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Art. 2901 Codice Civile — Anno 2024

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236 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Datio in solutum e revocatoria: vendita immobiliare
La Corte di Cassazione conferma la revoca di una compravendita immobiliare. Sebbene formalmente una vendita, l'operazione è stata riqualificata come una 'datio in solutum' (pagamento con un bene diverso dal denaro) poiché il prezzo incassato dal venditore, poi fallito, è stato immediatamente utilizzato per estinguere un debito preesistente verso l'acquirente. La Corte ha stabilito che va valutato il risultato economico complessivo dell'operazione, considerandola un mezzo di pagamento anomalo e lesivo per gli altri creditori.
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Omessa Pronuncia: quando riproporre la domanda
Una parte attrice ha intentato una nuova causa per far dichiarare la nullità di alcune fideiussioni. La controparte ha eccepito che la questione fosse già stata decisa in un precedente giudizio (giudicato). La Corte di Cassazione ha stabilito che la precedente omessa pronuncia del giudice sulla validità delle fideiussioni non forma giudicato, consentendo quindi alla parte di agire nuovamente in un separato processo per far valere le sue ragioni.
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Distanze tra costruzioni: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario contro la sentenza d'appello in una controversia sulle distanze tra costruzioni. La Corte ha stabilito che non è possibile, in sede di legittimità, richiedere una nuova valutazione dei fatti, come la distinzione tra luce e veduta, né introdurre questioni nuove non dibattute nei precedenti gradi. Il ricorso è stato respinto perché mirava a un riesame del merito, vietato in Cassazione.
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Integrazione contraddittorio: l’intervento sana?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'intervento volontario del litisconsorte necessario in appello è sufficiente a sanare il vizio derivante dalla mancata ottemperanza all'ordine del giudice di integrazione del contraddittorio. La Corte ha annullato la decisione di inammissibilità della Corte d'Appello, affermando che lo scopo della norma è garantire la presenza di tutte le parti, obiettivo raggiunto anche tramite l'intervento spontaneo, privilegiando la sostanza sulla forma.
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Azione revocatoria: interesse ad agire e pagamento
Un creditore aveva ottenuto la dichiarazione di inefficacia di alcuni atti di disposizione patrimoniale tramite un'azione revocatoria. Tuttavia, durante il giudizio in Cassazione, i debitori hanno saldato l'intero debito. La Suprema Corte ha stabilito che il pagamento estingue l'interesse del creditore a proseguire l'azione revocatoria, rendendola inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, anche se il pagamento è stato effettuato con riserva di ripetizione.
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Accollo cumulativo: tardività e oneri del creditore
Una banca non si insinua tempestivamente nel fallimento della società debitrice originaria, ritenendo che un socio si fosse accollato il debito. La Cassazione chiarisce che in caso di accollo cumulativo, il debitore originario resta obbligato in solido. Pertanto, il creditore doveva presentare domanda di ammissione al passivo, anche con riserva, sin dalla conoscenza del fallimento, e la tardività non è giustificata dalla successiva revoca dell'atto di assegnazione dei beni.
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Onere della prova: la Cassazione sul piano attestato
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di opposizione allo stato passivo fallimentare, spetta al creditore l'onere della prova dell'esistenza di un valido piano attestato di risanamento per sottrarre una garanzia all'azione revocatoria del curatore. Nel caso specifico, un istituto di credito non aveva fornito la prova adeguata, in quanto il piano non era stato prodotto o non era stato sottoscritto dal debitore. Di conseguenza, la Corte ha rigettato il ricorso del creditore, confermando che la garanzia ipotecaria non poteva beneficiare della causa di esenzione dalla revocatoria.
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Fondo patrimoniale: quando è revocabile dai creditori
Una coppia ha istituito un fondo patrimoniale dopo che il marito aveva firmato una fideiussione. La società creditrice ha impugnato con successo questo atto tramite un'azione revocatoria. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei tribunali di merito, dichiarando inammissibile il ricorso della coppia. La sentenza ha ribadito che la costituzione di un fondo patrimoniale è un atto soggetto a revocatoria e che il coniuge non debitore è un litisconsorte necessario nel relativo giudizio, confermando l'orientamento consolidato della giurisprudenza.
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Donazione dissimulata: la forma è requisito di validità
Un creditore contesta la vendita di quote societarie tra un debitore e sua madre, sostenendo si tratti di una donazione dissimulata per sottrarre beni alla sua garanzia. La Corte di Cassazione conferma la nullità dell'atto per vizio di forma, in quanto non stipulato come donazione formale. Tuttavia, accoglie il ricorso sulla liquidazione delle spese legali, stabilendo che il valore della causa non è il credito vantato, ma il valore delle quote trasferite, oggetto della donazione dissimulata.
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Azione revocatoria: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società acquirente contro la sentenza che aveva dichiarato l'inefficacia di una compravendita immobiliare tramite azione revocatoria. La Corte ha confermato la sussistenza sia del pregiudizio per i creditori (eventus damni), data l'ingente massa debitoria della società venditrice poi fallita, sia della consapevolezza di tale pregiudizio da parte dell'acquirente (scientia damni), provata dalla menzione nel contratto di un debito milionario. Il ricorso è stato respinto in quanto mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
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Cessazione materia contendere: l’appello finisce qui
La Corte di Cassazione dichiara la cessazione della materia del contendere e l'inammissibilità di un ricorso. Sebbene la rinuncia agli atti da parte dei ricorrenti fosse proceduralmente viziata (sottoscritta dal solo difensore senza mandato speciale), la Corte l'ha interpretata come una manifestazione di sopravvenuto difetto di interesse a proseguire il giudizio, chiudendo così la controversia.
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Revocatoria ordinaria: scissione societaria inefficace
Una società costruttrice, gravata da ingenti debiti, effettua una scissione trasferendo la maggior parte del suo patrimonio immobiliare a una nuova società. Successivamente, la società originaria fallisce. La curatela fallimentare agisce in giudizio e ottiene la dichiarazione di inefficacia dell'atto di scissione tramite l'azione di revocatoria ordinaria. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società beneficiaria, confermando che la scissione aveva ridotto la garanzia patrimoniale per i creditori, integrando i presupposti dell'azione revocatoria.
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Azione revocatoria: no ad atti di terzi acquirenti
La Corte di Cassazione stabilisce che l'azione revocatoria non può essere esperita contro un atto (nella specie, un contratto di locazione ultranovennale) posto in essere dal terzo acquirente di un bene ipotecato, ma solo contro gli atti di disposizione compiuti dal debitore originario. La tutela del creditore ipotecario contro gli atti pregiudizievoli del terzo acquirente risiede nell'azione di risarcimento del danno per fatto illecito e nelle norme sull'opponibilità degli atti.
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Danno da illecito antitrust: non è mai presunto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33858/2024, ha rigettato il ricorso di un fideiussore che chiedeva il risarcimento per un contratto di fideiussione contenente clausole anticoncorrenziali. La Corte ha stabilito che il danno da illecito antitrust non è mai presunto (in re ipsa), ma deve essere sempre specificamente provato dal danneggiato, sia nella sua esistenza che nel suo ammontare, in base ai principi generali della responsabilità civile.
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Fondo patrimoniale: no a trasferimento senza revoca
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32726/2024, ha stabilito un principio fondamentale riguardo l'interferenza tra un preliminare di vendita immobiliare e la successiva costituzione di un fondo patrimoniale sul bene promesso. Il caso riguardava la richiesta di trasferimento coattivo di un appartamento, promesso in vendita e poi conferito dal promittente venditore in un fondo patrimoniale. La Corte ha chiarito che l'azione di esecuzione in forma specifica ex art. 2932 c.c. non può essere accolta se prima non viene ottenuta la revoca del fondo patrimoniale tramite l'azione revocatoria (art. 2901 c.c.). La costituzione del fondo rende il trasferimento legalmente "impossibile" ai sensi dell'art. 2932 c.c., e le eccezioni previste per l'esecuzione forzata non si applicano a questa fattispecie. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva disposto il trasferimento senza revocare il fondo, è stata quindi cassata con rinvio.
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Sospensione del giudizio: quando è illegittima?
Un creditore ha agito per revocare un fondo patrimoniale. Il Tribunale aveva ordinato la sospensione del giudizio in attesa della definizione di un'altra causa sulla validità della garanzia. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza, chiarendo che in presenza di cause connesse pendenti presso lo stesso ufficio, la procedura corretta è la riunione dei procedimenti, non la sospensione del giudizio.
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