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Art. 2935 Codice Civile

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1936 provvedimenti

Partite pregresse: la guida ai conguagli idrici
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti di legittimità delle partite pregresse nel servizio idrico integrato. Un utente aveva contestato la richiesta di conguagli per il periodo 2005-2011, eccependo la prescrizione e l'illegittimità della retroattività tariffaria. La Suprema Corte ha stabilito che il recupero dei costi 'ora per allora' è astrattamente possibile solo per oneri imprevisti e imprevedibili al momento dell'erogazione, escludendo però la possibilità di addebitare agli utenti errori di gestione o di previsione del gestore. La prescrizione dei crediti decorre dalla data della delibera che quantifica e autorizza la riscossione dei conguagli.
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Gestione Separata INPS: prescrizione e sanzioni
Un professionista ha impugnato l'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata INPS per l'anno 2009, sostenendo che il credito contributivo fosse ormai prescritto. La Corte d'Appello aveva invece ritenuto che il termine di cinque anni non fosse decorso, calcolandolo dalla data di scadenza dei pagamenti prorogata da un decreto governativo. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza interlocutoria, ha rilevato la complessità della questione, specialmente in merito alla misura delle sanzioni civili e alla non immediata sovrapponibilità dei precedenti giurisprudenziali, decidendo di rimettere la causa alla Sezione Lavoro per una trattazione più approfondita.
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Eccezione di prescrizione: validità e dies a quo
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro una sentenza che dichiarava inammissibile l'eccezione di prescrizione sollevata in appello. Il caso riguardava la richiesta di un lavoratore per la rivalutazione contributiva da esposizione all'amianto. La Corte territoriale aveva ritenuto tardiva l'eccezione poiché l'ente aveva indicato un diverso momento iniziale del decorso del termine rispetto al primo grado. Gli Ermellini hanno invece chiarito che l'eccezione di prescrizione è validamente proposta se viene allegata l'inerzia del titolare del diritto. L'individuazione del corretto momento iniziale del termine è una questione di diritto che spetta al giudice risolvere, senza essere vincolato dalle indicazioni fornite dalle parti.
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Azienda condannata: stop alla prescrizione dei crediti da lavoro
Un Lavoratore, formalmente assunto da ditte esterne, guidava furgoni per una grande Azienda Committente. L'Azienda gestiva direttamente i suoi orari e gli dava ordini. Il giudice riconosce l'interposizione illecita e dichiara il Lavoratore dipendente diretto dell'Azienda. Tuttavia, la Corte d'Appello limita i pagamenti arretrati applicando la prescrizione di cinque anni durante il rapporto di lavoro. Il Lavoratore fa ricorso in Cassazione. La Suprema Corte gli dà ragione e stabilisce un principio fondamentale sulla prescrizione dei crediti da lavoro. Dopo le riforme del 2012 e 2015, il posto di lavoro non ha più una stabilità assoluta. Pertanto, il tempo per richiedere gli stipendi arretrati non scade mentre il lavoratore è ancora in servizio. Il conteggio dei cinque anni inizia solo alla fine del rapporto lavorativo. Il Lavoratore vince e l'Azienda dovrà ricalcolare e pagare tutti gli arretrati.
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Prescrizione contributi INPS: la dichiarazione salva il debito
Un professionista riceve una richiesta di pagamento dall'Ente Previdenziale per somme non versate anni prima. Il lavoratore si oppone affermando che il debito risulta ormai annullato per la prescrizione contributi INPS, essendo trascorsi oltre cinque anni dalla scadenza originale. I giudici analizzano i documenti e notano un dettaglio fondamentale. Il professionista aveva compilato un quadro specifico nella sua dichiarazione dei redditi per calcolare esattamente quei contributi. Questa compilazione rappresenta una chiara ammissione del debito. L'ammissione blocca il tempo trascorso e fa ripartire da zero i cinque anni. La Corte dà torto al professionista, confermando la validità del debito. Il lavoratore perde definitivamente la causa, deve pagare le somme richieste e subisce anche la condanna a versare un importo aggiuntivo per le spese processuali.
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Riconoscimento mansioni superiori: dipendenti vincono in aula
Un gruppo di dipendenti di un call center ha fatto causa all'azienda per ottenere il riconoscimento mansioni superiori e le relative differenze retributive. I lavoratori, assunti a un livello inferiore, dimostravano di esercitare autonomia decisionale nella gestione dei clienti, superando la mera esecuzione dei manuali aziendali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della società, confermando il diritto all'inquadramento superiore. I giudici hanno inoltre ribadito che il termine di prescrizione di cinque anni per richiedere i crediti di lavoro decorre esclusivamente dalla cessazione del rapporto lavorativo, tutelando i dipendenti da possibili ritorsioni aziendali.
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Ripetizione dell’indebito: quando scatta la prescrizione
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della decorrenza della prescrizione nell'azione di ripetizione dell'indebito relativa a contributi agricoli comunitari percepiti indebitamente. Il caso riguardava un soggetto che aveva ottenuto aiuti per la produzione di olio d'oliva sulla base di dichiarazioni rivelatesi false a seguito di un controllo della Guardia di Finanza. La Suprema Corte ha stabilito che, quando il difetto della causa del pagamento emerge solo successivamente all'erogazione (mancanza sopravvenuta), il termine di prescrizione decennale non decorre dal momento del pagamento, bensì dal giorno in cui l'accertamento dell'indebito diventa definitivo. Poiché l'azione fraudolenta del beneficiario aveva indotto in errore l'ente erogatore, il diritto alla restituzione è sorto solo con la verbalizzazione ufficiale delle violazioni.
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Prescrizione conguaglio esproprio: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha chiarito i termini della prescrizione conguaglio esproprio in un caso riguardante l'edilizia convenzionata. Alcuni assegnatari di immobili avevano contestato la richiesta di integrazione del prezzo avanzata da un consorzio, sostenendo che il diritto fosse prescritto. La Suprema Corte ha confermato che il termine decennale di prescrizione inizia a decorrere solo dalla definitiva liquidazione delle indennità di esproprio, che nel caso specifico è avvenuta tramite un accordo transattivo. Poiché tale accordo è stato siglato meno di dieci anni prima della richiesta di pagamento, il diritto al conguaglio è stato ritenuto pienamente valido e non estinto.
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Prescrizione risarcimento danni: quando decorre
Una società immobiliare ha citato in giudizio un istituto bancario per ottenere la nullità di un acquisto di obbligazioni argentine e il risarcimento dei danni per violazione degli obblighi informativi. La Corte di Cassazione ha confermato la validità del contratto-quadro preesistente al T.U.F., ma ha accolto il ricorso sul tema della prescrizione risarcimento danni. La Corte ha stabilito che il termine decennale non decorre dal momento dell'ordine di acquisto, bensì dal momento in cui il danno economico si manifesta concretamente e diventa oggettivamente percepibile per l'investitore.
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Gestione separata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS contro un professionista in merito alla prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata per l'anno 2010. Mentre i giudici di merito avevano ritenuto il credito prescritto fissando la scadenza al 16 giugno 2011, la Suprema Corte ha chiarito che, per i soggetti sottoposti agli studi di settore, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2011 da un apposito D.P.C.M. Pertanto, la richiesta dell'ente previdenziale notificata il 4 luglio 2016 è risultata tempestiva, interrompendo correttamente il termine quinquennale.
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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS riguardante la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2009 da un libero professionista. Il punto centrale della decisione riguarda l'individuazione del termine iniziale per il calcolo della prescrizione quinquennale. Mentre i giudici di merito avevano fissato la scadenza al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha stabilito che, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, il termine di pagamento era stato differito al 6 luglio 2010 dal D.P.C.M. del 10 giugno 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente il 1 luglio 2015 è stata considerata tempestiva, impedendo l'estinzione del credito contributivo.
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Prescrizione contributiva: il calcolo dei termini
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributiva per i debiti verso la Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento, inclusi i differimenti previsti da decreti governativi. Nel caso analizzato, un professionista contestava la richiesta di contributi per l'anno 2010, ritenendoli prescritti. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il termine di versamento era stato prorogato al 6 luglio 2011. Poiché la notifica dell'ente previdenziale è avvenuta il 6 luglio 2016, il termine quinquennale non era ancora decorso. La decisione sottolinea che il giudice deve applicare d'ufficio le proroghe di legge nel calcolo dei termini.
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Prescrizione crediti retributivi: quando decorre
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità delle clausole dei contratti collettivi che escludono il periodo di apprendistato dal calcolo dell'anzianità di servizio. La decisione si concentra sulla prescrizione crediti retributivi, stabilendo che, a seguito delle riforme del 2012 e 2015, il termine quinquennale decorre solo dalla cessazione del rapporto di lavoro. Questo orientamento nasce dalla constatazione che l'attuale regime di tutela non garantisce al dipendente la stabilità necessaria per agire contro il datore durante il rapporto senza timore di ritorsioni.
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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la Prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dal momento in cui scade il termine per il pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2011 per i soggetti sottoposti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento inviata dall'ente previdenziale il 4 luglio 2016 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio calcolato dalla nuova scadenza. La sentenza ribadisce che le proroghe amministrative dei termini di versamento spostano in avanti il termine iniziale della prescrizione.
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Prescrizione contributi INPS: decorrenza e proroghe
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prescrizione contributi INPS per i professionisti iscritti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva dei termini di pagamento. Nel caso analizzato, un decreto ministeriale aveva prorogato il termine di versamento per l'anno 2009 al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata dall'ente previdenziale il 3 luglio 2015 è stata considerata tempestiva, poiché avvenuta entro il quinquennio legale. La Corte ha chiarito che il differimento dei termini operato da fonti regolamentari sposta il momento iniziale della prescrizione per tutti i contribuenti soggetti agli studi di settore.
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Fondo di garanzia: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione annuale per l'accesso al Fondo di garanzia gestito dall'ente previdenziale decorre solo dal momento in cui il lavoratore ha effettiva conoscenza dell'esito negativo dell'esecuzione forzata. Nel caso di datori di lavoro non soggetti a fallimento, non basta la semplice data di redazione del verbale di pignoramento negativo, ma rileva il momento in cui il lavoratore ne entra in possesso. La decisione sottolinea che il diritto alla prestazione del Fondo di garanzia è autonomo e richiede la prova dell'insufficienza patrimoniale del datore, conoscibile solo tramite il ritiro degli atti ufficiali.
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Gestione Separata: calcolo prescrizione contributi
La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, includendo eventuali proroghe legislative. Nel caso analizzato, un professionista aveva contestato una richiesta dell'INPS relativa all'anno 2009, ritenendola prescritta. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che il differimento dei termini al 6 luglio 2010, previsto per i soggetti sottoposti agli studi di settore, sposta in avanti il momento iniziale del calcolo. Di conseguenza, la notifica dell'INPS avvenuta il 30 giugno 2015 è stata considerata tempestiva, annullando la precedente decisione di merito.
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Gestione Separata: calcolo della prescrizione
La sentenza analizza la decorrenza della prescrizione per i contributi alla Gestione Separata. La Suprema Corte ha stabilito che, in presenza di un differimento dei termini di pagamento stabilito per legge, il termine quinquennale di prescrizione inizia a decorrere dalla nuova scadenza prorogata e non da quella originaria. Questo principio rende tempestiva la richiesta dell'ente previdenziale se notificata entro cinque anni dal termine differito.
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Gestione separata: calcolo della prescrizione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale contro la decisione di merito che aveva dichiarato prescritti i contributi dovuti alla Gestione separata da un professionista per l'anno 2009. Il punto centrale della controversia riguarda l'individuazione del momento esatto in cui inizia a decorrere la prescrizione quinquennale. Mentre i giudici di merito avevano fissato tale data al 16 giugno 2010, la Suprema Corte ha stabilito che, per effetto del differimento dei termini di pagamento previsto dal d.P.C.M. del 10 giugno 2010 per i soggetti sottoposti agli studi di settore, la scadenza era slittata al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2015 risulta tempestiva e il credito non è estinto.
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Prescrizione contributi INPS: le regole sulla proroga
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente previdenziale in merito alla Prescrizione contributi INPS dovuti alla Gestione separata per l'anno 2009. La Corte territoriale aveva erroneamente dichiarato prescritto il credito, fissando la scadenza del pagamento al 16 giugno 2010. Gli Ermellini hanno invece stabilito che, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, il termine era stato prorogato al 6 luglio 2010 da un apposito decreto ministeriale. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 1° luglio 2015 è da considerarsi tempestiva, avendo interrotto il termine quinquennale prima della sua scadenza.
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