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Art. 2709 Codice Civile

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301 provvedimenti

Onere della prova bancario: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni fideiussori contro un istituto di credito. Il caso verteva sull'onere della prova del credito bancario in presenza di documentazione incompleta (mancanza di alcuni estratti conto). La Corte ha ribadito che la valutazione sulla sufficienza delle prove fornite dalla banca spetta al giudice di merito e non può essere riesaminata in sede di legittimità. Inoltre, ha chiarito che l'ordinanza di pagamento provvisoria viene automaticamente assorbita dalla sentenza finale, senza necessità di revoca esplicita.
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Onere della prova fallimento: la Cassazione decide
Un'impresa appaltante ha richiesto l'ammissione al passivo del fallimento di una subappaltatrice per crediti derivanti da inadempimenti e pagamenti indebiti. La sua domanda è stata respinta perché non ha soddisfatto l'onere della prova. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo l'ampia discrezionalità del giudice di merito nella valutazione delle prove documentali e nel rigetto di istanze istruttorie non ritenute decisive, consolidando i principi sull'onere della prova nel fallimento.
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Rimborso credito IVA: senza limiti di tempo per il Fisco
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'Amministrazione Finanziaria può contestare una richiesta di rimborso credito IVA anche dopo la scadenza dei termini ordinari di accertamento. In un caso riguardante una società in fallimento, i giudici di merito avevano accolto la richiesta di rimborso, ritenendo decaduto il potere di controllo del Fisco. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che il diritto di verificare la fondatezza di una richiesta di rimborso non è soggetto agli stessi termini di decadenza previsti per l'attività di accertamento, garantendo così al Fisco un potere di controllo senza limiti temporali su tali istanze.
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Presunzione evasione fiscale: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per capitali non dichiarati detenuti in un paradiso fiscale, sostenendo che la presunzione di evasione fiscale, introdotta da una norma del 2009, non potesse applicarsi retroattivamente al periodo d'imposta 2008. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo un principio fondamentale: sebbene la presunzione legale qualificata non sia retroattiva in quanto norma di natura sostanziale, i fatti su cui si basa (la detenzione di capitali non dichiarati all'estero) possono comunque costituire una presunzione semplice, sufficiente a invertire l'onere della prova e a legittimare l'azione dell'Amministrazione finanziaria.
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Prescrizione crediti soci: stop dalle scritture contabili
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo alla prescrizione crediti soci verso una società in amministrazione straordinaria. Un'erede e creditrice aveva ottenuto il riconoscimento del suo credito, derivante da finanziamenti e utili non distribuiti, dal Tribunale. La società ha impugnato la decisione, eccependo la prescrizione. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'iscrizione del debito nei bilanci della società costituisce un riconoscimento con efficacia interruttiva della prescrizione.
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Prova dei debiti nel fallimento: il bilancio basta?
Una società in liquidazione viene dichiarata fallita sulla base del proprio bilancio, che indicava debiti superiori alla soglia di legge. La società si oppone, sostenendo che tali debiti fossero contestati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha respinto il ricorso, stabilendo che la prova dei debiti può essere fornita dal bilancio regolarmente approvato, che costituisce una confessione stragiudiziale, anche se le singole poste sono oggetto di contenzioso. L'accertamento del giudice ai fini fallimentari è di natura incidentale e non richiede una sentenza definitiva su ogni credito.
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Agevolazioni fiscali ambientali: l’onere della prova
Una società si è vista negare le agevolazioni fiscali ambientali per un impianto fotovoltaico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che spetta al contribuente dimostrare che l'investimento ha una finalità primariamente ambientale e non meramente speculativa, come la vendita di energia. Il ricorso è stato respinto poiché la società non ha fornito prove sufficienti a sostegno della sua richiesta.
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Valore probatorio scritture contabili: la Cassazione
Un dipendente ha richiesto il pagamento di anticipazioni basandosi su una nota contabile informale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il documento non aveva sufficiente valore probatorio. La Corte ha specificato che una nota interna non firmata e non datata non può provare l'esistenza di un credito verso il datore di lavoro, ponendo l'onere della prova sul lavoratore. Anche il ricorso incidentale dell'azienda è stato respinto.
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Insinuazione al passivo: prova del credito essenziale
Una società in amministrazione straordinaria chiedeva di essere ammessa al passivo di un fallimento per diversi crediti derivanti da una cessione di azienda. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Il rigetto si fonda sulla mancata prova dei crediti vantati, una ragione ritenuta di per sé sufficiente a sostenere la decisione, rendendo inammissibili le altre censure relative alla presunta nullità del contratto. La Corte ha applicato il principio della "ragione più liquida", affrontando la questione probatoria come decisiva e assorbente per la risoluzione della controversia sull'insinuazione al passivo.
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Nullità sentenza tributaria: la Cassazione ordina rinvio
Una società contesta un accertamento fiscale basato su metodo induttivo. In Cassazione, lamenta diversi vizi, tra cui la nullità della sentenza tributaria per irregolarità nella composizione del collegio giudicante e nel verbale d'udienza. La Corte Suprema, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione sul merito e disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei gradi precedenti e verificare la fondatezza di tali vizi procedurali, ritenuti prioritari.
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Onere della prova fallimento: la contabilità inattendibile
Una società in liquidazione, dichiarata fallita, ha presentato ricorso sostenendo un errore nel calcolo dei debiti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, non per l'errore di calcolo, ma perché la documentazione contabile della società era palesemente inattendibile e contraddittoria. La Corte ha ribadito che l'onere della prova per dimostrare di non essere fallibile grava sull'imprenditore, che deve fornire documentazione chiara e affidabile.
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Saldo rettificato: Cassazione su onere della prova
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito principi fondamentali in materia di contenzioso bancario. Anche in presenza di estratti conto mancanti, è possibile per il cliente agire per la restituzione di somme indebite, poiché il rapporto può essere ricostruito. La Corte ha inoltre confermato che per il calcolo della prescrizione delle rimesse solutorie si deve utilizzare il cosiddetto "saldo rettificato", ovvero il saldo epurato da tutte le competenze illegittimamente addebitate dalla banca, e non il saldo contabile originario.
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Busta paga prova del credito: la Cassazione decide
Un lavoratore si è visto escludere il proprio credito per il trattamento di fine rapporto (TFR) dallo stato passivo di una procedura di sequestro. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la busta paga prova del credito in modo sufficiente. Secondo la Corte, la presentazione della busta paga e del CUD sposta sull'amministratore giudiziario l'onere di dimostrare l'eventuale inesattezza dei documenti, ribaltando così il precedente verdetto.
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Omesso versamento ritenute: quando il ricorso è nullo
Un imprenditore, condannato per omesso versamento delle ritenute previdenziali, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica dell'avviso di accertamento dall'INPS, atto che costituisce condizione di punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che per tale notifica è sufficiente la raccomandata con compiuta giacenza. Inoltre, ha sottolineato come la recidiva specifica dell'imputato impedisse l'applicazione di benefici come la particolare tenuità del fatto, confermando la condanna.
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Onere della prova: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un lavoratore in una causa per differenze retributive. La decisione evidenzia come il mancato rispetto dell'onere della prova, consistente nel non contestare specificamente le reali motivazioni della sentenza d'appello, porti al rigetto del ricorso. Il caso verteva sul calcolo delle ore di straordinario e sulla restituzione di una somma di denaro, ma l'appello in Cassazione è fallito per vizi procedurali legati all'aspecificità dei motivi presentati.
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Onere della prova: la fattura non basta in giudizio
Una società ha agito in giudizio contro un'altra per ottenere il rimborso dei costi di un dipendente che, sebbene formalmente assunto dalla prima, avrebbe lavorato esclusivamente per la seconda. La richiesta, basata principalmente su fatture, è stata respinta in tutti i gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che l'attore non ha soddisfatto l'onere della prova, poiché la fattura, se contestata, non è di per sé sufficiente a dimostrare il fondamento del credito.
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Azione revocatoria pagamenti: la Cassazione decide
Una società fornitrice ha impugnato in Cassazione la sentenza che accoglieva l'azione revocatoria pagamenti promossa dall'amministrazione straordinaria di una sua cliente. I pagamenti, avvenuti prima della dichiarazione di insolvenza, erano stati revocati. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la continuazione di fatto di un contratto non implica un subentro tacito da parte dei commissari e che anche l'IVA versata al fornitore è soggetta a revoca per tutelare la parità dei creditori.
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Onere della prova estratti conto: la Cassazione decide
Un'azienda ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme indebitamente addebitate sul conto corrente. La Corte d'Appello ha rigettato la domanda per la mancanza di alcuni estratti conto. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che la carenza documentale non giustifica il rigetto totale. Il giudice deve valutare la domanda sulla base della documentazione prodotta, anche se incompleta, chiarendo l'onere della prova per gli estratti conto mancanti.
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Prova del credito: documenti bancari validi anche parziali
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due debitori contro un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la prova del credito può essere fornita anche senza la totalità degli estratti conto, basandosi su altra documentazione bancaria e sulla valutazione discrezionale del giudice di merito, supportata da una consulenza tecnica. L'organo giurisdizionale ha ribadito che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di verificare la corretta applicazione della legge, confermando la decisione dei giudici di appello.
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Divieto dei nova: quando un motivo è nuovo in appello
L'Agenzia delle Entrate contesta la deducibilità di costi a una società immobiliare. La Commissione Tributaria Regionale dichiara inammissibile un motivo d'appello dell'Agenzia, applicando il divieto dei nova. L'Agenzia ricorre in Cassazione, sostenendo che non si trattasse di un motivo nuovo ma di un approfondimento. La Corte, con ordinanza interlocutoria, rinvia la causa a nuovo ruolo per un difetto di notifica, senza decidere nel merito.
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