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Art. 2935 Codice Civile

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1936 provvedimenti

Prescrizione investimenti finanziari: il dies a quo
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prescrizione investimenti finanziari in relazione all'acquisto di bond argentini effettuato nel 2000. Un istituto bancario ha impugnato la sentenza d'appello che aveva dichiarato risolto l'ordine di acquisto per violazione degli obblighi informativi, sostenendo che il termine decennale di prescrizione dovesse decorrere dalla data dell'investimento e non da quella del default dello Stato emittente (2001). Data la complessità e la rilevanza della questione sul momento iniziale del decorso del termine, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Prescrizione bancaria: onere della prova della banca
Una società correntista ha agito contro un istituto di credito per ottenere la restituzione di somme indebitamente addebitate a titolo di interessi ultralegali e commissioni. Mentre il Tribunale aveva rigettato la domanda, la Corte d'Appello aveva condannato la banca, ritenendo generica la sua eccezione di prescrizione bancaria poiché non specificava i limiti degli affidamenti concessi. La Corte di Cassazione ha parzialmente riformato la decisione, stabilendo che la banca non è tenuta a indicare i limiti del fido per eccepire validamente la prescrizione. L'onere di allegazione è soddisfatto con l'affermazione dell'inerzia del correntista e la volontà di avvalersi del decorso del tempo.
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Litispendenza: regole su opposizione ed esecuzione.
Una società immobiliare ha proposto opposizione all'esecuzione forzata derivante da un mutuo fondiario, eccependo la prescrizione del credito. Mentre la Corte d'Appello aveva accolto l'opposizione dichiarando nullo il pignoramento, la Cassazione ha rilevato una situazione di litispendenza. Esiste infatti un altro giudizio pendente tra le stesse parti riguardante l'opposizione al precetto basata sui medesimi fatti. La Suprema Corte ha dunque disposto il rinvio della causa per consentire una trattazione congiunta dei ricorsi, evitando il rischio di decisioni contrastanti sullo stesso rapporto giuridico.
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Prescrizione e recupero indebiti: stop ai ritardi
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione per **Prescrizione** del diritto di un ente previdenziale a recuperare somme erogate indebitamente a titolo di disoccupazione agricola. L'ente sosteneva che la falsa dichiarazione del beneficiario circa l'esistenza di rapporti di lavoro avesse sospeso i termini prescrizionali. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che la sospensione ex art. 2941 n. 8 c.c. richiede un'impossibilità oggettiva di agire, non riscontrabile quando l'amministrazione dispone di poteri ispettivi istituzionali per verificare la veridicità delle istanze. La mera difficoltà di accertamento non interrompe il decorso del tempo.
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Azione revocatoria: guida su prescrizione e termini
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società fornitrice contro una procedura di amministrazione straordinaria. Il cuore della controversia riguarda l'azione revocatoria fallimentare esercitata per recuperare pagamenti eseguiti in periodo sospetto. La Corte ha chiarito che la prescrizione dell'azione decorre dall'autorizzazione del programma di cessione dei beni e non dalla nomina del commissario. Inoltre, i pagamenti effettuati in base a un piano di rientro, in presenza di un palese stato di dissesto, non possono beneficiare dell'esenzione prevista per i pagamenti nei termini d'uso.
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Revocatoria fallimentare: guida alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una azione di revocatoria fallimentare promossa da una società in amministrazione straordinaria contro un fornitore. Il punto centrale della controversia riguarda la decorrenza del termine di prescrizione, che la Corte fissa al momento dell'approvazione del programma di cessione dei beni aziendali. È stata inoltre confermata la sussistenza della conoscenza dello stato di insolvenza (scientia decoctionis) basata su indizi gravi e concordanti, quali piani di rientro per debiti scaduti, procedure esecutive pendenti e notizie di stampa sulla crisi del gruppo.
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Rimborso d’imposta: termini e regole di calcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito principi fondamentali in materia di rimborso d'imposta derivante da accertamenti successivi. Il caso riguarda soci di una società di persone che hanno richiesto la restituzione di IRPEF versata in eccesso dopo che l'Ufficio ha spostato costi deducibili da un'annualità all'altra. La Corte ha chiarito che il termine di decadenza biennale per il rimborso anomalo decorre dal passaggio in giudicato della sentenza che accerta l'indebito. Inoltre, l'amministrazione finanziaria può contestare l'entità del rimborso anche in appello, poiché tali contestazioni costituiscono mere difese e non nuove eccezioni.
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Apertura di credito: prova e prescrizione bancaria
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della prova dell'**apertura di credito** in un contenzioso per la ripetizione di somme indebitamente pagate su un conto corrente. Il nucleo della disputa riguarda la distinzione tra rimesse solutorie e ripristinatorie ai fini della prescrizione decennale. La Suprema Corte ha stabilito che il correntista può dimostrare l'esistenza di un contratto di affidamento anche tramite presunzioni semplici, specialmente per i rapporti sorti prima della riforma del 1992 o quando il cliente non intende eccepire la nullità di protezione per difetto di forma scritta. La decisione sottolinea che la predeterminazione del limite massimo di finanziamento non è un elemento essenziale per la validità del contratto di affidamento.
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Conguaglio idrico: legittimo il calcolo retroattivo
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del conguaglio idrico calcolato retroattivamente a seguito del blocco del contatore. Il gestore ha diritto di recuperare i costi basandosi sui consumi successivi alla sostituzione dell'apparecchio, qualora l'utente non abbia segnalato il guasto. La sostituzione del contatore in assenza dell'utente non invalida le fatture, poiché non sussiste un obbligo assoluto di presenza fisica del cliente durante l'operazione.
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Responsabilità professionale: guida alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due avvocati per responsabilità professionale in merito alla gestione negligente di una procedura esecutiva immobiliare. Il punto centrale della decisione riguarda la decorrenza della prescrizione: il termine non inizia dal momento dell'errore tecnico, ma da quando il danno diventa oggettivamente percepibile dal cliente. Nel caso specifico, la percezione del danno è stata identificata con il passaggio in giudicato della sentenza definitiva che ha sancito la perdita del bene, rendendo vana l'attività difensiva prestata.
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Prescrizione contributiva: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione contributiva per i crediti vantati da un ente previdenziale professionale relativi agli anni 2005, 2006 e 2007. La controversia riguardava la decorrenza del termine prescrizionale e l'efficacia interruttiva di una diffida inviata dall'ente. La Suprema Corte ha stabilito che il termine inizia a decorrere dalla scadenza del pagamento e non dalla comunicazione dei dati reddituali da parte del debitore. Inoltre, ha chiarito che l'interpretazione del contenuto di una lettera di diffida è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito, non sindacabile se logicamente motivato.
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Infiltrazioni d’acqua: risarcimento e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di un privato e di un condominio per i danni da infiltrazioni d'acqua subiti da un appartamento. La controversia ruotava attorno alla decorrenza della prescrizione e alla legittimazione dell'acquirente del bene. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere solo quando il danno si manifesta esternamente e diventa percepibile, evento avvenuto nel 2005 e non nel 1997 come sostenuto dalla ricorrente. Di conseguenza, l'acquirente che ha comprato l'immobile nel 2004 è pienamente legittimato a richiedere il risarcimento.
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Prescrizione credito: quando decorre il termine?
La Corte di Cassazione ha confermato la prescrizione credito vantato da una Pubblica Amministrazione per il recupero dei costi di acquisizione di aree destinate all'edilizia economica e popolare. Il fulcro della controversia riguardava l'individuazione del momento iniziale per il calcolo del termine decennale. Mentre l'ente pubblico sosteneva che la prescrizione dovesse decorrere dalla chiusura definitiva di tutti i costi del piano di zona, i giudici hanno stabilito che il termine inizia a decorrere dal momento in cui il credito diventa certo e determinabile, nel caso specifico a seguito di una transazione avvenuta anni prima. Non essendo stati provati atti interruttivi idonei nel decennio successivo, il diritto alla riscossione è stato dichiarato estinto.
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Prescrizione medici specializzandi: guida al termine
Un gruppo di medici ha agito contro la Presidenza del Consiglio per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione delle direttive europee sulla remunerazione dei corsi di specializzazione seguiti prima del 1991. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che la prescrizione medici specializzandi è decennale e decorre dal 27 ottobre 1999. Tale data coincide con l'entrata in vigore della Legge 370/1999, momento in cui i professionisti hanno avuto la certezza dell'inadempimento statale, rendendo il diritto immediatamente esercitabile.
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Riduzione del canone: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società locatrice che contestava la riduzione del canone operata unilateralmente dal conduttore. Il contratto prevedeva una diminuzione automatica del corrispettivo qualora non fossero stati eseguiti lavori di miglioria entro un termine prestabilito. La Suprema Corte ha chiarito che tale riduzione del canone non è un diritto soggetto a prescrizione decennale, bensì una regola contrattuale di determinazione del prezzo. Il fatto che il conduttore abbia pagato la cifra intera per anni non comporta rinuncia, ma configura un indebito oggettivo per le somme versate in eccedenza.
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Medici specializzandi: risarcimento e prescrizione
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini del risarcimento per i medici specializzandi iscritti a corsi tra il 1982 e il 1991. La sentenza conferma che il diritto all'indennizzo spetta anche ai medici 'a cavallo', ovvero coloro che hanno iniziato la formazione prima del 1982 ma l'hanno conclusa dopo il 1° gennaio 1983. Viene ribadito il termine di prescrizione decennale con decorrenza dal 27 ottobre 1999. Infine, la Corte ha sanzionato per abuso del processo i ricorrenti che hanno presentato impugnazioni manifestamente infondate contro orientamenti giurisprudenziali ormai consolidati.
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Buoni postali fruttiferi: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza riguardante il rimborso di buoni postali fruttiferi emessi nel 2002. Il nodo centrale della controversia riguardava l'individuazione del momento esatto in cui inizia a decorrere il termine di prescrizione decennale. Mentre il Tribunale aveva ipotizzato che il termine partisse dal primo gennaio dell'anno successivo alla scadenza, i giudici di legittimità hanno ribadito che, in base alla normativa vigente, la prescrizione inizia a decorrere esattamente dalla data di scadenza del titolo. La decisione chiarisce inoltre importanti profili procedurali sulla contestazione della rappresentanza legale nel rito camerale.
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Buoni Fruttiferi Postali: regole sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per i Buoni Fruttiferi Postali della serie AA2 il termine di prescrizione decennale decorre esattamente dalla data di scadenza del titolo, ovvero sette anni dopo la sottoscrizione. La decisione annulla l'interpretazione che fissava l'inizio della prescrizione al 31 dicembre dell'anno di scadenza. Il calcolo deve seguire il calendario comune ex art. 2963 c.c., evitando l'applicazione di criteri ibridi tra vecchie e nuove normative ministeriali.
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Prescrizione Buoni Postali: nuove regole di calcolo
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri di calcolo per la Prescrizione Buoni Postali della serie AA3, emessi nel 2002. Un risparmiatore aveva ottenuto il rimborso forzoso del titolo, ma l'intermediario ha eccepito l'estinzione del diritto. Mentre i giudici di merito avevano applicato il criterio del calendario solare (spostando la scadenza a fine anno), la Suprema Corte ha stabilito che si applica il calendario comune. Il termine decennale decorre esattamente dalla data di scadenza del titolo, senza possibilità di ibridare vecchie e nuove normative.
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Indennità di vacanza contrattuale: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un dipendente sanitario che richiedeva differenze retributive per l'indennità di vacanza contrattuale e il tempo di vestizione. La Corte ha chiarito che l'indennità di vacanza contrattuale è un rimedio provvisorio contro l'inflazione e non può essere cumulata con i successivi aumenti salariali che coprono lo stesso periodo. Inoltre, il tempo per indossare la divisa è considerato orario di lavoro solo se è provata l'eterodirezione del datore di lavoro, circostanza non dimostrata nel caso di specie.
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