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Art. 2 Costituzione

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1055 provvedimenti

Interesse ad agire: quando un ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro un decreto di respingimento. La decisione si fonda sulla sopravvenuta carenza di interesse ad agire, dato che il ricorrente aveva nel frattempo ottenuto un permesso di soggiorno per motivi umanitari. La Corte ha inoltre sottolineato che, quando una sentenza si basa su più ragioni autonome, il ricorrente deve contestarle tutte, pena l'inammissibilità del ricorso.
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Obbligazione naturale convivenza: quando c’è rimborso?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11337/2025, ha stabilito che le somme versate da un convivente all'altro per il pagamento del mutuo della casa comune rientrano nell'ambito dell'obbligazione naturale convivenza e non sono rimborsabili se proporzionate alle capacità economiche del pagatore. Nel caso di specie, un uomo chiedeva la restituzione di somme versate alla compagna durante tre anni di convivenza. La Corte ha rigettato il ricorso, ritenendo che i pagamenti, assimilabili a un canone di locazione, non superassero i limiti della proporzionalità e dell'adeguatezza, e che il ricorrente non avesse fornito prova sufficiente della sproporzione rispetto al suo intero patrimonio.
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Risarcimento medici specializzandi: la prescrizione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11318/2025, si è pronunciata su una serie di ricorsi presentati da medici specializzandi che chiedevano il risarcimento dei danni per la mancata attuazione di direttive europee relative alla loro retribuzione. La questione centrale era la decorrenza del termine di prescrizione decennale. La Corte ha confermato il suo orientamento consolidato, stabilendo che il dies a quo (giorno iniziale) per la prescrizione è il 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Tale legge, riconoscendo il diritto solo ad alcuni medici, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, rendendo il loro diritto al risarcimento certo ed esigibile. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato inammissibili o ha rigettato la maggior parte dei ricorsi. Ha accolto un solo ricorso, non per la questione della decorrenza, ma per il mancato esame da parte della corte di merito di un atto potenzialmente interruttivo della prescrizione, rinviando il caso per un nuovo esame su quel punto specifico.
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Danno non patrimoniale: no se si vieta il parcheggio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11256/2025, ha chiarito i limiti del risarcimento del danno non patrimoniale in ambito immobiliare. Il caso riguardava una disputa sulla comproprietà di un cortile, il cui accesso era stato bloccato da uno dei proprietari. La Corte ha confermato che un'area cortilizia, anche se non menzionata in un atto di donazione, si trasferisce in comproprietà se funzionale agli immobili principali. Tuttavia, ha escluso il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, specificando che l'impossibilità di parcheggiare non costituisce una lesione grave di un diritto inviolabile della persona, come il diritto all'abitazione.
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Concorso di colpa investitore: la Cassazione decide
Un investitore, dopo aver consegnato le proprie credenziali di accesso on-line a presunti consulenti finanziari, subiva la sottrazione di ingenti somme dal proprio conto. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha stabilito che tale condotta costituisce un decisivo concorso di colpa dell'investitore. Questa negligenza è idonea a interrompere il nesso di causalità e, di conseguenza, a escludere o limitare la responsabilità dell'istituto di credito e dell'intermediario finanziario. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questo principio.
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Servitù di passaggio: quando ottenerla per la casa
La Corte di Cassazione ha confermato la possibilità di costituire una servitù di passaggio coattiva a favore di un'abitazione che, pur avendo un accesso pedonale, necessita di un accesso carrabile. La decisione si basa sul principio che creare un accesso alternativo comporterebbe un costo sproporzionato rispetto al valore dell'immobile. La Corte ha esteso l'applicazione dell'art. 1052 c.c. per tutelare le moderne esigenze abitative, superando la vecchia visione legata solo a necessità agricole o industriali.
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Contributo di solidarietà illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge sancito dall'art. 23 della Costituzione, secondo cui solo una legge dello Stato può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con prescrizione decennale, e ha condannato la cassa per aver intentato un ricorso inammissibile contro un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Contributi consortili: no esenzione senza convenzione
Una società ha impugnato un avviso di pagamento per contributi consortili, sostenendo di aver diritto all'esenzione poiché i suoi immobili erano collegati alla rete fognaria pubblica. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo un punto fondamentale: l'esenzione dal pagamento non è automatica. Essa è subordinata all'esistenza di una specifica convenzione tra il Consorzio di Bonifica e l'ente gestore del servizio idrico. In assenza di tale accordo, il proprietario dell'immobile è tenuto a versare i contributi consortili, anche se già paga per il servizio di fognatura.
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Diritto di cronaca: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di presunta diffamazione a mezzo stampa, originato da articoli pubblicati su un noto quotidiano. Il ricorrente, dopo aver visto la sua richiesta di risarcimento respinta in Appello, ha adito la Suprema Corte. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo ruolo non è quello di riesaminare i fatti, ma di giudicare la corretta applicazione della legge. La decisione sottolinea come il dibattito sui limiti del diritto di cronaca non possa trasformare il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito.
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Risarcimento danno diffamazione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di risarcimento danno diffamazione a mezzo stampa. Una professionista aveva citato in giudizio un giornalista e il direttore di un quotidiano per un articolo che le attribuiva falsamente gravi indizi di corruzione. La Corte d'Appello aveva condannato il solo giornalista a un risarcimento di 10.000 euro. La Cassazione ha rigettato sia il ricorso della danneggiata, che chiedeva un risarcimento maggiore e la condanna del direttore, sia quello del giornalista, che contestava la sua responsabilità. La sentenza conferma che la prova del danno alla reputazione può essere presuntiva e che la mancata richiesta di rettifica da parte della vittima non esclude né riduce il diritto al risarcimento.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata su una pensione di reversibilità, in quanto privo di una specifica base legale. Confermando le decisioni dei giudici di merito, la Corte ha stabilito che l'autonomia gestionale delle Casse non consente loro di introdurre prelievi patrimoniali senza un'espressa previsione di legge, come richiesto dall'art. 23 della Costituzione. È stato inoltre confermato il diritto degli eredi al rimborso delle somme trattenute, con l'applicazione della prescrizione decennale e non quinquennale. Il ricorso della Cassa è stato dichiarato inammissibile.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo dalla legge e non rientra nei poteri dell'ente per garantire l'equilibrio di bilancio. Confermato il diritto del pensionato al rimborso con prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10982/2025, ha stabilito che un contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo se non previsto da una specifica norma di legge. La Corte ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando le sentenze di merito che ne avevano dichiarato l'illegittimità e condannato l'ente alla restituzione delle somme trattenute. È stato inoltre confermato che il termine di prescrizione per richiedere tale restituzione è decennale, e non quinquennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa previdenziale privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica previsione di legge, gli enti previdenziali non possono imporre autonomamente tali prelievi. Il ricorso della cassa è stato dichiarato inammissibile, consolidando l'orientamento secondo cui qualsiasi prestazione patrimoniale imposta richiede una base normativa statale. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10983/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati in assenza di una specifica base legale. La Corte ha ribadito che tali prelievi, qualificabili come prestazioni patrimoniali imposte, necessitano di una legge che ne definisca presupposti e limiti. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per le azioni di rimborso.
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Principio pro rata: la Cassazione sui diritti quesiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10980/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa Previdenziale, confermando la tutela dei diritti pensionistici maturati da un professionista. La Corte ha ribadito la validità del principio pro rata, che impedisce modifiche peggiorative retroattive al calcolo della pensione per i periodi antecedenti al 2007. Inoltre, ha precisato che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Licenziamento dirigente: quando è inammissibile il ricorso
Un dirigente impugnava il proprio licenziamento, motivato da una riorganizzazione aziendale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza ribadisce i rigidi limiti del giudizio di legittimità, sottolineando che non è possibile richiedere una nuova valutazione dei fatti o contestare l'apprezzamento delle prove del giudice di merito, se non in casi specifici. Il licenziamento dirigente è stato ritenuto legittimo poiché basato su una reale e documentata riorganizzazione aziendale.
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Principio pro rata: no a tagli retroattivi sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha confermato la tutela dei diritti pensionistici acquisiti, applicando il principio pro rata. Un ente previdenziale non può ridurre retroattivamente la quota di pensione maturata da un iscritto prima del 2007, anche se la modifica è introdotta da un proprio regolamento per garantire l'equilibrio finanziario. La decisione ribadisce che le modifiche peggiorative non possono incidere sui periodi contributivi già consolidati.
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Contributo di solidarietà: illegittimo sulle pensioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale privato contro un suo iscritto, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato sulla pensione. La Corte ha ribadito che il diritto al rimborso delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque, in linea con la sua giurisprudenza consolidata. L'ente è stato anche condannato per abuso del processo.
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Contributo di solidarietà: inammissibile il ricorso
Una cassa di previdenza per professionisti ha impugnato una decisione che dichiarava illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il prelievo era illegittimo. Inoltre, ha sanzionato la cassa per abuso del processo, poiché il ricorso si basava su argomenti già ampiamente respinti dalla giurisprudenza consolidata.
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