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Art. 190 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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85 provvedimenti

Altri anni per Art. 190 Codice di Procedura Civile

Usucapione comproprietario: la prova dell’esclusività
Un comproprietario ha agito in giudizio per ottenere la dichiarazione di usucapione su un terreno comune. La sua richiesta è stata respinta sia in primo che in secondo grado per mancata prova del possesso esclusivo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo che per l'usucapione del comproprietario è fondamentale dimostrare un godimento del bene oggettivamente incompatibile con la possibilità di godimento da parte degli altri titolari.
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Usucapione servitù distanze: quando è possibile?
Una proprietaria ha citato in giudizio la vicina per una costruzione realizzata a distanza non regolamentare dal confine. La vicina ha eccepito con successo l'usucapione servitù distanze, dimostrando che l'edificio esisteva da oltre vent'anni. La Corte di Cassazione ha confermato che tale diritto può essere acquisito per usucapione, chiarendo il valore probatorio delle dichiarazioni rese in sede di condono edilizio e i termini processuali per la contestazione dei fatti.
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Impugnazione delibera: i vizi di un’altra delibera?
Un condomino ha tentato un'impugnazione di una delibera condominiale che approvava un preventivo di spesa, basando le sue ragioni sui presunti vizi di una delibera precedente che aveva approvato i lavori stessi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che ogni delibera deve essere impugnata per vizi propri e non per vizi di atti precedenti. La sentenza sottolinea l'importanza di indirizzare correttamente l'azione legale contro l'atto specifico ritenuto illegittimo.
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Impugnazione delibera condominiale: la Cassazione decide
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta un caso di impugnazione delibera condominiale, rigettando il ricorso di una condomina. La Corte chiarisce importanti principi sulla presunzione di conoscenza della convocazione inviata per raccomandata, sui limiti dell'incompatibilità del giudice e sulla corretta procedura decisionale in appello.
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Modificazione della domanda: limiti temporali e preclusioni
Una parte, dopo aver sostenuto per l'intero processo di essere legataria in una causa di successione, tenta di modificare la propria domanda in sede di conclusioni, chiedendo di essere riconosciuta erede. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile tale tardiva modificazione della domanda, in quanto costituisce una domanda nuova, proposta oltre i termini processuali consentiti e in violazione del principio del contraddittorio e della ragionevole durata del processo.
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