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Art. 19 d.lgs. 31 dicembre 1992 n. 546

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66 provvedimenti

Intimazione di pagamento: quando è obbligatorio impugnarla
La Corte di Cassazione stabilisce che l'intimazione di pagamento è un atto che va obbligatoriamente impugnato. Se il contribuente non contesta questo atto, non potrà più far valere in un momento successivo, come durante un pignoramento, vizi precedenti come la prescrizione del credito. La mancata impugnazione rende definitiva l'obbligazione tributaria.
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Diniego rimborso fiscale: atto nullo senza istruzioni
La Corte di Cassazione ha stabilito che un diniego di rimborso fiscale è inefficace se non contiene le indicazioni chiare sul termine e l'autorità a cui ricorrere. Di conseguenza, il contribuente non perde il diritto di impugnare l'atto. La Corte ha inoltre chiarito che, nelle operazioni di fusione bancaria, la cessione dei crediti d'imposta è valida ed efficace nei confronti dell'erario seguendo le procedure semplificate del diritto bancario, senza necessità delle formalità previste per la cessione dei crediti verso lo Stato.
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Interpello Disapplicativo: Sì all’impugnazione del diniego
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15191/2025, ha stabilito che il rigetto di un'istanza di interpello disapplicativo, emesso ai sensi della normativa previgente (art. 37-bis, d.P.R. 600/1973), è un atto autonomamente impugnabile. La Corte ha chiarito che tale diniego, pur non essendo immediatamente esecutivo, comunica al contribuente una pretesa tributaria definita, legittimando così il ricorso al giudice tributario. La sentenza ha inoltre confermato la legittimazione processuale concorrente di tutti gli uffici territoriali dell'Agenzia delle Entrate.
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Rimborso imposta di registro: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell'Amministrazione Finanziaria contro una società per il rimborso dell'imposta di registro. La decisione si basa sulla sopravvenuta carenza di interesse, poiché la sentenza originaria, presupposto dell'imposta, è stata definitivamente annullata. La Corte ha stabilito che, venendo meno il titolo impositivo, l'Amministrazione non ha più interesse a proseguire il contenzioso, condannandola al pagamento delle spese legali secondo il principio di soccombenza virtuale.
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Definizione agevolata: cartella valida anche con avviso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17584/2025, ha stabilito che un contenzioso su una cartella di pagamento derivante da controllo automatizzato è ammissibile alla definizione agevolata, anche se il contribuente aveva ricevuto in precedenza un avviso bonario. La Corte ha chiarito che l'impugnazione dell'avviso bonario è facoltativa, pertanto la cartella resta il primo atto impugnabile che permette di contestare il merito della pretesa fiscale e accedere ai benefici della definizione agevolata.
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Prescrizione crediti erariali: la sentenza omessa
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento, eccependo sia la mancata notifica della cartella originaria sia la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha stabilito che, sebbene la prova della notifica fosse valida, la commissione tributaria regionale ha errato omettendo di pronunciarsi sulla questione della prescrizione crediti erariali. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio, ribadendo che per i tributi come l'IRPEF la prescrizione è decennale.
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