Un Lavoratore, sottoposto ad arresti domiciliari per reati di droga, ha chiesto la revoca della misura. Ha sostenuto che la durata massima della custodia cautelare fosse stata superata e che il pericolo di commettere nuovi reati fosse cessato. Il Tribunale ha respinto la sua richiesta. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha chiarito che per i reati gravi, come il traffico di stupefacenti, la durata massima della custodia cautelare è di un anno, non sei mesi. Inoltre, il semplice trascorrere del tempo o una buona condotta non bastano a escludere il pericolo di reiterazione del reato, specialmente se persistono contatti con ambienti criminali. La Corte ha quindi rigettato il ricorso del Lavoratore.
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