LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2901 Codice Civile — Anno 2024

Pagina 5 di 12

236 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Prova simulazione assoluta: onere del compratore
Un creditore ha agito in giudizio sostenendo che una vendita immobiliare effettuata dai suoi debitori fosse fittizia. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha stabilito che in un'azione per la prova della simulazione assoluta, spetta all'acquirente dimostrare l'effettivo pagamento del prezzo. La semplice dichiarazione di pagamento nell'atto notarile non è sufficiente a vincere la presunzione di simulazione, specialmente in presenza di altri indizi come un contratto di comodato che lasciava il bene nella disponibilità dei venditori.
Continua »
Azione revocatoria: vendita a parente e presunzione
Un creditore ha ottenuto la revoca della vendita di un immobile che il suo debitore aveva effettuato a favore della propria madre convivente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, basandosi sulla presunzione di consapevolezza del danno da parte dell'acquirente, data la stretta relazione di parentela. L'azione revocatoria è stata ritenuta fondata poiché la vendita, successiva al sorgere del credito, pregiudicava la garanzia patrimoniale del creditore, essendo l'immobile l'unico bene del debitore.
Continua »
Risoluzione concordato preventivo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione concordato preventivo di una società per inadempimento. La Corte ha stabilito che la mancata soddisfazione dei creditori, dovuta a una liquidità inferiore alle attese, giustifica la risoluzione a prescindere da una colpa specifica del debitore, poiché la funzione primaria del concordato è tutelare i creditori.
Continua »
Compenso avvocato revocatoria: il valore della causa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17996/2024, chiarisce i criteri per la liquidazione del compenso dell'avvocato in un'azione revocatoria. La Corte stabilisce che il valore della causa non è indeterminato, ma deve essere calcolato in base al valore effettivo della controversia, permettendo al giudice di adeguare l'onorario in caso di manifesta sproporzione con il valore formale della domanda. Viene inoltre confermato che la richiesta di compensi separati per più avvocati, se non avanzata in primo grado, è inammissibile in sede di reclamo.
Continua »
Azione revocatoria: il debito pagato non la invalida
Una professionista avvia un'azione revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale da parte di una sua debitrice. Sebbene il debito venga saldato durante il processo, la Cassazione stabilisce che l'azione revocatoria era originariamente fondata. La Corte d'Appello ha errato nel rigettarla; avrebbe dovuto dichiarare la cessata materia del contendere e decidere le spese secondo il principio della soccombenza virtuale, condannando la parte che avrebbe perso la causa.
Continua »
Azione revocatoria: quando la vendita al figlio è inefficace
La Corte di Cassazione ha confermato una decisione di merito che accoglieva un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da una madre al figlio. La Corte ha stabilito che il pregiudizio per il creditore (eventus damni) va valutato al momento dell'atto di vendita, rendendo irrilevante un successivo acquisto di un bene di valore inferiore da parte della debitrice. Inoltre, la consapevolezza del danno da parte del figlio acquirente è stata legittimamente presunta in base allo stretto legame di parentela e alla vicinanza temporale con le azioni del creditore.
Continua »
Azione revocatoria: vendita per pagare debiti scaduti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di azione revocatoria intentata contro la vendita di un immobile tra coniugi, finalizzata a pagare debiti preesistenti. La Corte ha stabilito che, per escludere la revoca, non è sufficiente dimostrare l'avvenuto pagamento dei creditori con il ricavato. Il debitore deve anche provare, in modo rigoroso, che la vendita rappresentava l'unico mezzo per reperire la liquidità necessaria, configurando un "rapporto di strumentalità necessaria". In assenza di tale prova, l'atto di vendita è revocabile. La sentenza è stata cassata con rinvio.
Continua »
Azione revocatoria: quale legge applicare a terzi?
La Corte di Cassazione chiarisce che in un'azione revocatoria, la scelta della legge applicabile effettuata dalle parti in un contratto non è vincolante per il creditore agente, in quanto terzo rispetto a tale accordo. La sentenza conferma l'applicazione della legge italiana per revocare atti di disposizione patrimoniale ritenuti pregiudizievoli, respingendo le tesi dei ricorrenti che invocavano l'applicazione della legge inglese. Viene inoltre ribadito che il termine di prescrizione dell'azione revocatoria decorre dalla data di pubblicità dell'atto ai terzi.
Continua »
Azione revocatoria: quando è efficace contro i garanti?
La Corte di Cassazione conferma l'efficacia di un'azione revocatoria promossa da un istituto di credito contro alcuni fideiussori che avevano trasferito un ingente patrimonio immobiliare a una società, riducendo la propria garanzia patrimoniale. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso dei garanti, basati sulla presunta nullità delle fideiussioni e sull'inapplicabilità di alcune tutele legali, ritenendo le eccezioni tardive, infondate o superate dal giudicato formatosi su un precedente decreto ingiuntivo. La sentenza ribadisce i principi sulla prova della scientia damni e sui limiti delle eccezioni opponibili nell'ambito dell'azione revocatoria.
Continua »
Azione revocatoria: inammissibile il ricorso generico
Una società debitrice vende un immobile e i creditori agiscono con un'azione revocatoria per rendere la vendita inefficace nei loro confronti. Dopo la conferma in Appello, la società ricorre in Cassazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché formulato in modo generico e non conforme ai rigidi requisiti procedurali, senza entrare nel merito della questione.
Continua »
Azione revocatoria: vendita tra parenti e presunzioni
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una vendita immobiliare tra madre e figlia. L'azione revocatoria è stata accolta perché il legame di parentela, unito ad altri indizi, costituisce una presunzione sufficiente a dimostrare la consapevolezza della figlia di ledere le ragioni del creditore della madre. La Corte ha ritenuto che la vendita fosse finalizzata a sottrarre il bene alla garanzia patrimoniale del creditore, il cui diritto derivava da una precedente e problematica compravendita immobiliare.
Continua »
Cessione del credito: la garanzia si trasferisce sempre
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione del credito secondo l'art. 58 del Testo Unico Bancario, anche una garanzia autonoma si trasferisce automaticamente al nuovo creditore. La Corte ha rigettato il ricorso di due garanti che, dopo aver costituito un fondo patrimoniale, sostenevano che la loro garanzia non fosse passata al cessionario. La sentenza ribadisce che il trasferimento delle garanzie è un effetto automatico della cessione, senza necessità di consenso da parte del garante.
Continua »
Clausola risolutiva espressa: prevale sul recesso?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un curatore fallimentare, pur avendo esercitato il recesso da un contratto di affitto d'azienda, può legittimamente eccepire l'inadempimento della controparte avvalendosi di una clausola risolutiva espressa. Tale eccezione, se fondata, prevale sul recesso e fa venir meno il diritto all'indennizzo della controparte. La Corte ha cassato la decisione del tribunale che aveva erroneamente escluso questa possibilità, non tenendo conto che l'eccezione di risoluzione era stata sollevata nel corso del giudizio di merito. L'uso della clausola risolutiva espressa non richiede un atto stragiudiziale preventivo e può essere manifestato anche in via di difesa processuale.
Continua »
Liberazione fideiussore: no se il credito è solido
Un creditore ha agito in revocatoria contro gli atti di disposizione del patrimonio di un fideiussore. Quest'ultimo ha eccepito la propria liberazione per il fatto che il creditore non si era insinuato nel fallimento della società debitrice principale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che in caso di fideiussione solidale, il creditore ha la facoltà di scegliere se agire contro il debitore principale o il garante. La mera inerzia del creditore (mancata insinuazione al passivo) non costituisce un fatto pregiudizievole che giustifichi la liberazione del fideiussore ai sensi dell'art. 1955 c.c.
Continua »
Azione revocatoria: il credito litigioso e la prova
Una società immobiliare, dopo una sentenza d'appello sfavorevole che la condannava a restituire una cospicua somma, vendeva un intero complesso edilizio. La società creditrice agiva con azione revocatoria per rendere inefficace la vendita. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che accoglieva la domanda, rilevando un difetto di motivazione. I giudici d'appello non avevano adeguatamente valutato il momento in cui era sorto il credito e la conseguente consapevolezza del debitore di arrecare un danno (scientia damni), elementi essenziali per l'azione revocatoria.
Continua »
Difetto di legittimazione: Cassazione senza rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di merito che aveva dichiarato inefficace una donazione immobiliare. La decisione si fonda sulla sopravvenuta produzione in giudizio di una sentenza passata in giudicato che accertava il difetto di legittimazione del liquidatore dello studio associato che aveva intentato la causa. Questo vizio originario ha travolto l'intero procedimento, rendendo superflua ogni altra valutazione sul merito della controversia.
Continua »
Notificazione all’estero: la Cassazione ordina atti
In una controversia riguardante un'azione revocatoria su donazioni immobiliari, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha sospeso la decisione sul merito per risolvere una questione pregiudiziale cruciale: la validità della notificazione all'estero dell'atto di appello a uno dei litisconsorti necessari. Rilevata la mancanza di prove decisive nel fascicolo, la Corte ha ordinato l'acquisizione di ulteriori documenti, presumibilmente conservati in cassaforte presso la Corte d'Appello, per verificare la regolarità del contraddittorio prima di procedere.
Continua »
Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
Una società creditrice ha ottenuto la declaratoria di inefficacia di una compravendita immobiliare tra padre e figlia tramite un'azione revocatoria. I debitori hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione, ma è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha rilevato che i motivi del ricorso erano formalmente scorretti, non autosufficienti e miravano a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La decisione riafferma che l'azione revocatoria può essere promossa anche per crediti ancora oggetto di contestazione.
Continua »
Opponibilità al fallimento: la trascrizione è decisiva
Un creditore ha agito per invalidare la vendita di un immobile a una società poi fallita. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità della domanda contro la procedura concorsuale. La ragione decisiva è la mancata trascrizione della domanda giudiziale prima della dichiarazione di fallimento, requisito essenziale per l'opponibilità al fallimento. Un precedente sequestro conservativo è stato ritenuto ininfluente a tal fine.
Continua »
Confessione stragiudiziale: la prova di proprietà
La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito in una causa sulla proprietà di tre dipinti di valore. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso, ribadendo che una confessione stragiudiziale contenuta in un documento scritto e non revocata costituisce prova piena della proprietà, precludendo una nuova valutazione dei fatti in sede di legittimità. La sentenza chiarisce anche i limiti del sindacato della Cassazione in presenza di una "doppia conforme" e l'autonomia del giudice civile nella quantificazione del danno rispetto al processo penale.
Continua »