilio.
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Indennità esproprio coltivatore: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per il riconoscimento dell'indennità esproprio coltivatore è sufficiente la sottoscrizione di un accordo di cessione volontaria in forma scritta. Non è necessario attendere la stipulazione di un atto pubblico (rogito) per considerare il diritto come liquido ed esigibile, ribaltando la decisione di merito che subordinava l'indennizzo a formalità notarili non richieste dalla legge.
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Tempo tuta: quando spetta il compenso al lavoratore
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di numerosi dipendenti a ricevere il pagamento per il cosiddetto tempo tuta, ovvero il tempo impiegato per indossare e togliere la divisa aziendale. La sentenza stabilisce che tale attività rientra nell'orario di lavoro se è soggetta al potere di controllo del datore di lavoro. Inoltre, è stato chiarito che il termine di prescrizione per tali crediti decorre solo dalla cessazione del rapporto lavorativo.
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Tempo tuta: la guida al pagamento dei minuti
La Corte di Cassazione chiarisce i presupposti per il pagamento del tempo tuta, confermando che i minuti impiegati per la vestizione sono orario di lavoro se soggetti al potere direttivo. La sentenza affronta anche il tema della prescrizione dei crediti retributivi nei rapporti di lavoro moderni.
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Tempo di vestizione: quando spetta la retribuzione
La Corte di Cassazione chiarisce che il tempo di vestizione deve essere considerato orario di lavoro effettivo quando il dipendente è obbligato a indossare la divisa sul luogo di lavoro per ragioni di igiene o ordini aziendali. La decisione conferma il diritto dei lavoratori a un indennizzo economico, stabilendo inoltre che la prescrizione dei crediti decorre solo dalla fine del rapporto lavorativo.
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Arricchimento senza causa: la prescrizione
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'indennizzo per arricchimento senza causa a seguito della nullità di un incarico professionale conferito da un ente pubblico senza copertura finanziaria. La Corte conferma l'indennizzo stabilito in appello, respingendo l'eccezione di prescrizione sollevata tardivamente dal Comune, poiché tale ritardo ha violato il principio del contraddittorio nel procedimento arbitrale.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
Una società di trasporti ha contestato l'inclusione di indennità variabili nella retribuzione ferie dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto europeo, la retribuzione durante le ferie deve essere paragonabile a quella ordinaria per non dissuadere i lavoratori dal fruirne. La Corte ha inoltre chiarito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione feriale: le indennità variabili contano
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che nella retribuzione feriale devono essere incluse anche le indennità variabili corrisposte in modo continuativo e collegate all'esecuzione delle mansioni. La decisione si fonda sul principio europeo secondo cui la paga durante le ferie non deve essere inferiore a quella ordinaria, per non dissuadere il lavoratore dal godere del proprio diritto al riposo. La sentenza ha inoltre ribadito che, in assenza di un regime di stabilità forte, la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione ferie: inclusi i compensi variabili
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33779/2023, ha stabilito che la retribuzione durante le ferie deve includere tutte le indennità corrisposte in via continuativa e collegate alle mansioni, come incentivi e compensi per attività di riserva. Questa decisione, basata sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, mira a garantire che il lavoratore non sia economicamente dissuaso dal fruire del proprio diritto al riposo. La Corte ha inoltre confermato che la prescrizione per tali crediti retributivi decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Inerzia del lavoratore: non basta a perdere il diritto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33731/2023, ha stabilito che la prolungata inerzia del lavoratore nel rivendicare differenze retributive non comporta automaticamente la perdita del diritto. Il caso riguardava un dipendente che chiedeva il pagamento di maggiorazioni per la pausa mensa. L'azienda sosteneva che il ritardo nella richiesta avesse generato un legittimo affidamento sulla rinuncia al diritto. La Corte ha respinto tale tesi, affermando che il semplice ritardo, di per sé, non costituisce una rinuncia tacita, la quale deve invece manifestarsi con comportamenti inequivocabili. L'inerzia del lavoratore, quindi, non è sufficiente a estinguere il suo credito.
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Retribuzione Feriale: Calcolo e Direttiva Europea
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33713/2023, ha stabilito che nella retribuzione feriale devono essere incluse tutte le indennità collegate alla mansione, anche quelle variabili. La decisione, basata sulla direttiva UE 2003/88/CE, mira a evitare che una paga ridotta durante le ferie possa disincentivare il lavoratore dal goderne. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che gli incentivi e le indennità corrisposte con continuità fanno parte della retribuzione ordinaria e, quindi, anche di quella feriale.
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Rimborso ritenute dividendi: la Cassazione decide
Una società giapponese chiede il rimborso delle maggiori ritenute sui dividendi pagati da una controllata italiana. La Cassazione conferma il diritto al rimborso, stabilendo che la prova del pagamento è sufficiente e non è necessario provare la qualifica di 'beneficiario effettivo' in un rapporto diretto madre-figlia. La soggezione all'imposta nell'altro Stato è il requisito chiave per il rimborso ritenute dividendi.
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Prescrizione differenze retributive: la Cassazione decide
Un lavoratore ha richiesto il pagamento di differenze salariali per mansioni superiori. Inizialmente accolta, la domanda è stata riesaminata dalla Corte di Cassazione, che ha parzialmente riformato la decisione. La Corte ha stabilito che la prescrizione delle differenze retributive decorreva anche in corso di rapporto, data la mancanza di un regime di stabilità post-riforme del 2012. Di conseguenza, i crediti più datati sono stati dichiarati prescritti, limitando il diritto del lavoratore al pagamento a un periodo più recente.
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Prescrizione risarcimento: quando inizia a decorrere?
A seguito di un'alluvione del 1992, alcuni cittadini hanno richiesto il risarcimento dei danni. La questione centrale è la decorrenza della prescrizione del risarcimento. La Cassazione ha stabilito che il termine non decorre dalla sentenza penale definitiva, ma dal momento in cui i danneggiati potevano avere conoscenza della possibile responsabilità, ad esempio con il rinvio a giudizio di un funzionario. L'appello è stato respinto, confermando che la mera conoscibilità del nesso causale è sufficiente per far decorrere la prescrizione.
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Termine rimborso fiscale: quando decorre?
Un consorzio chiede il rimborso di una ritenuta IRPEF dopo l'annullamento di una procedura di esproprio. La Cassazione chiarisce che il termine rimborso fiscale biennale decorre non dalla pubblicazione della sentenza amministrativa che annulla l'atto, ma dal suo passaggio in giudicato, confermando la decisione dei giudici d'appello e rigettando il ricorso dell'Ente Fiscale.
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Prescrizione investimenti: il dies a quo in Cassazione
Un istituto di credito ricorre in Cassazione dopo la condanna in Appello alla restituzione di 20.000 euro a un risparmiatore per l'acquisto di obbligazioni rischiose. Il ricorso solleva tredici motivi, con un focus sulla prescrizione investimenti e l'individuazione del 'dies a quo' (termine iniziale). La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione, in attesa della pronuncia su casi analoghi già pendenti, al fine di garantire un'interpretazione uniforme su questa cruciale questione legale.
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Inammissibilità del ricorso: regole in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso in un caso riguardante un contratto preliminare di vendita di un garage. La decisione si fonda su vizi procedurali, tra cui la mancata impugnazione di una delle 'rationes decidendi' della sentenza d'appello e la violazione del principio di autosufficienza del ricorso, confermando l'importanza del rigore formale nel processo civile.
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