LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2729 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 9 di 40

1706 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
In tema di accertamenti bancari, la Cassazione ha riaffermato che spetta al contribuente l'onere di fornire una prova analitica per ogni singola movimentazione contestata. La sentenza impugnata è stata cassata perché il giudice di merito si era limitato ad una motivazione generica, senza verificare rigorosamente le prove. Viene inoltre confermato che per i professionisti la presunzione di reddito non si applica ai prelievi, ma solo ai versamenti.
Continua »
Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
In un caso di accertamenti bancari, la Corte di Cassazione ha parzialmente annullato una decisione di merito, sottolineando l'obbligo del giudice di qualificare correttamente l'attività del contribuente (imprenditoriale, professionale o occasionale) prima di applicare le presunzioni legali sui movimenti bancari. La qualificazione è determinante per stabilire se anche i prelevamenti, oltre ai versamenti, possano essere considerati ricavi non dichiarati. La Corte ha rinviato il caso per un nuovo esame.
Continua »
Accertamenti bancari: onere della prova del contribuente
La Corte di Cassazione interviene sul tema degli accertamenti bancari, chiarendo la differente valenza presuntiva tra versamenti e prelievi. In un caso riguardante una contribuente accusata di evasione fiscale per IRPEF, IRAP e IVA, la Corte ha annullato la decisione di merito. Il motivo è che i giudici non avevano correttamente qualificato la natura dell'attività svolta (imprenditoriale, professionale o occasionale). Questa distinzione è fondamentale, poiché la presunzione che i prelievi bancari costituiscano ricavi si applica solo agli imprenditori. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
Continua »
Accertamenti bancari: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31943/2025, interviene sul tema degli accertamenti bancari. Un contribuente era stato oggetto di un avviso di accertamento basato sui versamenti sul proprio conto corrente, ritenuti ricavi non dichiarati di un'attività d'impresa. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene la presunzione di reddito sui versamenti valga per tutti i contribuenti, quella sui prelevamenti si applica solo agli imprenditori. Pertanto, il giudice di merito deve prima accertare e qualificare la natura dell'attività del contribuente (se imprenditoriale, professionale o occasionale) prima di poter estendere l'accertamento anche ai prelievi, annullando con rinvio la decisione precedente per incompletezza.
Continua »
Accertamenti bancari: onere della prova del professionista
Un professionista subisce accertamenti bancari che portano a un avviso fiscale. La Cassazione accoglie parzialmente il ricorso, stabilendo che il giudice di merito deve prima qualificare l'attività (professionale o d'impresa) per applicare correttamente la presunzione sui prelievi e deve analizzare specificamente ogni documento fornito dal contribuente per superare la presunzione sui versamenti.
Continua »
Compenso avvocato forma scritta: la delibera non basta
Un avvocato ha richiesto il pagamento dei suoi compensi professionali a una società. Quest'ultima si è opposta sostenendo l'esistenza di un accordo per tariffe minime, basato su una delibera del proprio organo amministrativo. La Corte di Cassazione ha stabilito che una delibera interna non soddisfa il requisito della forma scritta 'ad substantiam' richiesta per la validità di un patto sul compenso. Di conseguenza, l'accordo è stato ritenuto nullo e la Corte d'Appello dovrà rideterminare il compenso secondo i parametri di legge, cassando la precedente decisione.
Continua »
Conto cointestato successione: come superare la prova
In una causa di eredità, la Cassazione affronta il tema del conto cointestato successione. Rigetta la richiesta di donazione indiretta per un immobile ma accoglie il ricorso sulla provenienza dei fondi del conto. La presunzione di divisione al 50% può essere superata se si prova che il denaro apparteneva solo al defunto, obbligando la Corte d'Appello a riesaminare le prove documentali.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: prova e diligenza
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava la detrazione IVA a una società per operazioni soggettivamente inesistenti. L'ordinanza ribadisce che, di fronte a solidi indizi di frode forniti dall'Amministrazione Finanziaria, spetta al contribuente dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché mirava a una rivalutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Detrazione IVA e frodi: la prova della buona fede
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del diniego della detrazione IVA a una società del settore petrolifero coinvolta, inconsapevolmente secondo la sua difesa, in una frode carosello. L'ordinanza sottolinea che, a fronte di solidi indizi di frode forniti dall'Amministrazione Finanziaria, spetta al contribuente dimostrare con prove concrete di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto. La Corte ha inoltre ritenuto legittimo il raddoppio dei termini di accertamento data la rilevanza penale dei fatti contestati.
Continua »
Accertamento analitico-induttivo: onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento basato su un'indagine della Guardia di Finanza. La Corte di Cassazione, con la presente ordinanza, ha affrontato il tema dell'accertamento analitico-induttivo, chiarendo la ripartizione dell'onere della prova tra Fisco e contribuente riguardo la determinazione della percentuale di ricarico. La Corte ha stabilito che, a fronte di contestazioni specifiche del contribuente, il giudice di merito non può imporre un onere probatorio ulteriore non previsto dalla legge, ma deve verificare la logicità e coerenza dei criteri usati dall'Amministrazione finanziaria. Di conseguenza, la sentenza di secondo grado è stata cassata con rinvio.
Continua »
Accertamento analitico induttivo: onere della prova
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fiscale basato sul metodo analitico induttivo. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito i limiti dell'onere probatorio a carico del contribuente. Sebbene il ricorso al metodo di accertamento analitico induttivo fosse legittimo, la Corte ha stabilito che il contribuente non è tenuto a dimostrare l'esatta incidenza numerica delle contestazioni sulla percentuale di ricarico, ma solo a provare l'illogicità e l'incongruenza dei criteri usati dall'Agenzia delle Entrate. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame.
Continua »
Pattuizione scritta: valida anche se su atto separato
Un correntista contestava la validità della clausola sugli interessi perché non inserita nel contratto principale. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che la pattuizione scritta è valida anche se contenuta in un documento accessorio, purché sottoscritto dal cliente. L'ordinanza chiarisce che il requisito della forma scritta può essere soddisfatto attraverso accordi collegati, rendendo inammissibile il ricorso del cliente che mirava a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
Continua »
Prescrizione conto corrente: quando si applica?
Una società di costruzioni ha citato in giudizio un istituto bancario per pratiche illegittime sul proprio conto corrente, chiedendo il ricalcolo del saldo. La banca ha sollevato l'eccezione di prescrizione per le somme versate oltre dieci anni prima. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che la prescrizione conto corrente si applica anche se il cliente chiede solo l'accertamento del saldo e non la restituzione di somme, riducendo drasticamente il credito del correntista. Il ricorso della società è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Presunzione utili soci: la Cassazione conferma la regola
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per redditi da capitale non dichiarati. L'accertamento si basava sulla presunzione utili soci, ovvero la presunzione che gli utili extracontabili di una società a ristretta base partecipativa siano distribuiti ai soci. La Corte ha confermato che tale presunzione è legittima, non costituisce una vietata "doppia presunzione", e il suo fondamento è la ristrettezza della compagine sociale stessa, che implica un forte vincolo di controllo tra i soci. Spetta al contribuente fornire la prova contraria.
Continua »
Sanzioni CONSOB: la Cassazione sul favor rei
Un amministratore, sanzionato dalla CONSOB per insider trading, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha respinto le doglianze procedurali e probatorie ma ha accolto il motivo relativo all'entità della sanzione. È stato stabilito che, a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale che ha reso applicabile una legge più favorevole (lex mitior), il giudice di merito ha l'obbligo di ricalcolare la sanzione CONSOB in modo proporzionale, non potendosi limitare a verificare che rientri nel nuovo range edittale. La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione della pena.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova fiscale
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha chiarito i principi sull'onere della prova nelle contestazioni di operazioni soggettivamente inesistenti. Il caso riguarda una società edile a cui l'Agenzia Fiscale contestava la deduzione di costi e la detrazione IVA per fatture emesse da una società 'cartiera'. La Corte ha cassato la decisione del giudice di merito, ribadendo che spetta all'Amministrazione finanziaria provare, anche tramite presunzioni, non solo la natura fittizia del fornitore ma anche la consapevolezza (o la conoscibilità con ordinaria diligenza) della frode da parte del contribuente. Una volta fornita tale prova, l'onere si sposta sul contribuente, che deve dimostrare di aver agito con la massima diligenza. La Corte ha inoltre precisato che una sentenza penale di assoluzione non è automaticamente vincolante nel processo tributario.
Continua »
Operazioni inesistenti: la Cassazione e la prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31662/2025, è intervenuta sul tema delle operazioni soggettivamente inesistenti. Il caso riguardava una società edile che aveva dedotto costi e detratto l'IVA da fatture emesse da una società rivelatasi una 'cartiera'. La Corte ha cassato la decisione della Commissione Tributaria Regionale, ribadendo che l'Amministrazione Finanziaria deve provare l'esistenza della frode e fornire indizi sulla consapevolezza del contribuente. Quest'ultimo, a sua volta, deve dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto, non essendo sufficiente la mera regolarità contabile o una sentenza di assoluzione penale.
Continua »
Operazioni inesistenti: prova e diligenza del cessionario
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione di merito in un caso di operazioni soggettivamente inesistenti. I giudici hanno chiarito che l'Amministrazione Finanziaria deve provare non solo l'oggettiva esistenza della frode, ma anche la 'conoscibilità' di essa da parte dell'acquirente, il quale deve dimostrare di aver agito con la massima diligenza professionale per non esserne coinvolto. È stato inoltre ribadito che una sentenza penale di assoluzione non è automaticamente vincolante nel processo tributario e deve essere valutata insieme a tutti gli altri elementi probatori.
Continua »
Fatture inesistenti: la prova della frode fiscale
La Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità di un'impresa immobiliare per l'utilizzo di fatture inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve provare la consapevolezza della frode da parte del contribuente, ma il giudice non può ignorare gli indizi gravi, precisi e concordanti, né basare la sua decisione solo su una precedente assoluzione penale, che va valutata insieme a tutte le altre prove.
Continua »
Fatture false: prova della consapevolezza del cliente
In un caso di fatture false, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva escluso la responsabilità di una società immobiliare. La Corte ha stabilito che la prova della consapevolezza del cliente di partecipare a una frode può essere fornita tramite presunzioni, valutando complessivamente tutti gli indizi, anche se singolarmente deboli. La sentenza chiarisce anche che l'assoluzione in sede penale non è automaticamente vincolante per il giudice tributario, ma va considerata come un elemento di prova.
Continua »