Un dirigente medico ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria Locale per ottenere differenze retributive, sostenendo che un errato calcolo del debito orario per i giorni di assenza (ferie, malattia) lo costringeva a lavorare di più. I tribunali di primo e secondo grado gli avevano dato ragione. La Corte di Cassazione ha però ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'Azienda. La Corte ha stabilito che la retribuzione medico è onnicomprensiva e su base mensile, non oraria. Pertanto, un errore di calcolo non genera automaticamente il diritto a un compenso aggiuntivo. Il lavoratore potrebbe, invece, chiedere un risarcimento per danni alla salute o al riposo, ma deve allegare e provare specificamente tale pregiudizio.
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