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Art. 2109 Codice Civile

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224 provvedimenti

Danno comunitario: sì al risarcimento nel pubblico
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che il risarcimento per 'danno comunitario' spetta anche al lavoratore del settore pubblico il cui rapporto, formalmente autonomo, venga riqualificato come subordinato a causa dell'abusiva reiterazione di contratti. Il caso riguardava una psicologa che per 15 anni aveva lavorato per un'azienda ospedaliera con contratti di collaborazione. La Corte ha chiarito che, a differenza del settore privato dove vige la conversione del contratto, nel pubblico impiego il divieto di conversione rende il risarcimento del danno la tutela principale. Ha inoltre specificato che il Trattamento di Fine Rapporto (TFR) va calcolato secondo la contrattazione collettiva e l'amministrazione può compensare eventuali maggiori somme percepite dal lavoratore durante il rapporto fittiziamente autonomo.
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Indennità di turno: quando è valida con orario spezzato
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al diritto all'indennità di turno per alcuni agenti di polizia municipale con un orario di servizio spezzato. L'ente comunale sosteneva che l'interruzione del servizio facesse venir meno il diritto all'indennità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso del Comune, confermando che per il diritto all'indennità di turno è sufficiente che il servizio sia organizzato su un arco temporale complessivo di almeno 10 ore, anche se non continuative. Ha inoltre rigettato le richieste dei lavoratori per un risarcimento automatico legato al lavoro svolto oltre il sesto giorno consecutivo.
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Monetizzazione ferie non godute: onere della prova
Un dirigente medico si vede negare la monetizzazione delle ferie non godute al momento della pensione. La Corte di Cassazione ribalta la decisione dei giudici di merito, stabilendo che spetta al datore di lavoro, e non al lavoratore, l'onere di provare di averlo messo nelle condizioni di fruire del riposo. La sentenza sottolinea l'importanza dell'invito formale e della verifica che le esigenze di servizio non impediscano il godimento delle ferie, riaffermando il diritto al riposo come fondamentale.
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Onere della prova ferie: il datore deve informare
Un lavoratore prossimo alla pensione si vede negare l'indennità per ferie non godute. La Corte di Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova ferie: è il datore di lavoro a dover dimostrare di aver formalmente invitato il dipendente a fruire delle ferie e di averlo avvisato, in modo chiaro e tempestivo, che altrimenti le avrebbe perse. La mancata informazione impedisce la perdita del diritto all'indennità sostitutiva.
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