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Art. 2700 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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105 provvedimenti

Altri anni per Art. 2700 Codice Civile

Opposizione stato passivo: ricorso inammissibile
Una società creditrice ha presentato ricorso in Cassazione contro il rigetto della sua opposizione allo stato passivo di un fallimento. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando la genericità dei motivi, la mancata specificazione di fatti storici decisivi e l'incapacità di censurare la ratio decidendi del provvedimento impugnato. In particolare, la Corte ha sottolineato come nell'opposizione stato passivo sia necessario indicare con precisione i documenti su cui si fonda la pretesa, anche se già depositati in precedenza.
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Onere della prova: chi prova l’inadempimento?
Una società, dopo aver ricevuto finanziamenti pubblici, si vede revocare i fondi dal Ministero per presunte irregolarità. Mentre la Corte d'Appello aveva dato ragione all'impresa, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo un principio fondamentale: nei casi di responsabilità contrattuale, l'onere della prova dell'esatto adempimento spetta al debitore (la società), non al creditore (il Ministero). Il Ministero deve solo allegare l'inadempimento, non provarlo in ogni dettaglio.
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Verbale d’immissione in possesso: prova essenziale
Un proprietario ha richiesto un'indennità per l'occupazione d'urgenza di un suo terreno da parte di un Comune per finalità emergenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la semplice emissione di un decreto di occupazione non è sufficiente a provare l'effettiva perdita del possesso. È indispensabile produrre in giudizio il verbale d'immissione in possesso, un atto formale richiesto ad substantiam (cioè per la validità stessa della procedura), che non può essere sostituito da prove testimoniali o presuntive.
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Ratio decidendi: appello inammissibile se non impugnata
Una società chimica ricorre in Cassazione contro una decisione che ha ridotto il suo credito in un fallimento. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché la società non ha contestato una delle due autonome ragioni giuridiche (ratio decidendi) su cui si fondava la sentenza d'appello. Il caso evidenzia come un'impugnazione debba affrontare tutte le motivazioni autosufficienti della decisione che contesta per evitare l'inammissibilità.
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Falsità processo verbale: firma assente non basta
Una società e il suo ex amministratore hanno presentato una querela di falso contro un processo verbale di constatazione fiscale, sostenendone la nullità totale a causa dell'assenza di un ufficiale verbalizzante al momento della chiusura delle operazioni. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno riconosciuto la falsità limitatamente alla presenza dell'ufficiale, ma hanno ritenuto valido il resto dell'atto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la falsità processo verbale parziale non invalida l'intero documento, specie se questo è il risultato di una lunga e complessa attività ispettiva e le altre constatazioni non sono state contestate nel merito.
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