La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di presunta esterovestizione riguardante due società con sede legale a San Marino e in Svizzera. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato la residenza fiscale italiana, sostenendo che la gestione effettiva e l'oggetto principale delle attività fossero localizzati a Bolzano. Mentre i giudici di merito avevano annullato gli accertamenti per carenza di prove, la Suprema Corte ha ribaltato la decisione. La sentenza chiarisce che, per le società con sede in Stati extra-UE, i criteri della sede amministrativa e dell'oggetto principale sono alternativi e decisivi. In particolare, la consegna sistematica delle merci in Italia nell'ambito di un disegno fraudolento costituisce un elemento indiziario fondamentale per ricondurre la residenza fiscale nel territorio dello Stato.
Continua »