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Art. 2935 Codice Civile

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1936 provvedimenti

Medici specializzandi: prescrizione e risarcimento danni
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni medici specializzandi per ottenere il risarcimento danni derivante dalla mancata attuazione delle direttive europee negli anni '70 e '80. La decisione ribadisce che il termine di prescrizione decennale per tali pretese decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Poiché le richieste stragiudiziali sono state inviate solo nel 2015, il diritto è risultato ampiamente prescritto. La Corte ha inoltre applicato sanzioni per abuso del processo, avendo i ricorrenti rifiutato una proposta di definizione accelerata basata su orientamenti giurisprudenziali ormai consolidati.
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Fideiussione e prescrizione: la Cassazione chiarisce
Una società immobiliare ha impugnato la decisione che la vedeva soccombente nel pagamento di un debito garantito da una fideiussione. La ricorrente sosteneva che il credito fosse prescritto, che la banca cessionaria non avesse provato la propria titolarità e che la garanzia fosse nulla per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'esistenza di un accordo di moratoria aveva spostato in avanti i termini di prescrizione e che le contestazioni sulla titolarità del credito erano state sollevate tardivamente nel corso del giudizio.
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Gestione Separata: stop prescrizione e quadro RR
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa compilazione del quadro RR nella dichiarazione dei redditi non configura automaticamente un occultamento doloso del debito contributivo. Tale condotta, pertanto, non è di per sé sufficiente a sospendere la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata INPS. Sebbene l'obbligo di iscrizione per i professionisti non iscritti a casse previdenziali autonome sia confermato dal principio di universalità, la Corte ha accolto il ricorso del professionista riguardo alla decorrenza dei termini prescrizionali e alla non debenza delle sanzioni civili per i periodi antecedenti al 2011, in linea con i recenti orientamenti della Corte Costituzionale.
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Prescrizione crediti retributivi: stop ai recuperi.
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un ente previdenziale contro un dipendente per il recupero di somme percepite in eccedenza. La controversia riguardava la prescrizione crediti retributivi derivanti da un mancato riassorbimento di quote salariali dopo un passaggio di mobilità inter-enti. L'ente aveva concordato una sospensione annuale del recupero, ma ha agito solo dopo oltre dieci anni dalla scadenza di tale termine. La Corte ha stabilito che il termine decennale decorreva dalla fine della sospensione e che l'interpretazione degli accordi sindacali operata dai giudici di merito non è sindacabile in sede di legittimità se priva di vizi logici.
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Prescrizione crediti retributivi: stop ai recuperi
La Corte di Cassazione ha confermato l'intervenuta prescrizione crediti retributivi vantati da un ente previdenziale nazionale nei confronti di un dipendente. L'ente aveva erogato somme in eccesso a seguito di una procedura di mobilità inter-enti, sospendendo il recupero per un anno in base a un accordo sindacale. Tuttavia, la richiesta di restituzione è avvenuta oltre dieci anni dopo la scadenza del periodo di sospensione. La Corte ha stabilito che il termine decennale decorreva dalla fine della sospensione concordata, rendendo i crediti non più esigibili.
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Occupazione usurpativa: prescrizione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi relativi a una complessa vicenda di occupazione usurpativa di un terreno privato destinato a edilizia popolare. Il punto focale della decisione riguarda la prescrizione del diritto al risarcimento: trattandosi di un illecito permanente, il termine quinquennale inizia a decorrere solo dal momento in cui il proprietario rinuncia alla restituzione del bene, solitamente attraverso la proposizione della domanda risarcitoria. La Corte ha inoltre confermato i criteri di stima del danno basati sull'indice di fabbricabilità territoriale, ritenendoli corretti per le aree inserite in piani di zona, nonostante l'avvenuta urbanizzazione dell'area circostante.
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Perdite fiscali: la scelta del riporto è vincolante
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro una società che pretendeva di riportare le perdite fiscali emerse a seguito di un accertamento. L'Ufficio aveva spostato alcuni costi dal 2006 al 2005 per difetto di competenza. Sebbene la società avesse ottenuto il rimborso per il 2005, la Corte ha negato la possibilità di riportare l'eccedenza di perdita negli anni successivi. La decisione si fonda sul principio per cui l'utilizzo delle perdite fiscali costituisce una scelta negoziale del contribuente da esercitare esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi, rendendola irretrattabile in assenza di errori essenziali e riconoscibili.
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Prescrizione bancaria: le nuove regole della Cassazione
Una società ha agito contro un istituto bancario per ottenere la restituzione di somme indebitamente addebitate su un conto corrente, contestando anatocismo e interessi ultralegali. La banca ha eccepito la prescrizione del diritto al rimborso. La Corte di Cassazione ha chiarito che, per sollevare validamente l'eccezione di prescrizione, la banca non è obbligata a indicare specificamente ogni singola rimessa solutoria. È sufficiente che la banca dichiari di volersi avvalere della prescrizione, lasciando al giudice il compito di distinguere tra rimesse solutorie e ripristinatorie sulla base degli estratti conto prodotti dal cliente.
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Interessi ultradecennali: i termini per il rimborso
Una società del settore farmaceutico ha richiesto il rimborso di interessi ultradecennali maturati su un credito IRPEG risalente al 1989. Nonostante la normativa del 2007 prevedesse tassi maggiorati per i crediti pendenti da oltre dieci anni, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria. La Corte ha stabilito che la richiesta di integrazione degli interessi, presentata oltre due anni dopo il rimborso del capitale, è inammissibile per decadenza ai sensi dell'art. 21 del D.Lgs. 546/1992.
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Danno pensionistico: la prescrizione parte dalla pensione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un lavoratore che richiedeva il risarcimento per il danno pensionistico derivante dal mancato versamento dei contributi per mansioni superiori svolte tra il 1992 e il 2005. Mentre i giudici di merito avevano dichiarato prescritto il diritto, ritenendo che il termine decorresse dalla sentenza di riconoscimento delle mansioni, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. È stato stabilito che la prescrizione per il risarcimento del danno da omissione contributiva inizia a decorrere solo dal momento in cui il lavoratore raggiunge l'età pensionabile, poiché è in quel momento che il danno si manifesta concretamente come perdita o riduzione della pensione.
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Rimborso interessi tributari: i termini di decadenza
Una società ha impugnato il silenzio rifiuto dell'Amministrazione Finanziaria su un'istanza per il **rimborso interessi tributari** ultradecennali relativi a un credito IRPEG del 1993. Sebbene l'Ufficio avesse già rimborsato capitale e interessi fino al 2007, l'azienda richiedeva le somme maturate tra il 2008 e il 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia, stabilendo che la richiesta era inammissibile per decadenza. Il termine di due anni per presentare l'istanza decorreva dal momento del pagamento parziale avvenuto nel 2010, rendendo tardiva la domanda presentata solo nel 2014.
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Prescrizione medici specializzandi: guida al termine
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da numerosi professionisti sanitari per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata remunerazione durante i corsi di specializzazione svolti tra il 1983 e il 1991. La decisione ruota attorno alla prescrizione medici specializzandi, ribadendo che il termine decennale per agire contro lo Stato decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge 370/1999. Poiché l'azione legale è stata intrapresa solo nel 2015, il diritto è stato dichiarato estinto per decorso del tempo, nonostante i tentativi dei ricorrenti di spostare l'inizio del termine a date successive legate a chiarimenti giurisprudenziali.
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Partite pregresse: la guida della Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che il recupero delle partite pregresse nel servizio idrico è legittimo solo per costi imprevisti e imprevedibili. Il gestore ha l'onere di provare la pertinenza di tali costi rispetto al servizio reso. Inoltre, la prescrizione del diritto alla riscossione inizia a decorrere solo dal momento in cui il gestore è autorizzato dalle autorità competenti a fatturare gli importi, garantendo così l'effettiva possibilità di esercitare il diritto.
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Divisione ereditaria: rimborsi e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso relativo a una complessa divisione ereditaria tra fratelli. Il ricorrente pretendeva il rimborso per la costruzione di una falegnameria e altre opere realizzate su beni dei genitori. I giudici di merito hanno accertato che tali interventi risalivano a un'epoca in cui i genitori erano ancora in vita, configurando quindi un credito verso i defunti ormai estinto per prescrizione decennale. La Suprema Corte ha inoltre applicato il principio della doppia conforme, impedendo il riesame dei fatti già accertati in modo identico nei due gradi di merito.
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Accordo Migliorie: prescrizione e vizi urbanistici
La Corte di Cassazione ha affrontato una complessa disputa riguardante un Accordo Migliorie inserito in un contratto di locazione alberghiera. Una fondazione proprietaria chiedeva la restituzione di indennizzi versati per opere mai realizzate, difformi o successivamente demolite per abusi edilizi. Il punto centrale riguarda la prescrizione: per le opere non realizzate, il termine decorre dal pagamento dei SAL, intesi come accettazione. Per le opere demolite a causa di violazioni urbanistiche, la prescrizione inizia invece dalla scoperta dell'abuso. La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando che l'interpretazione del contratto spetta esclusivamente ai giudici di merito.
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Medici specializzandi: prescrizione risarcimento
Un gruppo di medici specializzandi ha agito contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione di direttive europee riguardanti la retribuzione dei corsi di specializzazione svolti prima del 1991. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il diritto al risarcimento per i medici specializzandi è soggetto a una prescrizione decennale. Tale termine inizia a decorrere dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999, che ha rimosso ogni incertezza normativa sulla spettanza del compenso.
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Prescrizione medici specializzandi: guida ai termini
Un gruppo di medici ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio e vari Ministeri per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata attuazione delle direttive europee sulla remunerazione dei corsi di specializzazione (1983-1991). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la prescrizione medici specializzandi è decennale e decorre dal 27 ottobre 1999. Tale data coincide con l'entrata in vigore della Legge 370/1999, che ha rimosso ogni incertezza normativa sulla spettanza del diritto, rendendo superflua ogni ulteriore attesa giurisprudenziale.
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Opposizione recuperatoria: guida ai termini legali
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto del ricorso di un contribuente contro una cartella esattoriale derivante da violazioni del Codice della Strada. Il ricorrente lamentava l'omessa notifica del verbale originario, ma i giudici hanno qualificato l'azione come opposizione recuperatoria, dichiarandola tardiva per il superamento del termine di trenta giorni dalla notifica della cartella. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di depenalizzazione del reato, la prescrizione quinquennale decorre dal momento in cui l'autorità amministrativa riceve gli atti dall'autorità giudiziaria, rendendo irrilevante la data della violazione originaria.
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Prescrizione crediti retributivi: Sezioni Unite 2023
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la prescrizione crediti retributivi nel pubblico impiego contrattualizzato decorre durante il rapporto di lavoro, sia esso a tempo determinato o indeterminato. La Corte ha respinto l'ipotesi di applicare al settore pubblico il regime del settore privato, dove la prescrizione è sospesa fino alla cessazione del rapporto per mancanza di stabilità. Nel pubblico impiego, la tutela garantita dall'Art. 97 della Costituzione e dalle procedure di reintegrazione esclude il metus (timore) del dipendente, rendendo superflua la sospensione del termine prescrizionale.
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Prescrizione risarcimento danni: novità Cassazione
La Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione risarcimento danni in ambito finanziario. Due investitori avevano citato un istituto di credito per la perdita totale del capitale investito in obbligazioni estere poi andate in default. Mentre il Tribunale aveva dichiarato prescritto il diritto, la Corte d'Appello aveva riconosciuto il risarcimento, fissando la decorrenza del termine decennale dalla data del default e non da quella dell'acquisto. La Suprema Corte, ravvisando la particolare rilevanza della questione sul momento in cui il danno diventa conoscibile e azionabile, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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