LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 274 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Pagina 25 di 32

639 provvedimenti

Altri anni per Art. 274 Codice di Procedura Penale

Attualità pericolo reiterazione: quando è legittima?
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la custodia cautelare per narcotraffico. La Corte chiarisce che l'attualità del pericolo di reiterazione non richiede l'imminenza di un nuovo reato, ma la persistenza della pericolosità sociale del soggetto, desunta dalla gravità dei fatti e dalla sua personalità, anche a distanza di tempo.
Continua »
Esigenze cautelari: la gravità dei fatti vince
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di tre indagati contro l'ordinanza che applicava loro gli arresti domiciliari per narcotraffico. La Corte ha stabilito che, nonostante elementi postivi come un'attività lavorativa o il tempo trascorso, le esigenze cautelari restano attuali e concrete quando i fatti contestati sono di particolare gravità, evidenziando un inserimento stabile in circuiti criminali e una notevole pericolosità sociale che non possono essere fronteggiate con misure meno afflittive.
Continua »
Custodia cautelare in carcere: i limiti del riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il diniego di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Il caso riguardava un soggetto condannato in primo grado per essere promotore di un'associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Suprema Corte ha confermato che, per reati di tale gravità, la valutazione sulla necessità della detenzione è rigorosa e individualizzata, e che argomenti come le condizioni di salute preesistenti o la scelta del rito abbreviato non sono sufficienti, di per sé, a superare la presunzione di adeguatezza della misura carceraria.
Continua »
Pirateria in mare: la Cassazione sulla depredazione
L'equipaggio di un peschereccio è stato accusato di pirateria in mare per aver sottratto il motore a un'imbarcazione di migranti e aver poi preteso denaro per il traino. La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare, dichiarando il ricorso inammissibile. Ha stabilito che sfruttare uno stato di necessità e usare coercizione psicologica per ottenere denaro costituisce un atto di depredazione, radicando la giurisdizione italiana anche per fatti avvenuti in acque internazionali.
Continua »
Depredazione in mare: la giurisdizione italiana
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 7447 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato accusato di depredazione in mare ai danni di un'imbarcazione di migranti. Il caso riguardava l'equipaggio di un peschereccio che, dopo aver rimosso il motore del barchino dei migranti, li avrebbe costretti a pagare per essere trainati a riva. La Corte ha confermato che tale condotta integra il reato di depredazione in mare, un'ipotesi assimilabile alla pirateria, stabilendo così la sussistenza della giurisdizione italiana anche per fatti avvenuti in acque internazionali.
Continua »
Esigenze cautelari: la collaborazione non basta
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato che chiedeva la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari. La sua collaborazione, seppur ampia, non è stata ritenuta sufficiente a superare le gravi esigenze cautelari, dato che i suoi legami con l'ambiente criminale di alto livello non erano stati recisi.
Continua »
Depredazione in mare: la giurisdizione italiana
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un membro dell'equipaggio di un peschereccio, accusato di depredazione in mare ai danni di un'imbarcazione di migranti. La sentenza conferma che la sottrazione violenta del motore in acque internazionali rientra nella nozione di depredazione prevista dal Codice della Navigazione, radicando così la giurisdizione dei tribunali italiani.
Continua »
Concorso spaccio droga: fischio e fuga bastano?
Un individuo ricorre contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per concorso spaccio droga, sostenendo di aver solo fischiato e di essere fuggito per paura. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, confermando che il ruolo di 'vedetta', manifestato con un fischio di allarme e la fuga coordinata, costituisce piena partecipazione al reato e giustifica la misura restrittiva, anche per un soggetto incensurato.
Continua »
Associazione per delinquere: la prova della partecipazione
Due soggetti ricorrono in Cassazione contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per partecipazione ad una associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. Sostengono che il loro contributo fosse solo sporadico e non una vera e propria partecipazione. La Corte Suprema dichiara i ricorsi inammissibili, chiarendo che un contributo funzionale e consapevole all'esistenza e al rafforzamento del gruppo criminale è sufficiente per configurare la partecipazione. Viene inoltre confermata la presunzione di adeguatezza della custodia in carcere per reati di tale gravità.
Continua »
Sequestro preventivo: annullato per cambio amministratore
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo a carico di una società. La decisione si fonda sulla carenza di motivazione del provvedimento impugnato, il quale non aveva adeguatamente valutato la cessazione del pericolo di reato a seguito del subentro di un nuovo amministratore, estraneo ai fatti contestati. Secondo la Corte, il semplice cambio di gestione è un elemento cruciale che il giudice del riesame deve considerare per giustificare la persistenza della misura cautelare.
Continua »
Concorso spaccio stupefacenti: l’accompagnatore
Un individuo ha impugnato una misura cautelare per traffico di droga, sostenendo di essere stato un mero accompagnatore dell'acquirente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che facilitare attivamente un acquisto di droga, anche solo guidando l'auto, integra il reato di concorso spaccio stupefacenti se compiuto con consapevolezza. La Corte ha inoltre confermato la validità della misura cautelare basata su un concreto e attuale pericolo di recidiva.
Continua »
Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di associazione mafiosa, estorsione e altri gravi reati. La sentenza chiarisce che la nozione di 'gravi indizi di colpevolezza' per le misure cautelari non richiede lo stesso rigore probatorio necessario per una condanna definitiva, essendo sufficiente un giudizio di qualificata probabilità sulla responsabilità dell'indagato. Il ricorso è stato rigettato poiché la valutazione del Tribunale del Riesame è stata ritenuta logica e coerente.
Continua »
Misure cautelari per droga: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati legati al narcotraffico e all'associazione a delinquere. La sentenza conferma che, in presenza di gravi indizi per reati di tale natura, opera una presunzione sulla necessità delle misure cautelari più afflittive, superabile solo con prove concrete fornite dalla difesa, ritenute in questo caso insufficienti.
Continua »
Giudicato cautelare: quando il ricorso è inammissibile
L'appello di un imprenditore contro la misura degli arresti domiciliari per frode fiscale viene respinto. La Corte di Cassazione conferma la validità del principio del 'giudicato cautelare', ritenendo che gli elementi presentati dalla difesa non fossero sufficientemente nuovi da giustificare una rivalutazione della misura, dichiarando così il ricorso inammissibile.
Continua »
Violazione arresti domiciliari: quando si rischia
La Corte di Cassazione conferma l'aggravamento della misura cautelare da arresti domiciliari a custodia in carcere per un soggetto che aveva violato il divieto di comunicazione. La violazione degli arresti domiciliari, consistita nel mantenere contatti con un fornitore di stupefacenti (tramite la moglie di quest'ultimo), è stata ritenuta sufficiente a dimostrare l'inadeguatezza della misura meno afflittiva e un persistente pericolo di reiterazione del reato, rendendo inammissibile il ricorso.
Continua »
Competenza territoriale: sequestro e reati all’estero
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo, stabilendo che il tribunale del riesame aveva errato nel determinare la propria competenza territoriale. In un caso di reato associativo iniziato all'estero ma con una 'cellula operativa' in Italia, la Corte ha chiarito che la competenza si radica nel luogo del territorio nazionale dove si è manifestata l'attività criminosa, applicando le regole sussidiarie del codice di procedura penale. La decisione sottolinea l'importanza di individuare il giudice naturale anche in complesse vicende transnazionali.
Continua »
Associazione per delinquere: la stabilità del rapporto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto ad arresti domiciliari per narcotraffico. La Corte ha stabilito che per configurare la partecipazione a un'associazione per delinquere non è necessaria una struttura complessa, ma è sufficiente un rapporto stabile e continuativo tra fornitore e acquirente che superi la singola transazione. Nel caso specifico, l'acquisto continuativo di droga per la rivendita e il ruolo di riscossore per conto del gruppo sono stati considerati prove di un'adesione al programma criminale dell'organizzazione.
Continua »
Custodia cautelare: quando è legittimo il carcere
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un uomo trovato in possesso di 15 kg di cocaina. La Corte ha ritenuto concreto sia il pericolo di inquinamento probatorio, nonostante il sequestro del cellulare, sia il pericolo di reiterazione del reato, data l'ingente quantità di stupefacente che indica un inserimento stabile in un contesto criminale. Rigettata quindi la richiesta di arresti domiciliari.
Continua »
Periculum in mora: motivazione concreta per il sequestro
La Corte di Cassazione annulla un sequestro preventivo di fondi e immobili, stabilendo che la motivazione sul 'periculum in mora' non può basarsi su clausole generiche come la volatilità del denaro. È necessaria una valutazione specifica e attuale del rischio di dispersione dei beni, altrimenti la motivazione è solo apparente e il provvedimento illegittimo.
Continua »
Competenza territoriale reato associativo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo per un reato associativo transnazionale, focalizzandosi sulla competenza territoriale. Il caso riguardava un'associazione dedita a frodi sulle accise, con base operativa estera e attività in Italia. La Corte ha stabilito che, se un reato permanente inizia all'estero, la competenza territoriale spetta al giudice del luogo in Italia dove si è manifestata l'ultima parte della condotta criminale, rinviando il caso al Tribunale per una nuova valutazione.
Continua »