Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di patteggiamento con cui il Tribunale, per i reati di guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti, aveva applicato al Conducente la sanzione della sospensione della patente per un solo anno. Il veicolo condotto apparteneva a un terzo estraneo. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che in caso di plurime violazioni del Codice della Strada le sanzioni accessorie si cumulano aritmeticamente. Di conseguenza, la Corte ha rideterminato la sanzione della sospensione della patente nella misura minima di due anni e sei mesi (sei mesi per l'alcol e due anni, raddoppiati per l'altruità del veicolo, per la droga), confermando il differimento dell'esecuzione dopo lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità.
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