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Art. 2901 Codice Civile — Anno 2024

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236 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Azione revocatoria fondo patrimoniale: la prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8644/2024, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva costituito un fondo patrimoniale poco prima di avviare una causa, il cui esito sfavorevole ha poi generato il debito. La Corte ha confermato la decisione d'appello che aveva accolto l'azione revocatoria dei creditori, ritenendo che l'intento fraudolento (consilium fraudis) potesse essere legittimamente presunto dalla stretta vicinanza temporale tra la costituzione del fondo e l'inizio del contenzioso. L'onere di dimostrare la sufficienza del patrimonio residuo spettava al debitore, prova che non è stata fornita.
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Ricorso inammissibile: requisiti di forma e sostanza
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile in un caso di revocatoria di un fondo patrimoniale. La decisione sottolinea la violazione dei requisiti formali, in particolare la mancata esposizione sommaria dei fatti e il mancato rispetto del principio di autosufficienza, impedendo alla Corte di esaminare il merito della questione.
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Prescrizione danno notaio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver rogato e trascritto un atto di compravendita 'a non domino' (da chi non è proprietario) si prescrive in cinque anni. Il termine di prescrizione decorre non dalla cancellazione della formalità, ma dal momento in cui l'atto viene trascritto nei registri immobiliari. La Corte ha chiarito che la trascrizione di un atto inefficace non costituisce un illecito permanente, ma un illecito istantaneo, i cui effetti pregiudizievoli si esauriscono con il compimento dell'atto stesso.
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Intervento del terzo: quando è ammissibile nel processo
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'intervento del terzo in un processo civile è ammissibile anche dopo la scadenza dei termini per la proposizione di nuove domande per le parti originarie. Il caso riguardava dei creditori che erano intervenuti in una causa tra un acquirente e i venditori di un immobile per chiedere la revoca della vendita, ritenuta fraudolenta. La Corte ha rigettato il ricorso dell'acquirente, confermando che il terzo interveniente ha il diritto di proporre la propria domanda, pur dovendo accettare lo stato del processo al momento del suo ingresso.
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Ricorso inammissibile: il principio di autosufficienza
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile in un caso di revocatoria fallimentare. La decisione si fonda sulla violazione del principio di autosufficienza del ricorso e sull'applicazione della regola della "doppia conforme", che si verifica quando due corti di merito giungono alla stessa conclusione. La Corte ha sottolineato che il ricorso non conteneva gli elementi necessari per essere esaminato nel merito, confermando così la condanna al pagamento emessa nei gradi precedenti.
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Azione revocatoria: interesse ad agire e fondo
Una coppia aveva costituito un fondo patrimoniale con beni già sotto sequestro da parte di un ente ministeriale. L'ente ha avviato un'azione revocatoria per rendere inefficace tale costituzione. Le corti di merito hanno dato ragione all'ente. La coppia ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'interesse del creditore fosse venuto meno, dato che i beni erano stati nel frattempo venduti all'asta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'azione revocatoria serve a preservare la garanzia del creditore e l'interesse a procedere persiste indipendentemente dalle procedure esecutive parallele, per assicurare al creditore la possibilità di rivalersi sul ricavato.
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Azione revocatoria: solvibilità coobbligati irrilevante
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8542/2024, ha ribadito un principio fondamentale in materia di azione revocatoria. Anche se esistono altri debitori solidali solvibili, l'atto con cui uno di essi diminuisce la propria garanzia patrimoniale, ad esempio costituendo un fondo patrimoniale, può essere revocato. La valutazione del danno per il creditore (eventus damni) va fatta esclusivamente sul patrimonio del debitore che ha compiuto l'atto, senza considerare la capacità economica degli altri coobbligati.
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Produzione nuovi documenti appello: rinvio al giudice
Una famiglia contesta un'azione revocatoria su una donazione. Il caso si concentra sulla presentazione tardiva di documenti cruciali per dimostrare la legittimità del creditore. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito sull'ammissibilità dei documenti, emette un'ordinanza interlocutoria per trasferire il caso alla sezione giudiziaria competente. Il tema centrale rimane la regola procedurale sulla produzione nuovi documenti in appello.
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Rinuncia al ricorso: l’estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente. Il caso riguardava un'opposizione a un'esecuzione forzata. Le parti hanno concordato anche sulla compensazione integrale delle spese legali, portando alla chiusura definitiva del contenzioso.
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Contestazione generica: inammissibile se manca prova
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un debitore contro un'azione revocatoria. Anche in caso di presunta contestazione generica da parte del creditore, il motivo di appello fallisce se le allegazioni del debitore (in questo caso, su usura e violenza morale) sono ritenute dal giudice di merito incomplete e non provate. La Corte sottolinea che quando una sentenza si basa su più ragioni autonome, è necessario impugnarle tutte efficacemente.
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Azione revocatoria notifica: la Cassazione decide
Una banca agisce con azione revocatoria contro una donazione immobiliare tra madre (garante) e figlio, per tutelare il proprio credito. I debitori contestano la validità della notifica dell'atto introduttivo e, in appello, la nullità della fideiussione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. Viene stabilito che ai fini della validità dell'azione revocatoria notifica, prevale la dimora effettiva sulla residenza anagrafica e che l'eccezione di nullità della fideiussione, sollevata tardivamente, è inammissibile.
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Inammissibilità ricorso cassazione: guida pratica
Un'analisi della recente ordinanza della Cassazione che dichiara l'inammissibilità ricorso cassazione per mancata autosufficienza. Il caso riguarda un appello dichiarato improcedibile per tardiva costituzione, seguito da un ricorso viziato da esposizione confusa dei fatti e motivi non specifici, che non si confrontavano con la decisione impugnata.
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Trasferimento immobile separazione: rischio fallimento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una moglie separata contro la decisione che rendeva inefficace il trasferimento immobiliare ricevuto dall'ex coniuge, poi fallito. L'atto, avvenuto in sede di separazione consensuale, è stato qualificato come gratuito perché non è stata fornita prova della sua natura onerosa, ovvero come sostituzione del mantenimento o come transazione di liti potenziali. La Suprema Corte ha confermato l'inefficacia dell'atto verso i creditori del fallimento.
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Scioglimento fondo patrimoniale: la Cassazione decide
Un creditore contesta un atto con cui due genitori trasferiscono ai figli la nuda proprietà di immobili, precedentemente vincolati in un fondo patrimoniale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8190/2024, ha stabilito che la motivazione della Corte d'Appello era contraddittoria. Un atto dichiarato nullo per simulazione non può produrre alcun effetto giuridico, compreso lo scioglimento del fondo patrimoniale. Pertanto, la Corte ha annullato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame, sottolineando l'impossibilità di uno scioglimento implicito del fondo tramite un negozio fittizio.
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Datio in solutum del terzo: quando è atto oneroso?
Una banca ha intentato un'azione revocatoria contro un'operazione di 'datio in solutum', con cui i soci di una società debitrice avevano trasferito un proprio immobile per estinguere un debito sociale. La banca sosteneva la natura gratuita dell'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'atto è da considerarsi oneroso. La motivazione risiede nel vantaggio patrimoniale, seppur indiretto, ottenuto dai soci, i quali, estinguendo il debito, si sono surrogati nei diritti del creditore verso la loro stessa società.
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Costituzione in appello: sanabile il vizio formale
Una coppia aveva impugnato una decisione di primo grado. In appello, si erano costituiti depositando copie cartacee dell'atto notificato telematicamente, senza attestarne la conformità. La Corte d'Appello aveva dichiarato l'impugnazione improcedibile. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che si trattava di un vizio formale sanabile. Poiché la controparte si era inizialmente difesa nel merito senza sollevare eccezioni, il vizio era stato sanato e l'appello doveva essere giudicato nel merito.
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Azione revocatoria: vendita tra padre e figlia provata
La Corte di Cassazione ha confermato l'inefficacia di una vendita immobiliare tra un padre e sua figlia, oggetto di un'azione revocatoria da parte di una società creditrice. La Suprema Corte ha stabilito che il rapporto di parentela stretto, unito al fatto che l'immobile venduto era l'unico bene del debitore, costituisce una presunzione sufficiente a dimostrare la consapevolezza della figlia del pregiudizio arrecato ai creditori, rendendo l'atto inefficace nei loro confronti.
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Azione revocatoria: la prova della consapevolezza
Un creditore avvia un'azione revocatoria per annullare la vendita di un immobile, ritenendo che l'acquirente fosse consapevole del pregiudizio arrecato. La Corte d'Appello accoglie la domanda basandosi su prove indiziarie come il prezzo basso e le modalità di pagamento anomale. Il caso giunge in Cassazione, ma il giudizio si estingue per rinuncia delle parti prima di una decisione nel merito.
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Eccezione in senso stretto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 8022/2024, ha confermato che la difesa basata sull'utilizzo del ricavato di una vendita per estinguere un debito scaduto costituisce un'eccezione in senso stretto. Di conseguenza, deve essere sollevata entro i termini perentori di costituzione in giudizio. Nel caso specifico, un creditore ha ottenuto la revoca di una compravendita immobiliare poiché la difesa dell'acquirente, sollevata tardivamente, è stata dichiarata inammissibile, ribadendo un principio consolidato per la tutela del creditore.
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Fondo patrimoniale: inefficace se lede il creditore
La Cassazione conferma l'inefficacia di un fondo patrimoniale costituito in danno dei creditori. Rigettate le eccezioni sulla successione nel credito, sull'abuso del processo e sulla nullità della fideiussione per clausole ABI. L'azione revocatoria è uno strumento valido per tutelare la garanzia patrimoniale del creditore.
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