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Art. 2109 Codice Civile

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224 provvedimenti

Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere le indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando che, secondo il diritto europeo, la retribuzione ferie deve essere onnicomprensiva per non dissuadere i lavoratori dal godere del riposo. Ha inoltre chiarito che la prescrizione per tali crediti decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro.
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Retribuzione feriale: indennità sempre incluse
La Corte di Cassazione ha confermato che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità collegate alla mansione e percepite con continuità, come quelle di scorta e riserva per i capi treno. La Corte ha stabilito che una diminuzione sensibile dello stipendio durante le ferie ha un effetto dissuasivo, contrario al diritto dell'Unione Europea. Pertanto, la società di trasporti è stata condannata a pagare le differenze retributive ai lavoratori. È stato anche ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre solo dalla fine del rapporto.
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Periodo di comporto: ferie per evitare il licenziamento
Un lavoratore è stato licenziato per superamento del periodo di comporto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che i giorni di ferie richiesti e concessi al termine della malattia interrompono il conteggio dei giorni di assenza, salvando così il posto di lavoro. La condotta dell'azienda, che ha riconsiderato quei giorni come malattia a distanza di tempo, è stata giudicata contraria a buona fede.
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Retribuzione ferie: gli incentivi vanno inclusi
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che nella retribuzione ferie dei macchinisti devono essere inclusi anche i compensi incentivanti, come l'indennità di condotta e di riserva. La loro esclusione, infatti, costituirebbe un deterrente al godimento delle ferie, in contrasto con la normativa europea e nazionale. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto.
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Retribuzione ferie e incentivi: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 284/2024, ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che nella retribuzione ferie devono essere incluse anche le indennità accessorie, come quelle per la condotta e la riserva. La decisione si fonda sul principio del diritto dell'Unione Europea secondo cui la paga durante le ferie deve essere tale da non dissuadere il lavoratore dal goderne. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione dei crediti di lavoro decorre dalla fine del rapporto, a causa dell'indebolimento della stabilità del posto di lavoro introdotto dalle recenti riforme.
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Retribuzione ferie: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 281/2024, ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità accessorie strettamente connesse all'attività lavorativa. Un'azienda di trasporti ferroviari aveva escluso dal calcolo le indennità per attività di condotta e di riserva, ma la Corte ha respinto il ricorso, allineandosi alla giurisprudenza europea. Il principio è che una paga ridotta durante le ferie potrebbe disincentivare il lavoratore dal goderne. La Corte ha anche confermato che la prescrizione per i crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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Indennità feriali: sì al calcolo nella retribuzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda di trasporti, confermando che le indennità feriali e i compensi incentivanti, legati alle mansioni ordinarie dei lavoratori (in questo caso, macchinisti), devono essere inclusi nella retribuzione corrisposta durante le ferie. La decisione si fonda sull'interpretazione del diritto dell'Unione Europea, volto a garantire che la retribuzione feriale sia sostanzialmente equiparabile a quella ordinaria, per non disincentivare il godimento del riposo. La Corte ha inoltre stabilito che la prescrizione dei crediti retributivi decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro, a seguito delle modifiche legislative sulla stabilità occupazionale.
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Licenziamento dirigente: obbligo di fedeltà e giusta causa
La Corte di Cassazione conferma la legittimità del licenziamento di un dirigente che aveva mantenuto cariche in consorzi partecipati da società concorrenti. La Corte ha stabilito che tale condotta viola il rafforzato obbligo di fedeltà che grava sul dirigente, integrando una giusta causa di recesso. Anche la sola potenzialità del danno e la lesione del vincolo fiduciario sono sufficienti a giustificare il licenziamento, data la particolare posizione di 'alter ego' del datore di lavoro ricoperta dal dirigente.
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Lavoro domenicale: indennità aggiuntiva è dovuta
La Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoro domenicale, anche se compensato con un giorno di riposo infrasettimanale, deve essere retribuito con un'indennità aggiuntiva per la sua particolare penosità. La sentenza conferma che il sacrificio degli interessi familiari e sociali legati alla domenica merita un compenso ulteriore, un "quid pluris", che può essere determinato dal giudice in via equitativa se non previsto dal contratto collettivo.
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Potere direttivo datore di lavoro: limiti e validità
Una lavoratrice ha impugnato il trasferimento, la gestione delle ferie e la modifica dell'orario di lavoro decisi dall'azienda. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che le decisioni rientrano nel legittimo esercizio del potere direttivo del datore di lavoro, a condizione che siano motivate e non arbitrarie. La sentenza sottolinea l'importanza di presentare motivi di ricorso specifici e non generici per poter contestare tali decisioni.
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Insinuazione al passivo: TFR e crediti futuri
Una società che, in seguito a una retrocessione di ramo d'azienda, si era fatta carico di debiti lavorativi (ferie, TFR) di un'altra impresa, poi fallita, ha tentato l'insinuazione al passivo per recuperare tali somme. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo principi chiari: per l'azione surrogatoria è necessaria la prova rigorosa del pagamento, e i crediti futuri come il TFR non ancora maturato non possono essere ammessi al passivo fallimentare, neppure con riserva.
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Retribuzione feriale: indennità variabili incluse
Un dipendente di un'azienda di trasporti ha contestato l'esclusione di alcune indennità variabili dal calcolo della sua retribuzione durante le ferie. La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che la retribuzione feriale deve comprendere tutte le voci retributive intrinsecamente connesse alla prestazione lavorativa. Questa decisione, basata sul diritto dell'Unione Europea, mira a evitare che una diminuzione dello stipendio possa scoraggiare i lavoratori dal fruire del loro diritto al riposo annuale, annullando la precedente decisione della Corte d'Appello.
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Retribuzione feriale: sì alle indennità accessorie
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione feriale deve includere tutte le indennità intrinsecamente connesse alla prestazione lavorativa, come quella di utilizzazione professionale e di assenza dalla residenza. Escluderle creerebbe un effetto dissuasivo, contrario al diritto europeo, che potrebbe spingere i lavoratori a non godere del riposo annuale. La Corte ha accolto il ricorso di alcuni macchinisti, cassando la precedente sentenza e rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione basata su questo principio.
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Riposo settimanale: quando spetta il risarcimento?
Un dipendente pubblico ha richiesto il risarcimento per danno da usura psico-fisica a causa del lavoro svolto durante i giorni di riposo settimanale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che se il lavoro festivo rientra in una turnazione programmata, la maggiorazione economica prevista dal contratto collettivo è sufficiente a compensare il disagio. Il diritto a un ulteriore risarcimento sorge solo in caso di perdita definitiva del riposo, non per un suo semplice spostamento.
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Retribuzione ferie: indennità variabili incluse
La Corte di Cassazione ha stabilito che la retribuzione ferie deve includere tutte le indennità, anche variabili, intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, come l'indennità di utilizzo professionale e quella di assenza dalla residenza per un macchinista. Accogliendo il ricorso di un lavoratore contro un'azienda di trasporti, la Corte ha affermato che una paga ridotta durante le ferie costituisce un deterrente illegittimo all'esercizio di tale diritto, in linea con la giurisprudenza della Corte di Giustizia dell'Unione Europea. La sentenza d'appello, che aveva escluso tali voci, è stata annullata con rinvio.
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Retribuzione feriale: le indennità vanno incluse
Una società di trasporti ha contestato la decisione di includere varie indennità accessorie (trasferta, mansioni extra, etc.) nel calcolo della retribuzione feriale dei propri dipendenti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto europeo, la retribuzione durante le ferie deve comprendere tutti gli importi legati all'esecuzione delle mansioni per evitare di penalizzare economicamente il lavoratore e disincentivarlo dal godere del suo diritto al riposo.
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Licenziamento comandante nave: la Cassazione conferma
Un comandante di nave è stato licenziato dopo un 'black out' totale a bordo. Accusato di non aver segnalato l'incidente e di averlo negato, i tribunali hanno confermato la legittimità del recesso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che il licenziamento del comandante della nave era giustificato. La sua ostinata negazione di un evento pericoloso ha rappresentato una grave violazione del rapporto di fiducia, rendendo irrilevante l'archiviazione di un parallelo procedimento penale.
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Retribuzione feriale: le indennità variabili contano
Una società di trasporti ha contestato l'inclusione di varie indennità accessorie nel calcolo della retribuzione feriale dei propri dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in linea con il diritto europeo, la retribuzione durante le ferie deve comprendere tutte le voci retributive intrinsecamente connesse alle mansioni svolte, per non disincentivare il godimento del riposo annuale. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Retribuzione feriale: le indennità variabili contano
Una società di trasporti ha impugnato una decisione che la obbligava a includere diverse indennità variabili nella retribuzione feriale dei suoi dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che il concetto di retribuzione feriale, in linea con il diritto dell'Unione Europea, deve comprendere tutti gli emolumenti intrinsecamente legati alle mansioni svolte, per evitare di scoraggiare economicamente i lavoratori dal godere del loro diritto al riposo annuale.
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Retribuzione feriale: indennità incluse nel calcolo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando che la retribuzione feriale deve essere onnicomprensiva. I contratti collettivi che escludono dal calcolo delle ferie le indennità strettamente connesse alla prestazione lavorativa, come quelle per l'utilizzo professionale o per l'assenza dalla residenza, sono nulli. La Corte ha stabilito che al lavoratore, durante le ferie, spetta una retribuzione parametrata a quella che avrebbe percepito lavorando. È stato inoltre chiarito che la prescrizione dei relativi crediti decorre dalla cessazione del rapporto di lavoro.
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