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Art. 2740 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

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66 provvedimenti

Altri anni per Art. 2740 Codice Civile

Bancarotta semplice: quando cessa l’obbligo contabile?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta semplice documentale di un liquidatore che aveva omesso la tenuta delle scritture contabili. L'imputato sosteneva che l'obbligo fosse cessato a causa dell'inattività prolungata della società, che ne avrebbe dovuto causare la cancellazione d'ufficio dal registro imprese. La Corte ha chiarito che l'obbligo contabile persiste fino alla formale e ufficiale cancellazione della società, e non cessa automaticamente con la semplice inattività, ribadendo la natura di reato di pericolo della bancarotta semplice documentale.
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Bancarotta impropria: quando lo sviamento è reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di misura cautelare per reati fallimentari, chiarendo la distinzione tra bancarotta per distrazione e bancarotta impropria. Il caso riguardava un dirigente accusato di aver partecipato a un sistematico sviamento di commesse da una società sottoposta a sequestro verso altre imprese, causandone il dissesto. La Corte ha stabilito che sottrarre future opportunità commerciali non costituisce 'distrazione' di beni esistenti, ma può integrare il diverso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose se tale condotta provoca il fallimento della società. Il giudizio è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Bancarotta impropria: quando si configura il reato
Un imprenditore, accusato di aver causato il fallimento di una società deviandone sistematicamente i contratti verso una nuova impresa, si è visto annullare la misura cautelare. La Cassazione ha chiarito che lo sviamento di future opportunità commerciali non costituisce bancarotta per distrazione di beni (che richiede beni già esistenti nel patrimonio), ma può integrare il reato di bancarotta impropria da operazioni dolose, se tali manovre causano il dissesto societario.
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Bancarotta impropria: sviamento di lavori è reato
La Corte di Cassazione analizza un caso di reati fallimentari, chiarendo la distinzione tra bancarotta distrattiva e bancarotta impropria. La sentenza stabilisce che lo sviamento sistematico di future commesse da un'azienda a un'altra, pur non essendo distrazione di beni esistenti, può configurare il reato di bancarotta impropria per operazioni dolose se tale condotta causa il dissesto della società. La Corte ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per illogicità della motivazione, rinviando il caso per un nuovo giudizio.
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Bancarotta impropria: quando sviare clienti è reato
Un dipendente di una grande società di telecomunicazioni veniva accusato di aver partecipato allo svuotamento di un'azienda subappaltatrice, deviando sistematicamente i contratti verso nuove società riconducibili a un'associazione criminale. La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di arresti domiciliari, specificando che tale condotta non costituisce bancarotta distrattiva (che richiede la sottrazione di beni esistenti), ma può configurare il diverso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose, qualora un insieme di atti coordinati causi il dissesto della società. L'annullamento è stato disposto per l'illogicità della motivazione del provvedimento impugnato.
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Bancarotta impropria: sviamento clientela è reato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta bancarotta, annullando un'ordinanza di arresti domiciliari. La sentenza chiarisce una distinzione fondamentale: lo 'sviamento della clientela', ovvero la sottrazione sistematica di futuri contratti a una società per favorirne altre, non costituisce bancarotta fraudolenta per distrazione (che richiede la sottrazione di beni già presenti nel patrimonio), ma può integrare il più complesso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose. Quest'ultimo si configura quando una serie di atti, anche singolarmente non illeciti, causa il dissesto della società. La Corte ha rinviato il caso al Tribunale per una nuova valutazione basata su questo principio, criticando l'illogicità della precedente motivazione.
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