Il Tribunale di Lodi ha applicato a un imputato, tramite patteggiamento, la pena di un anno e quattro mesi di reclusione per spaccio di lieve entità, ordinando la confisca per sproporzione della somma di 73.270 euro. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la misura patrimoniale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la legittimità del provvedimento. I giudici hanno evidenziato che l'imputato non svolgeva alcuna attività lavorativa lecita e non ha fornito alcuna giustificazione sulla provenienza del denaro. Di conseguenza, l'enorme sproporzione tra le sue condizioni economiche dichiarate (pari a zero) e la somma sequestrata rende legittimo il sequestro definitivo del denaro, non potendosi presumere un'origine lecita dello stesso.
Continua »