LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2729 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 27 di 30

582 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Donazione indiretta: revoca per ingratitudine
Una madre finanzia l'acquisto di un immobile per la figlia, configurando una donazione indiretta. Quando la figlia, in seguito, tenta di vendere l'immobile e cambia la serratura, impedendo l'accesso alla madre che vi abitava, quest'ultima agisce in giudizio. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso della figlia e convalidando la revoca della donazione indiretta per grave ingratitudine, basandosi su prove presuntive.
Continua »
Interposizione fittizia: quando è valida?
Una società costruttrice, condannata a pagare per la fornitura di un impianto, ha sostenuto di essere solo un prestanome in un caso di interposizione fittizia di persona. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che, in assenza di un accordo simulatorio a tre, si configura un'interposizione reale, in cui l'intermediario è pienamente obbligato verso il fornitore, anche se il pagamento proviene da un terzo soggetto.
Continua »
Prova del credito in appalto: oneri dell’impresa
Una società edile ha citato in giudizio un'azienda agricola per il mancato pagamento del saldo di un contratto di appalto. La Corte d'Appello aveva ridotto il credito dell'impresa, ritenendo non pienamente raggiunta la prova del credito riguardo le quantità di lavori eseguiti. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, rilevando che i giudici di merito avevano omesso di valutare prove decisive come la consulenza tecnica d'ufficio, le testimonianze e le varianti al progetto che giustificavano maggiori lavori. Inoltre, la Cassazione ha censurato la sentenza per aver negato un compenso sulla base di un presupposto errato ed estraneo alla domanda (il 'nolo' di un escavatore di proprietà dell'impresa), incorrendo nel vizio di ultrapetizione.
Continua »
Principio di non contestazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in un contratto di subappalto, se la parte committente contesta solo l'esecuzione di specifici lavori, ammette implicitamente che tutti gli altri siano stati eseguiti. L'ordinanza applica il principio di non contestazione, affermando che il giudice non può richiedere una prova separata per i lavori non contestati, e deve quantificare il compenso dovuto al subappaltatore sulla base di tale ammissione.
Continua »
Pagamento fittizio: la Cassazione e la prova presuntiva
La Corte di Cassazione conferma la decisione di merito che accertava un accordo illecito tra committente e appaltatore. L'accordo prevedeva un pagamento fittizio di somme, fatturate in eccesso e poi restituite in contanti, al fine di frodare lo Stato per ottenere incentivi. La Corte ha stabilito che la prova di tale accordo può essere raggiunta tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come la sproporzione tra il valore dei lavori e l'importo fatturato e i prelievi di contante. Il ricorso del committente è stato rigettato.
Continua »
Azione Revocatoria: quando la vendita è inefficace
Un creditore ottiene l'inefficacia della vendita di un immobile tramite azione revocatoria. La Cassazione conferma che l'intento fraudolento dell'acquirente può essere provato tramite presunzioni, come la permanenza del debitore nell'abitazione venduta. La sentenza chiarisce i requisiti probatori per tutelare le ragioni del creditore.
Continua »
Responsabilità subappalto: prova indiziaria e oneri
Una società subappaltatrice è stata ritenuta responsabile per vizi su un'opera non esplicitamente inclusa nel contratto. La Cassazione ha confermato la decisione, valorizzando la prova indiziaria (come la posa parallela di tubature) e il principio di non contestazione. La sentenza sottolinea come la valutazione delle prove da parte del giudice di merito sia insindacabile se logicamente motivata, consolidando la portata della responsabilità subappalto anche in assenza di previsioni contrattuali scritte.
Continua »
Soccombenza parziale: chi paga le spese legali?
Un avvocato ha citato in giudizio un ex cliente per il mancato pagamento delle sue parcelle. Sebbene la sua richiesta sia stata accolta solo per un importo molto inferiore a quello domandato, la Corte d'Appello lo aveva condannato a pagare le spese legali della controparte. La Corte di Cassazione ha annullato questa parte della sentenza, stabilendo un principio fondamentale sulla soccombenza parziale: la parte la cui domanda viene, anche solo in parte, accolta non può essere considerata soccombente e, quindi, non può essere condannata a pagare le spese della controparte. Al massimo, il giudice può disporre la compensazione delle spese.
Continua »
Improcedibilità ricorso: onere deposito sentenza
In una causa di divisione ereditaria, due fratelli avevano ottenuto in primo grado il riconoscimento dell'usucapione su alcuni beni. La Corte d'Appello ha riformato la decisione, negando l'usucapione. I fratelli hanno presentato ricorso in Cassazione, ma la Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso. La ragione è puramente procedurale: i ricorrenti non hanno depositato la copia della sentenza d'appello con la prova della sua notificazione, un adempimento obbligatorio previsto dall'art. 369 c.p.c. per dimostrare la tempestività dell'impugnazione.
Continua »
Occupazione senza titolo: come si calcola il danno?
La Corte di Cassazione ha chiarito che l'occupazione senza titolo di un terreno da parte di una società costituisce un illecito permanente. Di conseguenza, al proprietario spetta un risarcimento del danno, e non un semplice indennizzo. La Corte ha stabilito che tale danno va commisurato al valore locativo del bene, ovvero al guadagno che il proprietario avrebbe potuto ottenere dall'immobile. L'onere di dimostrare la legittimità dell'occupazione spetta a chi occupa il bene, non al proprietario.
Continua »
Costruzione su suolo del coniuge: il lavoro casalingo
Una coppia costruisce la casa familiare sul terreno di proprietà esclusiva di uno dei due. Al momento della separazione, la Corte d'Appello nega al coniuge non proprietario il rimborso per i contributi non monetari. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, rimette la questione a una pubblica udienza, ritenendo di particolare rilevanza stabilire se il lavoro casalingo e i sacrifici familiari possano essere considerati una valida prova del contributo nella costruzione su suolo del coniuge, aprendo a una valutazione più ampia rispetto ai soli esborsi economici.
Continua »
Responsabilità amministratore non esecutivo: il caso
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata da un'autorità di vigilanza a un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La sanzione riguardava l'omissione di informazioni cruciali nei prospetti di offerta al pubblico. La Corte ha stabilito che la responsabilità dell'amministratore non esecutivo sussiste anche a titolo di colpa, sottolineando il suo dovere attivo di informarsi e vigilare, non potendo fare mero affidamento sulle informazioni fornite dagli organi esecutivi, specialmente in presenza di segnali di allarme.
Continua »
Divisione ereditaria: effetti ex nunc con conguaglio
Una complessa vicenda familiare, nata da una locazione e sfociata in una divisione ereditaria, porta la Corte di Cassazione a fare chiarezza. L'ordinanza stabilisce che, in caso di assegnazione di un immobile a un coerede con versamento di un conguaglio agli altri, l'acquisto della proprietà per la parte eccedente la quota originaria ha effetto 'ex nunc', ovvero dal momento della sentenza di divisione, e non retroattivamente. Di conseguenza, la richiesta di risarcimento per occupazione abusiva è stata respinta per il periodo in cui la proprietà era ancora in comunione. La Corte ha inoltre ribadito che il maggior danno da ritardata restituzione dell'immobile non è automatico ma deve essere concretamente provato.
Continua »
Usucapione immobile pubblico: quando è impossibile?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni eredi che chiedevano di essere riconosciuti proprietari per usucapione di un immobile pubblico. Il bene era stato occupato per decenni, ma la Corte ha stabilito che la loro relazione con l'immobile era di mera detenzione, derivante da un originario rapporto di locazione del loro avo con l'ente pubblico. Senza un atto di 'interversione del possesso' che trasformi la detenzione in possesso pieno, e data la natura di bene appartenente al patrimonio indisponibile, l'usucapione immobile pubblico è stata esclusa, con condanna degli occupanti al risarcimento del danno.
Continua »
Vizio occulto: quando inizia a decorrere il termine?
Un'azienda produttrice di etichette ha citato in giudizio il proprio fornitore di tessuto per un difetto chimico non rilevabile a un primo esame. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del fornitore, stabilendo che in caso di vizio occulto, il termine di otto giorni per la denuncia decorre dal momento dell'effettiva scoperta e non dalla consegna della merce. La Corte ha inoltre precisato che l'acquirente non è tenuto a svolgere complesse analisi di laboratorio per verificare la conformità del prodotto.
Continua »
Prova presuntiva: la Cassazione e l’insider trading
L'Autorità di vigilanza ha sanzionato un amministratore di una società energetica per aver comunicato informazioni privilegiate. La Corte d'Appello ha annullato la sanzione, richiedendo un grado di 'ragionevole certezza'. La Corte di Cassazione ha cassato tale decisione, stabilendo che per la prova presuntiva è sufficiente il criterio della 'ragionevole probabilità' e una valutazione complessiva degli indizi, non atomistica.
Continua »
Patrocinio a spese dello Stato: no al rigetto presunto
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava il patrocinio a spese dello Stato a una cittadina. Il diniego era basato sulla presunzione che, essendo comproprietaria di un immobile, dovesse avere un reddito superiore a quello dichiarato. La Corte ha stabilito che la motivazione era apparente e illogica, poiché la mera proprietà di una casa di residenza non è prova sufficiente di capacità economica, soprattutto quando il processo verte proprio sul mancato pagamento delle spese condominiali di quell'immobile.
Continua »
Garanzia impropria e vendita: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di vendita di un orologio di lusso rivelatosi contraffatto. L'acquirente finale ha citato in giudizio il rivenditore, che a sua volta ha chiamato in causa il suo fornitore. La Corte ha stabilito che, in caso di garanzia impropria, la domanda dell'attore si estende automaticamente al terzo chiamato se quest'ultimo viene indicato come l'unico e vero responsabile. Ha inoltre chiarito l'uso della prova presuntiva per determinare il momento della contraffazione, rigettando il ricorso del fornitore originario e confermando la sua responsabilità.
Continua »
Modifiche contratto appalto: quando sono valide?
La Corte di Cassazione chiarisce la validità delle modifiche al contratto di appalto. Anche in presenza di una clausola che richiede la forma scritta, variazioni sostanziali all'opera, accettate di fatto dal committente, possono costituire un nuovo accordo valido provato tramite 'facta concludentia'. La Corte ha respinto i ricorsi di entrambe le parti, confermando la decisione d'appello che aveva bilanciato le reciproche inadempienze, condannando il committente al pagamento di un saldo per i lavori extra, al netto delle penali per il ritardo.
Continua »
Valore probatorio DDT: la Cassazione fa chiarezza
Un fornitore ha contestato la consegna di merci, disconoscendo i Documenti di Trasporto (DDT) prodotti dalla controparte perché non firmati e in copia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il valore probatorio dei DDT, seppur privi di piena efficacia, può costituire un valido indizio. Insieme ad altri elementi, come il ritardo nella contestazione della fattura, può fondare un ragionamento presuntivo del giudice e provare l'avvenuta consegna.
Continua »