LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2727 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Pagina 10 di 15

298 provvedimenti

Altri anni per Art. 2727 Codice Civile

Presunzione di condominialità: l’onere della prova
Un proprietario ha agito in giudizio per veder riconosciuto il suo diritto di comproprietà su un cortile e un androne. La Corte d'Appello aveva respinto la sua domanda, sostenendo che non avesse fornito la prova necessaria, data la differenza tra il numero civico del suo immobile e quello delle aree comuni. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo che la Corte d'Appello aveva travisato il contenuto del titolo di proprietà, il quale descriveva un unico edificio. Questo caso riafferma il valore della presunzione di condominialità e il corretto riparto dell'onere della prova.
Continua »
Legge Pinto e rinuncia: niente indennizzo presunto
Un'azienda agricola ha chiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di una causa, conclusasi dopo molti anni con un accordo transattivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che in caso di Legge Pinto e rinuncia agli atti, si presume che l'accordo tra le parti copra anche il danno da ritardo. La parte che chiede l'indennizzo deve fornire una prova contraria specifica per superare tale presunzione.
Continua »
Usucapione e tolleranza: il conflitto tra parenti
In una controversia tra fratelli per l'usucapione di un immobile, la Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice esistenza di un rapporto di parentela non è sufficiente a presumere la tolleranza che impedisce l'usucapione. Se tra le parti esiste una comprovata e pregressa conflittualità, il giudice deve valutarla attentamente, poiché tale conflitto può indicare che la permanenza sull'immobile non era tollerata, ma costituiva un vero e proprio possesso utile ai fini dell'usucapione. La Corte ha quindi cassato con rinvio la decisione d'appello che aveva respinto la domanda basandosi unicamente sul legame familiare.
Continua »
Irrisorietà della pretesa: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Ministero della Giustizia contro una decisione che concedeva un'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo fallimentare. Il Ministero invocava l'irrisorietà della pretesa per escludere il danno, ma la Corte ha stabilito che crediti per decine di migliaia di euro non possono essere considerati 'irrisori' o 'bagatellari'. La sentenza chiarisce che la valutazione dell'irrisorietà della pretesa deve considerare sia il valore oggettivo che le condizioni soggettive della parte, allineandosi alla giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Continua »
Irrisorietà della pretesa e durata del processo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3776/2024, ha stabilito che la valutazione sull'irrisorietà della pretesa, ai fini del diniego dell'indennizzo per eccessiva durata del processo, non può basarsi solo su un criterio puramente numerico. Un credito di quasi 12.000 euro, vantato da una società in una procedura fallimentare, non è stato ritenuto di valore irrisorio. La Corte ha chiarito che il concetto di irrisorietà va valutato caso per caso, considerando sia il valore oggettivo sia le condizioni soggettive della parte, ossia la reale "posta in gioco". Di conseguenza, ha respinto il ricorso del Ministero, confermando il diritto della società a ricevere l'indennizzo.
Continua »
Attività estrattiva abusiva: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 3712/2024, ha confermato una sanzione amministrativa a carico di un'impresa per attività estrattiva abusiva. Il caso riguardava scavi eccedenti i limiti autorizzati, qualificati come attività di cava non autorizzata anziché semplice movimento terra. La Corte ha stabilito che tale illecito è di natura permanente, con la prescrizione che decorre solo dalla cessazione della condotta. Inoltre, ha rigettato la difesa basata sulla buona fede, sottolineando la maggiore responsabilità richiesta agli operatori professionali del settore.
Continua »
Sanzione amministrativa: autonomia dal giudizio penale
La Corte di Cassazione ha stabilito che un procedimento per una sanzione amministrativa per concorso in indebita percezione di contributi comunitari non deve essere sospeso in attesa dell'esito di un processo penale per corruzione. Il caso riguardava un dipendente pubblico sanzionato per aver agevolato un'azienda agricola. La Corte ha confermato l'autonomia dei due giudizi e la correttezza della sanzione amministrativa, rigettando il ricorso.
Continua »
Fattura commerciale: prova piena del contratto tra imprese
Una società di riciclaggio ha contestato il mancato pagamento per servizi di selezione di materiale, la cui esistenza era supportata da una fattura commerciale. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che una fattura commerciale, se accettata e registrata nelle scritture contabili del debitore senza contestazioni, costituisce piena prova dell'esistenza del contratto tra imprenditori. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Azione revocatoria: quando la prova non basta
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile da parte di una società debitrice a un terzo acquirente. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, rigettando la domanda per mancanza di prova sulla consapevolezza del terzo riguardo al pregiudizio arrecato al creditore. La sentenza sottolinea come il rapporto di parentela con un ex socio non sia di per sé sufficiente a fondare una presunzione di 'scientia damni'.
Continua »
Responsabilità esponenti bancari: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione inflitta a un ex Condirettore generale di un istituto di credito, stabilendo che la responsabilità degli esponenti bancari deriva dalle funzioni concretamente svolte e non dalla mera qualifica formale. Il ricorrente sosteneva di avere un ruolo marginale e denunciava vizi procedurali, ma la Corte ha ritenuto provato il suo coinvolgimento in operazioni illecite, come la concessione di finanziamenti per l'acquisto di azioni della banca stessa. La decisione si fonda sul valore probatorio dei verbali ispettivi e sulla prevalenza della sostanza sulla forma nell'accertamento delle responsabilità manageriali.
Continua »
Onere della prova: raccomandata e debito professionale
Un professionista ha agito in giudizio contro un cliente per compensi non pagati. Il cliente ha eccepito il pagamento e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del cliente, chiarendo che in caso di ricezione di una raccomandata, l'onere della prova circa il suo diverso contenuto spetta al destinatario e non al mittente. La Corte ha inoltre ribadito la validità del principio di non dispersione della prova, ammettendo la produzione in appello di documenti già allegati al ricorso per decreto ingiuntivo.
Continua »
Querela di falso: la Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di querela di falso in un contratto di appalto pubblico. Una società edile e un ente pubblico erano in disaccordo sull'autenticità di un registro contabile, esistente in due versioni: una con e una senza una 'riserva' per pagamenti aggiuntivi. La Corte ha rigettato il ricorso della società, chiarendo punti fondamentali: l'assoluzione in un processo penale per falso non prova automaticamente l'autenticità del documento nel processo civile, poiché i due giudizi hanno finalità diverse. Inoltre, ha ribadito che la valutazione delle prove e l'uso di presunzioni da parte del giudice di merito non sono, di norma, sindacabili in sede di legittimità, se adeguatamente motivate.
Continua »
Gratuito patrocinio e abuso del diritto: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava il compenso a un avvocato per un presunto abuso del diritto. Il legale aveva chiesto un rinvio d'udienza per presentare istanza di gratuito patrocinio per il suo assistito. La Suprema Corte ha stabilito che la richiesta di gratuito patrocinio è un diritto esercitabile in ogni fase del processo e che il rinvio rientra nelle legittime strategie difensive, cassando la tesi del 'gratuito patrocinio e abuso del diritto' sostenuta dal tribunale.
Continua »
Intervento adesivo: quando non puoi impugnare
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una parte che aveva partecipato a un processo tramite intervento adesivo. La decisione chiarisce che l'interventore adesivo non ha una legittimazione autonoma a impugnare la sentenza nel merito, specialmente quando la parte principale che sosteneva non ha proposto a sua volta impugnazione. Il caso riguardava una complessa disputa familiare su un presunto prestito non onorato.
Continua »
Donazione Indiretta Azienda: Cassazione chiarisce
In una disputa ereditaria tra fratelli, la Corte di Cassazione affronta il tema della donazione indiretta di un'azienda. La Corte rigetta i ricorsi di entrambi, stabilendo un principio fondamentale: la valutazione dell'azienda donata, ai fini della determinazione della quota di legittima, deve essere effettuata al momento dell'apertura della successione (data del decesso) e non alla data dell'atto di donazione. La sentenza conferma inoltre la validità delle prove indiziarie per accertare la natura di donazione di un trasferimento patrimoniale.
Continua »
Regolamento di competenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza sul regolamento di competenza, ha confermato la giurisdizione del Tribunale di Firenze in una causa condominiale. La Corte ha stabilito che la valutazione di un accordo di conciliazione giudiziale, che ha annullato una clausola di foro esclusivo, è un accertamento di fatto del giudice di merito, non sindacabile in sede di regolamento se non per vizi logici o di diritto nell'interpretazione.
Continua »
Comunione viale privato: onere della prova e confini
Un residente ha citato in giudizio un condominio per rimuovere una sbarra su un viale, sostenendo l'esistenza di una comunione viale privato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che spetta a chi agisce in giudizio l'onere di provare la comunione. In assenza di prove derivanti da regolamenti, ripartizione delle spese o altri elementi, la Corte ha stabilito che il viale era composto da due proprietà private distinte, legittimando così l'apposizione della sbarra sulla porzione di proprietà esclusiva.
Continua »
Divisione beni mobili: la Cassazione annulla sentenza
In un caso di divisione beni mobili tra ex coniugi, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che aveva presunto una divisione di fatto basata sul solo prelievo di alcuni oggetti da parte di un coniuge. La Corte ha stabilito che tale comportamento, da solo, non è sufficiente a provare un accordo tacito di divisione, rinviando il caso alla Corte d'Appello per un nuovo esame basato su prove concrete.
Continua »
Prova presuntiva e insider trading: la Cassazione
La Corte di Cassazione conferma una sanzione della Consob per abuso di informazioni privilegiate, validando l'uso della prova presuntiva. Il caso riguarda la comunicazione di informazioni riservate relative a un'operazione di cessione societaria. La Corte ha ritenuto che una catena di indizi gravi, precisi e concordanti – come la presenza di un soggetto su un'imbarcazione dove si discuteva dell'affare e i successivi contatti telefonici e operazioni di borsa – sia sufficiente a dimostrare l'illecito, anche in assenza di prove dirette.
Continua »
Distanza tra costruzioni: la regola della frontistanza
Una controversia tra proprietari confinanti riguardo una sopraelevazione e opere nel sottosuolo. La Corte di Cassazione cassa la decisione d'appello, chiarendo che la regola della distanza tra costruzioni di 10 metri si applica solo in presenza del requisito di 'frontistanza', ovvero quando le pareti dei due edifici si fronteggiano, anche solo parzialmente. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato non verificando in concreto tale presupposto. Viene inoltre ribadito che la rinuncia a una servitù deve avvenire per iscritto e non può essere presunta.
Continua »