LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1986 TUIR

Pagina 2 di 8

152 provvedimenti

Fatture sospette: annullata sentenza con motivazione apparente
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una corte tributaria regionale a causa di una motivazione apparente della sentenza. I giudici d'appello avevano dato ragione a una società contribuente riguardo la deducibilità di costi per oltre un milione di euro, nonostante l'Agenzia delle Entrate avesse fornito un solido quadro di indizi che faceva sospettare si trattasse di operazioni inesistenti. La sentenza è stata annullata perché i giudici si sono limitati a confermare la decisione precedente senza spiegare perché le prove della società fossero sufficienti a superare i dubbi del Fisco. Questa mancanza di un percorso logico ha reso la motivazione vuota e inefficace. Il caso dovrà essere riesaminato.
Continua »
Accertamento da studi di settore: nullo senza confronto col Fisco
La Corte di Cassazione ha annullato un avviso di accertamento fiscale a carico di una società. L'Agenzia delle Entrate aveva contestato maggiori ricavi basandosi esclusivamente sui risultati degli studi di settore, senza però attivare il confronto preventivo con l'azienda. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: l'accertamento da studi di settore è illegittimo se non viene preceduto da un contraddittorio obbligatorio. Questo dialogo serve a consentire al contribuente di giustificare lo scostamento tra i dati dichiarati e quelli statistici. La mancanza di questo passaggio procedurale rende nullo l'intero atto impositivo, dando così ragione alla società contribuente.
Continua »
Fisco e Società Estinta: l’Accertamento colpisce l’ex Socio
La Cassazione analizza il caso di un avviso di accertamento IRPEF notificato a un ex socio accomandatario per redditi di una società già sciolta e cancellata dal registro delle imprese. L'Agenzia delle Entrate aveva attribuito al socio la sua quota di maggior reddito societario non dichiarato, applicando il principio di trasparenza. Tuttavia, il processo non giunge a una conclusione sul merito della questione. La Corte ha infatti sospeso il giudizio perché il contribuente ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti (la cosiddetta 'tregua fiscale'). L'esito finale sull'accertamento a socio di società estinta è quindi rimandato.
Continua »
Accertamento bancario: onere della prova del contribuente
Un contribuente si è visto respingere il ricorso contro un avviso di accertamento fondato su versamenti bancari non giustificati. La Corte di Cassazione ha confermato che in caso di accertamento bancario, l'onere di provare la natura non imponibile delle somme spetta al contribuente. I giudici hanno inoltre ribadito che tali importi possono essere legittimamente classificati come "redditi diversi", data la loro natura residuale, anche senza l'individuazione di una fonte produttiva specifica.
Continua »
Esenzione IRES consorzi: la Cassazione chiarisce
Un consorzio di enti pubblici ha richiesto un rimborso IRES, sostenendo di avere diritto all'esenzione IRES per consorzi in virtù della sua natura pubblica e non commerciale. La commissione tributaria regionale aveva negato il rimborso basandosi su una vecchia risoluzione ministeriale. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che la natura non commerciale di un ente deve essere valutata primariamente in base al suo atto costitutivo o alla legge istitutiva, e non su datate interpretazioni amministrative, accogliendo la richiesta di rimborso.
Continua »
Esenzione IRES Consorzi: la dichiarazione non confessa
Un consorzio di enti locali, che in passato aveva versato l'IRES con aliquota ridotta, si è visto negare la piena esenzione IRES dai giudici di merito, i quali hanno considerato la sua precedente dichiarazione come una confessione. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la dichiarazione dei redditi è una mera dichiarazione di scienza, sempre emendabile, e che il diritto all'esenzione dipende unicamente dalla natura non commerciale dell'attività svolta dall'ente, un aspetto che i giudici inferiori non avevano esaminato. La Corte ha quindi accolto la domanda del consorzio.
Continua »
Rendimento fondo pensione: tassazione e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11217/2023, ha rigettato il ricorso degli eredi di un ex dirigente che chiedevano un rimborso IRPEF sulla liquidazione di un fondo pensione integrativo. La Corte ha ribadito che l'aliquota agevolata del 12,50% si applica solo al 'rendimento fondo pensione' derivante da effettivi investimenti sul mercato. Spetta al contribuente fornire la prova rigorosa di tale origine, non essendo sufficienti certificazioni generiche o calcoli attuariali.
Continua »
Momento impositivo IVA: auto in prova, quando scatta?
Una concessionaria auto ritardava la fatturazione IVA per veicoli consegnati in 'prova' per lunghi periodi. La Cassazione ha stabilito che il momento impositivo IVA sorge con la consegna del bene e l'incasso di acconti, non alla futura e formale voltura. La pratica è stata ritenuta elusiva.
Continua »
Esenzione IVA trasporto persone: la Cassazione decide
La Cassazione conferma l'esenzione IVA trasporto persone per una società di trasporto marittimo, anche se il servizio ha finalità turistiche. Decisiva l'assenza di servizi aggiuntivi e l'applicazione retroattiva di una norma di interpretazione autentica. Tuttavia, il caso è rinviato per la valutazione della deducibilità di alcuni costi.
Continua »
Operazioni inesistenti: onere della prova in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19778/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova in materia di operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria deve fornire elementi, anche indiziari, per dimostrare la fittizietà di un'operazione. Una volta fornita tale prova, spetta al contribuente dimostrare l'effettiva esecuzione della prestazione. La Corte ha specificato che, in caso di inesistenza oggettiva, la buona fede del contribuente è irrilevante ai fini della deducibilità dei costi. La sentenza di merito, che aveva erroneamente valorizzato la mancata prova della malafede del contribuente, è stata cassata con rinvio.
Continua »
Benefici fiscali ASD: onere della prova e gestione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 149/2026, ha chiarito un punto cruciale sui benefici fiscali per le ASD. Ha stabilito che l'onere di provare la sussistenza dei requisiti per le agevolazioni, in particolare la democraticità della gestione, spetta all'associazione stessa e non all'Amministrazione finanziaria. Il caso riguardava un'associazione sportiva a cui erano stati negati i benefici per IRES, IRAP e IVA. La Corte ha cassato la decisione del giudice di secondo grado che aveva erroneamente invertito l'onere della prova, sottolineando che gli elementi indiziari forniti dall'Ufficio, se gravi, precisi e concordanti, sono sufficienti a innescare il dovere dell'ASD di fornire prova contraria.
Continua »
Agevolazioni fiscali ASD: onere della prova decisivo
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulle agevolazioni fiscali ASD. In caso di accertamento fiscale, spetta all'associazione sportiva dimostrare di possedere tutti i requisiti previsti dalla legge, come la democraticità della gestione, per beneficiare del regime di favore. L'ordinanza analizza il caso di un'associazione a cui erano stati contestati diversi indizi di non conformità. La Corte ha stabilito che il giudice di merito non può limitarsi a esaminare singolarmente gli indizi, ma deve valutarli nel loro complesso, ricordando che l'onere della prova è a carico del contribuente che invoca il beneficio.
Continua »
Responsabilità amministratori associazione: il caso
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza la responsabilità degli amministratori di un'associazione sportiva per debiti fiscali. Il caso riguarda un ente, formalmente non profit, riqualificato come impresa commerciale dall'Agenzia delle Entrate per aver svolto attività nel settore wellness. La Corte ha confermato la decisione, sottolineando che la gestione di fatto e l'orientamento commerciale dell'attività sono sufficienti a far scattare la responsabilità amministratori associazione, rendendoli personalmente e solidalmente responsabili per le imposte e le sanzioni.
Continua »
Operazioni soggettivamente inesistenti: costi deducibili?
Una società in liquidazione ha impugnato avvisi di accertamento per l'utilizzo di fatture relative a operazioni soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19593/2024, ha rigettato il ricorso della società e accolto quello dell'Agenzia delle Entrate. Il punto cruciale è la deducibilità dei costi: anche se la merce è stata effettivamente acquistata, spetta al contribuente dimostrare non solo l'esistenza del costo, ma anche la sua inerenza all'attività d'impresa. La Corte ha rinviato il caso al giudice di merito per questa specifica verifica.
Continua »
Convenzione doppia imposizione: esclusiva potestà
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22585/2024, ha stabilito che i redditi percepiti da un cittadino italiano residente in Italia, per servizi resi a uno Stato estero (nella fattispecie gli Emirati Arabi Uniti), sono tassabili esclusivamente in tale Stato. La Corte ha chiarito che, secondo la convenzione doppia imposizione tra Italia ed EAU, questa regola si applica indipendentemente dal fatto che lo Stato estero eserciti o meno la propria potestà impositiva. Di conseguenza, il contribuente ha diritto al rimborso dell'IRPEF versata in Italia su tali redditi.
Continua »
Fatture soggettivamente inesistenti: l’onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22543/2024, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate in un caso di fatture soggettivamente inesistenti. È stato ribadito che l'Amministrazione Finanziaria ha l'onere di provare non solo la natura fittizia del fornitore, ma anche la consapevolezza del cessionario di partecipare a una frode fiscale, elemento che non è stato dimostrato nel caso di specie.
Continua »
Utili extracontabili: la presunzione per i soci
La Corte di Cassazione ha confermato che, in caso di accertamento di utili extracontabili in una società a ristretta base partecipativa, opera una presunzione sulla loro distribuzione ai soci. L'ordinanza analizza un caso relativo a una società del settore rottami che aveva utilizzato fatture per operazioni inesistenti. La Corte ha rigettato il ricorso di un socio, stabilendo che spetta a quest'ultimo l'onere di provare che tali utili sono stati accantonati o reinvestiti, vincendo così la presunzione. È stato inoltre chiarito che l'IVA è dovuta anche su operazioni inesistenti in regime di inversione contabile.
Continua »
Decorrenza accatastamento: quando scade l’ICI?
La Corte di Cassazione affronta il tema della decorrenza dell'accatastamento e i suoi effetti sui termini di decadenza per l'accertamento ICI. La sentenza chiarisce che una nuova rendita catastale, seppur con effetti retroattivi, non sospende né riapre il termine di decadenza quinquennale per la notifica degli avvisi di accertamento. La Corte ha annullato gli accertamenti per gli anni dal 2002 al 2005 in quanto tardivi, salvando solo quello per il 2006 grazie al principio della scissione degli effetti della notifica. Viene inoltre confermata la responsabilità solidale e illimitata della società beneficiaria di una scissione per i debiti tributari anteriori.
Continua »
Frode IVA immobiliare: la Cassazione decide su costi
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di presunta frode IVA in ambito immobiliare. La Corte ha confermato la ricostruzione della frode e la parziale indeducibilità dei costi, ma ha accolto il ricorso su due punti chiave: l'inapplicabilità del raddoppio dei termini di accertamento per l'IRAP in presenza di denuncia penale e il diritto del contribuente all'applicazione delle sanzioni più favorevoli previste dalla legge sopravvenuta (lex mitior). La sentenza è stata cassata con rinvio per la rideterminazione di questi aspetti.
Continua »
Motivazione apparente: sentenza nulla per il Fisco
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di secondo grado favorevole a una società contribuente in un caso di fatture inesistenti. La decisione è stata cassata per 'motivazione apparente', poiché i giudici d'appello non avevano spiegato in modo logico e coerente le ragioni della loro decisione, limitandosi a enunciazioni generiche. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »