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Art. 267 TFUE — Sezione Prima Civile

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37 provvedimenti

Altri anni per Art. 267 TFUE

Ricorso inammissibile: la Cassazione e la garanzia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di alcuni garanti contro una banca. I giudici di merito avevano qualificato il loro impegno come un contratto autonomo di garanzia, impedendo loro di sollevare eccezioni relative al debito principale. La Cassazione ha ritenuto il ricorso inammissibile per gravi vizi procedurali, tra cui la mancanza di chiarezza, specificità e autosufficienza, ribadendo che la forma del ricorso è fondamentale per la sua ammissibilità. La decisione finale ha incluso anche la condanna dei ricorrenti al pagamento di una somma alla cassa delle ammende.
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Annullamento crediti previdenziali: rinvio al ruolo
Una cassa di previdenza professionale ha impugnato in Cassazione la sentenza che applicava l'annullamento automatico dei crediti iscritti a ruolo prima del 1999. La Corte Suprema, data la presenza di un caso analogo pendente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio, sospendendo la decisione sull'argomento dell'annullamento crediti previdenziali per garantire coerenza giurisprudenziale.
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Annullamento debiti: la Cassazione rinvia la decisione
Un ente previdenziale si oppone all'applicazione delle leggi sull'annullamento debiti previdenziali ai propri crediti, sostenendo la sua natura privata. Il caso riguarda la cancellazione automatica di ruoli antecedenti al 1999. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo, in attesa della definizione di un altro procedimento che solleva questioni giuridiche identiche, al fine di garantire coerenza giurisprudenziale.
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Buoni postali fruttiferi: la Cassazione sui tassi
Dei risparmiatori hanno agito contro l'ente emittente per il pagamento di interessi su buoni postali fruttiferi, sostenendo che i tassi originari dovessero prevalere sulle successive variazioni peggiorative. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la modifica unilaterale dei tassi di interesse è legittima se disposta con decreto ministeriale e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Tale pubblicazione è ritenuta una forma di conoscenza legale sufficiente a informare i risparmiatori, senza che sussista un ulteriore obbligo informativo a carico dell'ente emittente.
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Buoni Postali Fruttiferi: Tassi Modificati per Legge
La Corte di Cassazione ha stabilito che i tassi di interesse dei buoni postali fruttiferi possono essere legittimamente modificati da decreti ministeriali successivi alla loro emissione, anche in senso peggiorativo per il risparmiatore. La pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è considerata una comunicazione sufficiente, rendendo le nuove condizioni vincolanti. La Corte ha respinto il ricorso di alcuni risparmiatori che richiedevano l'applicazione dei tassi originariamente stampati sui titoli, confermando la prevalenza della norma di legge sul patto contrattuale.
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Buoni postali fruttiferi: tassi variabili e oneri
Una risparmiatrice ha contestato la riduzione del rendimento dei suoi buoni postali fruttiferi, dovuta a una modifica unilaterale dei tassi di interesse da parte dell'ente emittente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della variazione dei tassi, in quanto prevista dalla legge all'epoca della sottoscrizione e resa efficace tramite pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Secondo la Corte, non sussiste un affidamento del risparmiatore all'immutabilità dei tassi.
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Privativa comunitaria: limiti al controllo dei frutti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9429/2024, ha stabilito che il titolare di una privativa comunitaria per una varietà vegetale non può controllare la commercializzazione dei frutti raccolti se questi non sono utilizzabili per la riproduzione. Una clausola contrattuale che impone al produttore di vendere il raccolto solo a distributori autorizzati dal titolare della privativa è nulla per contrarietà all'ordine pubblico, in quanto viola il principio UE di esaurimento del diritto. Di conseguenza, un lodo arbitrale che dichiara la risoluzione del contratto per la violazione di tale clausola è a sua volta nullo.
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Risarcimento danni antitrust: la Cassazione decide
Una società acquirente di un autocarro ha citato in giudizio il produttore per ottenere il risarcimento danni antitrust derivante da un cartello sui prezzi. La società produttrice ha eccepito la prescrizione del diritto. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il termine di prescrizione per i danni da illecito concorrenziale segreto (c.d. danno lungolatente) decorre non dal momento della cessazione della condotta illecita, ma da quando il danneggiato ha avuto, o avrebbe potuto avere con l'ordinaria diligenza, conoscenza dell'illecito, del danno e dell'identità del responsabile. Tale momento è stato individuato nella data della decisione della Commissione Europea che ha accertato il cartello. La Corte ha inoltre chiarito il valore probatorio degli atti del procedimento europeo nel giudizio civile.
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Responsabilità dell’intermediario: quando è esclusa?
Un investitore ha citato in giudizio una banca per la distrazione di fondi operata da un suo promotore finanziario. La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione della responsabilità della banca, evidenziando la 'consapevole acquiescenza' dell'investitore. Il suo comportamento anomalo, come l'emissione di assegni a un soggetto terzo, è stato ritenuto causa dell'interruzione del nesso causale che fonda la responsabilità dell'intermediario.
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Revoca finanziamenti: quando l’impresa perde il bonus
Un'azienda agricola ha subito la revoca di finanziamenti pubblici destinati all'imprenditoria femminile per non aver rispettato i livelli occupazionali richiesti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso dell'imprenditrice. La sentenza stabilisce che il mancato raggiungimento degli obiettivi occupazionali costituisce un inadempimento grave che giustifica la revoca del contributo, senza che l'impresa possa invocare il principio del legittimo affidamento.
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Scissione societaria: la responsabilità ambientale
Una società beneficiaria di una scissione è ritenuta solidalmente responsabile per il danno ambientale causato dalla società scissa prima dell'operazione. La Cassazione, applicando l'art. 2506-bis c.c. e il diritto UE, conferma che la responsabilità ambientale si estende anche a passività non ancora quantificate al momento della scissione, pur essendo limitata al valore del patrimonio netto trasferito. Tuttavia, censura l'uso di un 'deposito fruttifero' come metodo di liquidazione del danno, rinviando la causa per una nuova quantificazione.
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COSAP concessionaria autostradale: quando si paga?
Una società concessionaria autostradale ha contestato il pagamento del canone (COSAP) richiesto da un Comune per i viadotti che sovrastano le strade municipali, sostenendo di essere esente in quanto l'opera è di interesse statale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la COSAP per una concessionaria autostradale è dovuta. La Corte ha chiarito che il soggetto passivo del canone è l'entità che occupa di fatto lo spazio e ne trae un beneficio economico, ovvero la società concessionaria, indipendentemente dalla proprietà statale dell'infrastruttura.
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Inefficacia del contratto e diritto all’indennizzo
Un Consorzio ha citato in giudizio un Comune per ottenere un indennizzo a seguito del recesso da un contratto di appalto per la gestione dei rifiuti. La controversia nasce dal fatto che, sebbene un giudicato civile avesse qualificato il rapporto come appalto di servizi, un precedente giudicato amministrativo aveva annullato gli atti di affidamento, determinando l'inefficacia del contratto sin dall'origine (ex tunc). La Corte di Cassazione, risolvendo il conflitto, ha stabilito che il giudicato amministrativo che dichiara l'inefficacia retroattiva del contratto prevale. Di conseguenza, ha escluso il diritto del Consorzio all'indennizzo per recesso (art. 1671 c.c.), poiché tale diritto presuppone l'esistenza di un contratto valido ed efficace, condizione venuta meno a causa dell'annullamento.
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Buoni Postali Fruttiferi: Tassi e Ius Variandi
Un risparmiatore ha contestato la riduzione dei tassi d'interesse sui vecchi buoni postali fruttiferi, rivendicando il diritto ai tassi indicati sul certificato. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la legittimità della modifica unilaterale dei tassi (ius variandi) da parte dell'emittente. La Corte ha ribadito che la pubblicazione dei decreti ministeriali nella Gazzetta Ufficiale è sufficiente a informare i risparmiatori, senza necessità di una specifica annotazione sul titolo. Questa decisione si allinea ai principi consolidati sui buoni postali fruttiferi.
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Evocazione indicazione geografica: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia sul concetto di evocazione indicazione geografica, rigettando il ricorso di un consorzio di tutela. Il caso verteva sull'uso del termine "balsamico" da parte di un'azienda concorrente. La Corte ha stabilito che la valutazione sull'evocazione deve essere globale e che l'uso di un singolo termine non geografico non costituisce automaticamente una violazione, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva escluso la sussistenza di un illecito in base a una valutazione complessiva dei segni e dei prodotti in conflitto.
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Ricorso inammissibile: Cassazione chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un'imprenditrice contro il decreto di chiusura del suo fallimento. L'appello, volto a contestare la validità della sentenza di fallimento originaria del 1999, è stato respinto per motivi procedurali: l'imprenditrice avrebbe dovuto usare un altro strumento legale (il reclamo). Inoltre, il ricorso è stato giudicato generico e confuso, violando il principio di specificità. La ricorrente è stata condannata a pagare le spese e a sanzioni per lite temeraria.
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Decreto ingiuntivo non opposto: preclude il danno?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un fideiussore non può chiedere il risarcimento dei danni per la nullità di una fideiussione (per violazione della normativa antitrust) se in precedenza non ha opposto un decreto ingiuntivo basato sullo stesso contratto. Il decreto ingiuntivo non opposto, divenuto definitivo, copre la validità del titolo e preclude ogni successiva contestazione, anche sotto forma di richiesta di risarcimento.
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