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Art. 187 Codice della Strada

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303 provvedimenti

Rifiuto test stupefacenti: quando è reato?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida senza patente e per il reato di rifiuto test stupefacenti. La Corte ha stabilito che la richiesta degli agenti di effettuare un accertamento in ospedale era legittima, poiché basata su una chiara sintomatologia di alterazione psicofisica, rendendo il conseguente rifiuto un illecito penale.
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Guida stato di ebbrezza: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza a seguito di un sinistro. L'imputato contestava di essere stato il conducente, ma la Corte ha ritenuto tale obiezione una censura di merito non valutabile in sede di legittimità. La decisione si fonda su prove concrete raccolte dai giudici di merito, come l'assenza di altri soggetti sul luogo dell'incidente, l'intestazione del veicolo al ricorrente e la sua sottoscrizione del verbale di contestazione.
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Cumulo sanzioni: guida in stato di ebbrezza e rifiuto
La Corte di Cassazione ha stabilito che in caso di condanna per più reati del Codice della Strada, come guida in stato di ebbrezza e rifiuto di sottoporsi ai test per stupefacenti, si applica il principio del cumulo sanzioni. I periodi di sospensione della patente previsti per ogni violazione devono essere sommati matematicamente, senza poter applicare l'istituto più favorevole della continuazione previsto per le pene principali. La Corte ha quindi annullato con rinvio la sentenza di merito che aveva applicato un'unica sanzione accessoria.
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