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Art. 186 Codice della Strada — Sezione Settima Penale

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752 provvedimenti

Altri anni per Art. 186 Codice della Strada

Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile, condanna confermata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Lavoratore, condannato per **guida in stato di ebbrezza** aggravata. La condanna prevedeva un anno di arresto, tremila euro di ammenda e la revoca della patente. Il Lavoratore contestava la valutazione delle prove, il diniego della tenuità del fatto e delle attenuanti generiche, e la revoca della patente. La Corte ha ritenuto il ricorso generico e infondato, confermando la correttezza delle decisioni precedenti sulla gravità della condotta e l'obbligatorietà della revoca. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: l’alcoltest vale senza prova contraria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato dall'orario notturno. Il conducente contestava la mancata acquisizione dei certificati di omologazione e di taratura periodica dell'etilometro, chiedendo l'assoluzione o la non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha ribadito che l'esito dell'alcoltest fa piena prova dello stato alterato se il verbale attesta la regolarità dello strumento. Spetta all'imputato dimostrare concretamente eventuali anomalie o l'assenza delle revisioni periodiche. I giudici hanno inoltre escluso la particolare tenuità a causa del trasporto di un passeggero e dell'orario notturno, condannando l'automobilista alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Prescrizione del reato: condanna annullata, sanzione al Prefetto
La Suprema Corte ha affrontato il caso di un conducente condannato per un reato stradale (Art. 186 Codice della Strada) commesso nel 2016. La Corte ha stabilito che il reato si è estinto per prescrizione del reato, ovvero per il decorso del tempo. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio. La sanzione amministrativa accessoria, come la sospensione della patente, è stata eliminata. La competenza per valutare l'applicazione di tale sanzione è passata al Prefetto. Questo principio sottolinea l'importanza del tempo nel diritto penale.
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Rifiuto alcoltest: condanna confermata senza l’avviso del legale
Un automobilista riceve una condanna penale in appello per il rifiuto alcoltest opposto alle forze dell'ordine. Il guidatore propone ricorso in Cassazione lamentando la mancata informazione sulla facoltà di farsi assistere da un difensore al momento del controllo. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che l'avviso di farsi assistere da un legale garantisce la regolarità di un esame irripetibile. Se il conducente rifiuta l'esame, l'accertamento non avviene e l'obbligo di avviso non sussiste. L'inammissibilità del ricorso impedisce la rilevazione della prescrizione. La decisione conferma la condanna dell'automobilista e impone il pagamento delle spese processuali unitamente alla sanzione di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in Ebbrezza: Prelievo Campioni Biologici Senza Consenso è Valido
Un Lavoratore è stato condannato per guida in stato di ebbrezza aggravata da incidente. Ha contestato la sentenza sostenendo che il prelievo campioni biologici senza consenso fosse illegittimo e rendesse le prove inutilizzabili. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che il prelievo campioni biologici senza consenso per l'accertamento del tasso alcolemico, richiesto dalla polizia giudiziaria in una struttura sanitaria e non per scopi terapeutici, non richiede il consenso preventivo dell'interessato. La legge speciale (Art. 186 Codice della Strada) prevale, non rendendo inutilizzabili gli esami. Il Lavoratore deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Guida in stato di ebbrezza: no alla tenue offensività per chi cade
Un automobilista, dopo aver consumato alcol in eccesso, si è posto alla guida del proprio motociclo zigzagando lungo la strada e cadendo più volte a terra. I testimoni hanno confermato la dinamica dei fatti e la presenza del motore acceso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, confermando la condanna per il reato di guida in stato di ebbrezza aggravato dall'aver provocato un incidente stradale. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni dei testimoni imparziali sono pienamente attendibili anche senza riscontri esterni. Inoltre, l'elevato tasso alcolemico e la persistenza nel guidare nonostante le cadute impediscono di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Il ricorrente deve quindi pagare le spese processuali e la sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: il tempo estingue la condanna per guida in ebbrezza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una persona accusata di un reato stradale (guida in stato di ebbrezza) commesso nel 2015. La Suprema Corte ha accertato la prescrizione del reato, ovvero che era trascorso troppo tempo dalla data del fatto. Questo ha impedito di valutare il merito del ricorso. Di conseguenza, la sentenza di condanna precedente è stata annullata senza rinvio. La sanzione amministrativa accessoria, come la sospensione della patente, è stata eliminata dalla competenza giudiziaria e rimessa alla valutazione del Prefetto, l'autorità amministrativa competente.
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Guida in stato di ebbrezza: incidente notturno ed esito del ricorso
Un automobilista ha causato un incidente notturno dopo aver assunto alcolici oltre i limiti di legge. Il veicolo è rimasto fermo al centro della carreggiata, creando una grave situazione di pericolo per la circolazione. I giudici di merito hanno condannato il conducente, negando l'applicazione della particolare tenuità del fatto. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la presenza di un guasto meccanico e invocando la non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La condotta presenta elevata pericolosità a causa dell'ora notturna e della posizione del veicolo. Il reato di guida in stato di ebbrezza con incidente esclude il beneficio della particolare tenuità quando la condotta mette a serio rischio l'incolumità pubblica. Il ricorrente deve pagare le spese processuali e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: scontrino alcoltest e prova valida
Un conducente perde il controllo del proprio veicolo e finisce in un fossato. Un agente di polizia municipale assiste all'incidente e presta immediato soccorso. L'agente percepisce un forte alito vinoso, eloquio confuso e scarso equilibrio, allertando i militari per il test dell'etilometro. L'accertamento conferma la violazione per guida in stato di ebbrezza con esito positivo. Il conducente impugna la condanna in Cassazione sostenendo l'inutilizzabilità delle testimonianze e dei verbali di misurazione. I giudici supremi confermano la piena validità della testimonianza diretta e degli scontrini dell'alcoltest quali prove irripetibili. La Corte dichiara il ricorso inammissibile e condanna il conducente al pagamento delle spese legali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso Penale Inammissibile: Guida in Stato di Ebbrezza e Fatti
Un Lavoratore ha presentato un ricorso penale contro la condanna per guida in stato di ebbrezza, aggravata da un incidente. Il Lavoratore contestava l'illogicità della motivazione e la mancata perizia. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale. La Corte ha ritenuto che il ricorso si basasse su questioni di fatto già valutate dai giudici precedenti e non presentasse una critica specifica alle argomentazioni della sentenza impugnata. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Prescrizione del Reato: Condanna Annullata, Sanzione Riassegnata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Lavoratore condannato per un reato stradale (guida in stato di ebbrezza). La Corte ha rilevato che era maturata la prescrizione del reato, ovvero il tempo massimo per perseguire il reato era scaduto. Per questo motivo, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio, estinguendo il reato. Di conseguenza, è stata eliminata anche la sanzione amministrativa accessoria (come la sospensione della patente). La competenza per valutare l'applicazione di tale sanzione è stata demandata al Prefetto. Il Lavoratore ha quindi ottenuto l'estinzione del reato e la cancellazione della sanzione accessoria.
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Consenso prelievo ematico: non serve per guida in stato di ebbrezza
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza dopo un incidente notturno. L'automobilista contestava la validità del prelievo ematico, sostenendo che la firma sul modulo di consenso fosse falsa e che gli accertamenti sul tasso alcolico dovessero essere inutilizzabili. Ha anche lamentato il diniego delle circostanze attenuanti generiche. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che per la guida in stato di ebbrezza il consenso al prelievo ematico non è necessario se richiesto dalla polizia giudiziaria per accertamenti alcolemici, in quanto la legge speciale non lo prevede. Ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione del diniego delle attenuanti, data la gravità della condotta.
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Guida in stato di ebbrezza: dormire in auto incidentata non scagiona
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un automobilista per guida in stato di ebbrezza e sotto l'effetto di stupefacenti, reati che avevano causato un incidente notturno. L'automobilista era stato trovato addormentato all'interno del veicolo incidentato. Il ricorso dell'imputato, che contestava la prova della guida e chiedeva la particolare tenuità del fatto, è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ribadito che il ritrovamento nel veicolo incidentato è prova sufficiente della guida e che la condotta grave (guida notturna sotto effetto di alcol e droghe con incidente) esclude la particolare tenuità del fatto.
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Ricorso Inammissibile: Guida in stato di ebbrezza, appello respinto
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione, lamentando vizi procedurali e l'errata mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'automobilista non ha fornito la documentazione necessaria per sostenere le sue lamentele, violando il principio di autosufficienza. Inoltre, la Corte ha confermato che la causa di non punibilità non poteva applicarsi a causa dell'abitualità della condotta. Il ricorso inammissibile ha comportato la condanna dell'automobilista al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile, la Cassazione conferma
Un conducente è stato condannato per guida in stato di ebbrezza, con l'aggravante di aver causato un incidente. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando l'aggravante, la valutazione del tasso alcolemico (curva alcolemica) e il diniego della sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità ricorso penale**. Ha ritenuto i motivi del ricorso generici e basati su questioni di fatto già esaminate, non su violazioni di legge. La sentenza ha ribadito che l'incidente include qualsiasi interruzione della circolazione e che l'onere di provare un tasso alcolemico inferiore al momento della guida spetta all'imputato. Il precedente penale ha giustificato il diniego del beneficio.
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Prescrizione del Reato: Condanna Annullata, Sanzione al Prefetto
Un Lavoratore è stato condannato per un reato legato alla guida (Art. 186 Codice della Strada) commesso il 25 aprile 2015. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha rilevato che il reato era estinto per prescrizione del reato al momento della decisione. La prescrizione impedisce di proseguire il processo penale. Di conseguenza, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio. La sanzione amministrativa accessoria è stata eliminata dalla sfera penale e la competenza per la sua eventuale applicazione è stata trasferita al Prefetto di Trapani.
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Sintomi evidenti e rifiuto dell’alcoltest: condanna confermata
Un automobilista mostrava chiari sintomi di alterazione da alcolici, in particolare alito vinoso e andatura barcollante. Gli agenti delle forze dell'ordine gli hanno ordinato di sottoporsi alla misurazione con etilometro, ma l'uomo ha opposto un netto diniego. Nei gradi successivi di giudizio, la difesa ha richiesto di derubricare l'accaduto nella meno grave fattispecie di guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico intermedio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. Gli Ermellini hanno ribadito che il rifiuto dell'alcoltest costituisce un reato autonomo rispetto alla guida in stato di ebbrezza accertata. Il guidatore perde definitivamente il ricorso ed è condannato al pagamento delle spese legali processuali oltre a tremila euro a favore della Cassa delle ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione del reato annulla la condanna
Un Lavoratore era stato condannato per guida in stato di ebbrezza con aggravante. Ha presentato ricorso in Cassazione, contestando l'uso illegittimo di prove (dichiarazioni inutilizzabili da un verbale di perquisizione) che avevano portato al riconoscimento di una circostanza aggravante. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha dichiarato il reato estinto per prescrizione, poiché il termine massimo di cinque anni era scaduto prima della pronuncia. Il ricorso non era manifestamente infondato, giustificando l'intervento della prescrizione del reato.
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Prescrizione del reato e guida in ebbrezza: respinto il ricorso
L'Automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza grave, guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato prima della pronuncia d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per queste contravvenzioni il termine massimo di prescrizione del reato è di cinque anni complessivi. Avendo commesso i fatti nell'aprile 2017, la prescrizione sarebbe maturata solo ad aprile 2022, mentre la sentenza d'appello è stata emessa nel novembre 2021. L'Automobilista è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione del reato annulla la condanna
Un Automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza e lesioni personali colpose. Ha presentato ricorso contro il diniego della sospensione condizionale della pena, sostenendo una motivazione insufficiente. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando che la motivazione del diniego era carente, non avendo valutato la prognosi di recidivanza. Tuttavia, la Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione, dato il tempo trascorso dalla commissione del fatto. Di conseguenza, è stata eliminata anche la sanzione amministrativa accessoria.
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