Un lavoratore, dipendente di una società di servizi cimiteriali, è stato licenziato per una gravissima condotta tenuta durante un'operazione di estumulazione. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha rigettato il ricorso del dipendente, ritenendo legittimo il licenziamento disciplinare. La Suprema Corte ha ribadito l'autonomia del giudizio civile rispetto a quello penale e ha confermato che la valutazione sulla gravità dei fatti e sulla proporzionalità della sanzione spetta al giudice di merito, se adeguatamente motivata.
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