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Art. 1815 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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98 provvedimenti

Altri anni per Art. 1815 Codice Civile

Usura Interessi Moratori: Vittoria in Cassazione anche senza mora
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda ha il diritto di far dichiarare la nullità di una clausola per usura interessi moratori in un contratto di leasing, anche prima di essere in ritardo con i pagamenti. La sola presenza di una clausola con tassi usurari crea uno squilibrio contrattuale e giustifica un'azione legale immediata. I giudici di merito avevano sbagliato a ritenere la domanda non autonoma e legata solo a una richiesta di rimborso. La Corte ha annullato la loro decisione, affermando che il cliente ha sempre interesse a far accertare l'illegalità, a prescindere dal fatto che gli interessi di mora siano stati effettivamente pagati. La causa dovrà essere riesaminata.
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Usura interessi moratori: la Cassazione conferma il calcolo
Un debitore ha impugnato un'esecuzione immobiliare sostenendo la presenza di usura interessi moratori in un contratto di mutuo del 2009. La Corte d'Appello, applicando il principio di simmetria stabilito dalle Sezioni Unite, ha calcolato la soglia usuraria sommando al TEGM la maggiorazione media per la mora indicata nei decreti ministeriali. Il tasso pattuito (9,45%) è risultato inferiore alla soglia calcolata (10,935%). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il metodo di calcolo adottato è l'unico corretto. La Suprema Corte ha ribadito che non si possono sommare interessi corrispettivi e moratori per verificare l'usura, poiché riguardano fasi diverse del rapporto contrattuale.
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Usura bancaria: no alla sommatoria degli interessi
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in liquidazione relativo a un presunto caso di usura bancaria in un contratto di leasing immobiliare. La ricorrente contestava l'indeterminatezza delle clausole di indicizzazione e il superamento del tasso soglia. Gli Ermellini hanno confermato che non è ammessa la sommatoria tra interessi corrispettivi e moratori per il calcolo dell'usura, poiché le due tipologie di interessi hanno funzioni diverse. Inoltre, la Corte ha dichiarato inammissibili le contestazioni tardive sulle spese assicurative e ha escluso la nullità del contratto per la discrepanza tra tasso nominale ed effettivo, essendo quest'ultimo comunque determinabile dai documenti contrattuali.
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Usura bancaria: ricorso inammissibile se poco chiaro
Una società agricola e il suo garante hanno impugnato un contratto di leasing denunciando casi di usura bancaria e indeterminatezza dei tassi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile a causa di una tecnica espositiva oscura e della mancata specificità dei motivi. I giudici hanno confermato che la presenza di una clausola di salvaguardia esclude l'illiceità dei tassi e che le contestazioni su oneri accessori non possono essere sollevate per la prima volta in sede di appello.
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Usura bancaria: quando le commissioni sono escluse
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto dell'opposizione a un decreto ingiuntivo relativo a un contratto di factoring. Il ricorrente sosteneva la presenza di usura bancaria, ma la Corte ha ribadito che la liceità del tasso va valutata al momento della stipula (usura originaria). Inoltre, è stato chiarito che le commissioni per servizi di gestione e garanzia dei crediti, essendo estranee alla funzione di finanziamento, non devono essere computate nel calcolo del tasso soglia rilevante ai fini dell'usura.
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Usura bancaria: calcolo interessi di mora e leasing
Una società ha contestato l'usura bancaria in un contratto di leasing immobiliare del 2002, sostenendo che il tasso di mora pattuito superasse la soglia legale. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda applicando una maggiorazione automatica del 2,1% alla soglia di usura, basandosi su criteri validi solo per contratti successivi al 2003. La Cassazione ha accolto il ricorso, precisando che per i contratti antecedenti al D.M. 2003 non si può applicare tale automatismo. Tuttavia, la Corte ha confermato che l'eventuale usura del tasso di mora non rende gratuito l'intero contratto, poiché gli interessi corrispettivi restano dovuti se lecitamente pattuiti.
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Mutuo bancario: validità e limiti di finanziabilità
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in liquidazione confermando la validità del mutuo bancario come titolo esecutivo. La decisione chiarisce che il mutuo a stato avanzamento lavori si perfeziona con la disponibilità giuridica delle somme, anche se erogate successivamente alla firma. Inoltre, il superamento del limite di finanziabilità dell'80% non determina la nullità del contratto, essendo una norma di vigilanza prudenziale. Infine, la commissione di estinzione anticipata non deve essere sommata agli interessi per la verifica del tasso soglia antiusura.
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Usura leasing: i costi accessori nel calcolo del TEG
In un caso di presunta usura leasing, un garante si opponeva a un decreto ingiuntivo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che i costi accessori come le spese di incasso, di insoluto e di recupero crediti non rientrano nel calcolo del Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini dell'usura, poiché non sono direttamente collegati all'erogazione del credito. La Corte ha inoltre ribadito che la mancanza dell'Indicatore Sintetico di Costo (ISC) non causa la nullità del contratto.
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Polizza fideiussoria: quando la prescrizione si ferma?
Un gruppo di banche ha contestato una decisione che le obbligava a onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che il diritto del creditore fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ammissione al passivo nel fallimento del debitore principale interrompe la prescrizione anche nei confronti delle banche garanti. Tale atto, infatti, estende i suoi effetti ai condebitori solidali, come i fideiussori, in base all'art. 1310 c.c. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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Clausola penale leasing: quando non è usura
Una società contesta la validità di una clausola penale leasing e di interessi moratori in due contratti, sostenendone la natura usuraria. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la penale per inadempimento ha funzione risarcitoria e non rientra nel calcolo dell'usura. Inoltre, ribadisce che l'onere di provare il superamento del tasso soglia grava sul debitore, che deve fornire prove concrete e non mere allegazioni.
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Usura nel leasing: escluse penali estinzione anticipata
Una società lamentava l'usura in un contratto di leasing, sostenendo che il costo totale, inclusi interessi di mora e penali per estinzione anticipata, superasse la soglia legale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che i costi eventuali come le penali per estinzione anticipata non possono essere inclusi nel calcolo del TEG ai fini dell'usura, poiché hanno una funzione diversa dagli interessi. La Corte ha ribadito la necessaria distinzione tra interessi corrispettivi e moratori, escludendo una loro sommatoria.
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Interessi moratori usura: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene su un caso di mutuo, definendo i criteri per valutare l'usura degli interessi moratori. Si chiarisce che non vanno sommati a quelli corrispettivi. La Corte affronta anche temi procedurali come la fusione societaria in corso di causa e la modifica delle spese legali in appello, accogliendo il ricorso su quest'ultimo punto.
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Interessi usurari: contratto non gratuito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di interessi usurari di mora in un contratto di leasing non comporta la gratuità dell'intero finanziamento. Con l'ordinanza in esame, è stato chiarito che la nullità colpisce solo la clausola degli interessi moratori, i quali restano comunque dovuti nella misura dei legittimi interessi corrispettivi. La Corte ha inoltre respinto le doglianze relative alla mancata indicazione del TAEG, ritenendola non causa di nullità, e ha ribadito che per ottenere un risarcimento del danno è necessario fornire la prova specifica del pregiudizio subito, non essendo sufficiente il solo accertamento dell'usura.
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Opposizione all’esecuzione: motivi nuovi in appello
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti dell'opposizione all'esecuzione. Un debitore ha contestato un pignoramento immobiliare, introducendo in appello nuove doglianze relative all'abusiva concessione del credito. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità di tali motivi, specificando che l'oggetto del giudizio di opposizione all'esecuzione viene fissato inderogabilmente con l'atto introduttivo e non può essere ampliato successivamente.
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TAN determinabile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di finanziamento è valido anche senza l'indicazione esplicita del TAN (Tasso Annuo Nominale), a condizione che questo sia chiaramente determinabile dagli altri documenti contrattuali. Nel caso specifico, il piano di ammortamento allegato, contenente tutti i dettagli su rate, capitale e interessi, è stato ritenuto sufficiente a rendere il TAN determinabile, respingendo la richiesta di nullità parziale del contratto.
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Manipolazione Euribor: Cassazione attende la UE
In una causa relativa a un contratto di leasing, una società ha contestato la validità delle clausole sugli interessi basate sull'Euribor, denunciandone l'indeterminabilità a causa della nota manipolazione del tasso. Dopo due sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione è motivata dalla pendenza di una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, chiamata a chiarire le conseguenze della manipolazione Euribor sui contratti stipulati con i clienti finali.
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TAN determinabile: la Cassazione salva il contratto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito un principio fondamentale in materia di contratti di finanziamento. Anche se il Tasso Annuo Nominale (TAN) non è esplicitamente indicato, il contratto non è nullo se il tasso è oggettivamente determinabile. Nello specifico, la Corte ha chiarito che la nullità prevista dall'art. 117 del Testo Unico Bancario può essere superata qualora il TAN possa essere ricavato attraverso un semplice calcolo aritmetico, basato sugli altri elementi presenti nel contratto, come l'importo, la durata, le rate e il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG). La decisione riforma la sentenza di primo grado che aveva dichiarato la nullità della clausola, confermando invece la validità del contratto come ritenuto dalla Corte d'Appello, in quanto il principio del TAN determinabile era stato rispettato.
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Contratto di Mutuo senza TAN: quando è valido?
Una società farmaceutica ha contestato la validità di due contratti di mutuo a causa della mancata indicazione del Tasso Annuo Nominale (TAN). La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29818/2024, ha stabilito che un contratto di mutuo senza TAN è comunque valido se il tasso di interesse è oggettivamente determinabile. In questo caso, l'allegazione del piano di ammortamento, che specificava l'esatto ammontare degli interessi per ogni singola rata, è stata ritenuta sufficiente a soddisfare i requisiti di trasparenza e determinatezza dell'oggetto del contratto, respingendo così il ricorso della società.
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Contestazione interessi usurari e onere della prova
Una società di servizi ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di tassi usurari in un contratto di leasing. Dopo due sentenze sfavorevoli, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. La Suprema Corte ha stabilito che, in una contestazione di interessi usurari supportata da una perizia dettagliata del debitore, la semplice negazione generica da parte della banca non è una difesa sufficiente. La banca deve fornire prove specifiche sui tassi effettivamente applicati. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
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Onere della prova fideiussore: Cassazione chiarisce
Un garante ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo la nullità di una fideiussione bancaria per diverse ragioni, tra cui la violazione della normativa antitrust e l'applicazione di tassi usurari. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, ribadendo che l'onere della prova del fideiussore richiede allegazioni specifiche e prove concrete. Non è sufficiente un generico richiamo a violazioni normative o la richiesta di una consulenza tecnica d'ufficio per dimostrare l'illegittimità del contratto.
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