La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22263/2025, ha rigettato il ricorso di un socio di una S.r.l. a ristretta base sociale contro un accertamento fiscale. L'atto impositivo era fondato sulla presunzione che le movimentazioni sui conti correnti personali dei soci, marito e moglie, costituissero utili non dichiarati dalla società. La Corte ha confermato la legittimità di tale presunzione, sottolineando che in contesti familiari e con una compagine sociale ristretta, spetta al contribuente fornire la prova contraria. È stato inoltre escluso il litisconsorzio necessario tra società e soci nel processo tributario, ribadendo un orientamento consolidato.
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