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Art. 2 Costituzione

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1055 provvedimenti

Demolizione immobile abusivo: quando non si ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo di 91 anni, invalido e indigente, contro la demolizione del suo immobile abusivo, che costituiva la sua unica abitazione. Nonostante le gravi condizioni personali, la Corte ha stabilito che la piena consapevolezza dell'illegalità della costruzione e l'inerzia nel cercare una soluzione abitativa alternativa, anche dopo una sospensione di due anni concessa in precedenza, prevalgono sul principio di proporzionalità. La sentenza ribadisce che il diritto all'abitazione non può essere invocato per sanare un illecito consapevole, rendendo esecutiva la demolizione immobile abusivo.
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Liberazione del fideiussore: l’onere della prova
La Corte di Cassazione accoglie il ricorso di una garante, stabilendo i principi per la liberazione del fideiussore. La Corte chiarisce che la banca ha un dovere di buona fede e non può concedere nuovo credito al debitore in difficoltà senza l'autorizzazione del garante. Inoltre, la società che acquista crediti in blocco deve provare specificamente l'inclusione del singolo credito nel pacchetto ceduto.
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Onere della prova correntista: la Cassazione decide
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per addebiti ritenuti illeciti su due conti correnti, uno dei quali molto datato. A causa della mancanza di una documentazione completa, in particolare degli estratti conto, la richiesta è stata respinta nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'onere della prova correntista non può essere aggirato. Il cliente non può pretendere che la banca fornisca documenti risalenti a oltre dieci anni prima, né può chiedere una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) per colmare le proprie lacune probatorie.
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Riparazione ingiusta detenzione: silenzio e colpa grave
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione che concedeva un indennizzo per ingiusta detenzione, stabilendo che la tardiva rivelazione di un alibi cruciale da parte dell'interessato costituisce una colpa grave. La sentenza distingue tra il legittimo diritto al silenzio e una reticenza colposa che contribuisce causalmente al protrarsi della detenzione, escludendo così il diritto alla riparazione ingiusta detenzione.
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Decreto di espulsione: nullo per vizi di forma
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un decreto di espulsione, stabilendo che il giudice di merito aveva omesso di pronunciarsi su vizi formali decisivi sollevati dal ricorrente: la mancanza di firma da parte di un soggetto autorizzato e la notifica dell'atto in copia semplice. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione di questi aspetti procedurali fondamentali.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata contro la decisione che riteneva illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulle pensioni. La Corte ha confermato che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere imposto solo dalla legge e non da un regolamento interno dell'ente, in virtù del principio costituzionale della riserva di legge. Di conseguenza, è stato confermato il diritto del pensionato al rimborso delle somme trattenute, con una prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, richiede una base legale che le delibere della cassa non possono fornire, violando la riserva di legge. La prescrizione per il rimborso è decennale.
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Responsabilità dello Stato: risarcimento per sgombero
Un'ordinanza della Cassazione ha confermato la responsabilità dello Stato, specificamente del Ministero dell'Interno, per il grave ritardo nell'esecuzione di un ordine di sgombero di un immobile occupato abusivamente. Nonostante la presenza di una situazione sociale complessa, la Corte ha stabilito che l'autorità pubblica ha il dovere di fornire i mezzi necessari per attuare i provvedimenti giudiziari, condannando il Ministero al risarcimento del danno patrimoniale subito dalla proprietaria per la mancata disponibilità del bene.
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Revoca incarico dirigente: illegittima se pretestuosa
Un dirigente sanitario ha subito la revoca anticipata del suo incarico, ufficialmente legata alla nomina di un nuovo vertice aziendale, seguita a breve dal suo collocamento in quiescenza. La Corte di Cassazione ha stabilito che la revoca dell'incarico del dirigente sanitario era illegittima e che il successivo pensionamento non può sanare l'illegittimità dell'atto. La normativa che vieta di attribuire nuovi incarichi a personale in pensione non si applica al mantenimento di un contratto già in essere. Di conseguenza, il dirigente ha diritto a una nuova valutazione in merito alla reintegra o al risarcimento del danno.
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Efficacia retroattiva contratto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di una struttura sanitaria che richiedeva il pagamento di prestazioni e interessi di mora a un'Azienda Sanitaria Locale. Il punto cruciale era l'efficacia retroattiva del contratto, stipulato a fine anno per prestazioni già rese. La Suprema Corte ha confermato la validità dell'efficacia retroattiva contratto, ma ha negato il diritto agli interessi di mora perché la struttura non aveva emesso un'apposita fattura, come previsto da una specifica clausola contrattuale. Sono stati respinti sia il ricorso principale della struttura che quello incidentale dell'ASL.
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Diritto di voto nel concordato: il conflitto di interessi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22843/2025, ha stabilito che il diritto di voto nel concordato fallimentare non può essere escluso sulla base di una mera inimicizia personale tra il creditore e il proponente. Un conflitto di interessi, per giustificare l'esclusione, deve essere oggettivo e preesistente alla votazione. La Corte ha inoltre confermato che il creditore, il cui voto decisivo sia stato illegittimamente 'sterilizzato', ha sempre l'interesse ad agire per opporsi all'omologazione del concordato, a prescindere da una valutazione di convenienza economica dell'alternativa fallimentare.
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Postergazione finanziamento soci: fornitura è prestito?
La Corte di Cassazione ha confermato che una fornitura di beni da parte di un socio di maggioranza a una società controllata in crisi finanziaria può essere riqualificata come un finanziamento. Di conseguenza, il credito derivante da tale fornitura è soggetto a postergazione finanziamento soci, ovvero viene rimborsato solo dopo tutti gli altri creditori. La Corte ha ritenuto che continuare a fornire merci senza richiedere il pagamento di debiti pregressi significativi equivale a sostenere finanziariamente la società, alterando la natura commerciale del rapporto.
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Delega di funzioni: quando non esonera il datore?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un datore di lavoro per violazioni della sicurezza, nonostante una delega di funzioni a un preposto. La Corte ha stabilito che la delega è inefficace se il datore di lavoro mantiene per sé un ruolo specifico di vigilanza, come quello di responsabile del servizio di prevenzione e protezione sul cantiere, conservando così la responsabilità penale per gli infortuni.
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Adozione casi particolari: sì anche con conflitto
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello che concedeva l'adozione in casi particolari di un minore al genitore d'intenzione, ex partner della madre biologica. La Suprema Corte ha stabilito che né il dissenso della madre biologica né la forte conflittualità tra le parti possono impedire l'adozione, quando questa risponde al superiore interesse del minore di mantenere un legame affettivo stabile e significativo con entrambe le figure genitoriali. Anche un'interruzione dei rapporti, se causata da comportamenti ostat tweetingivi del genitore biologico, non è considerata un fattore decisivo contro l'adozione.
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IMU agevolazione agricola: Sì anche ai pensionati
La Corte di Cassazione ha stabilito che un coltivatore diretto, anche se titolare di pensione, ha diritto all'agevolazione IMU sui terreni agricoli. La Corte ha chiarito che, a seguito di una norma di interpretazione autentica con efficacia retroattiva, l'unico requisito necessario è l'iscrizione alla previdenza agricola. Questa iscrizione è di per sé sufficiente a dimostrare i requisiti sostanziali, rendendo irrilevante la comparazione tra reddito agricolo e reddito da pensione. Di conseguenza, è stato accolto il ricorso dell'erede di un contribuente a cui era stata negata l'agevolazione per gli anni dal 2013 al 2017.
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Ordine di demolizione: quando è irrevocabile?
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un vasto immobile abusivo. La sentenza chiarisce che l'ordine, avendo natura reale, si applica anche ai successivi acquirenti, indipendentemente dalla loro buona fede. Viene inoltre sancita l'illegittimità del frazionamento artificioso delle domande di condono per eludere i limiti volumetrici e si ribadisce il carattere vincolato e non discrezionale dell'ordine di demolizione, che non può essere revocato invocando un generico principio di proporzionalità.
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Ordine di demolizione: legittimo se l’abuso persiste
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale che revocava un ordine di demolizione per un immobile abusivo. Nonostante i nuovi proprietari avessero ottenuto un condono, la Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di verificare la legittimità del titolo sanante. In questo caso, il condono era viziato da un frazionamento artificioso delle domande, ideato per eludere i limiti volumetrici di legge, rendendo l'ordine di demolizione pienamente efficace.
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Obbligazione solidale avvocato: unico compenso
La Corte di Cassazione stabilisce che quando un avvocato difende più parti con una posizione processuale identica, sorge un'obbligazione solidale per il pagamento del compenso. Il legale ha diritto a un compenso unico e può richiederne il pagamento integrale a uno qualsiasi dei clienti, i quali sono responsabili in solido. La Corte ha rigettato il ricorso di una cliente che, a seguito della dichiarazione di nullità di un patto di quota lite, contestava la natura solidale del debito per le spese legali.
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Buona fede assicurazione: l’obbligo di informare
La Corte di Cassazione ha stabilito che viola il principio di buona fede assicurazione il comportamento della compagnia che, dopo aver indicato in polizza un termine di prescrizione decennale, omette di informare l'assicurato della successiva riduzione per legge a due anni. Tale omissione, che porta l'assicurato a perdere il diritto all'indennizzo, è stata qualificata anche come pratica commerciale scorretta, creando un obbligo risarcitorio per la compagnia.
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Concorso di colpa investitore: la Cassazione decide
Un investitore, dopo essere stato frodato dal proprio promotore finanziario, ha citato in giudizio la società di intermediazione per ottenere il risarcimento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la responsabilità della società, ma ha accolto il motivo di ricorso relativo al concorso di colpa dell'investitore. L'aver consegnato al promotore somme di denaro in contanti e con altre modalità irregolari è stato considerato un comportamento anomalo che ha contribuito al danno. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente sentenza e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per ricalcolare il risarcimento, tenendo conto della colpa concorrente del risparmiatore.
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