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Art. 1815 Codice Civile — Anno 2026

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65 provvedimenti

Altri anni per Art. 1815 Codice Civile

Interessi usurari su mutuo: Banca condannata, debito azzerato
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di alcuni contratti di mutuo stipulati per la costruzione di un parco acquatico. I giudici hanno stabilito che i tassi applicati, sia corrispettivi che di mora, erano superiori al limite legale, configurando così l'applicazione di interessi usurari su mutuo. La Corte ha chiarito che anche i finanziamenti agevolati, con contributi pubblici, devono rispettare le norme antiusura. Di conseguenza, il debito residuo preteso dalla banca è stato dichiarato inesistente, poiché i pagamenti già effettuati dal cliente avevano estinto il capitale originario, essendo nulla la clausola sugli interessi. La banca ha perso il ricorso ed è stata condannata a pagare le spese legali.
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TAEG e nullità contrattuale: l’impresa perde contro la banca
Una società commerciale ha citato in giudizio una banca, sostenendo la nullità dei contratti di mutuo per la mancata indicazione del TAEG. Secondo l'azienda, questa omissione violava gli obblighi di trasparenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: l'obbligo di indicare il TAEG riguarda esclusivamente i contratti di credito al consumo, non i finanziamenti concessi a soggetti che agiscono per scopi imprenditoriali o commerciali. Di conseguenza, per un'impresa, il rapporto tra TAEG e nullità contrattuale non sussiste. La Corte ha chiarito che il TAEG è un mero indicatore sintetico di costo e la sua assenza in un contratto aziendale non ne determina l'invalidità. La banca ha quindi vinto la causa.
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Usura nel Leasing? La Clausola di Salvaguardia Salva la Banca
La Cassazione ha esaminato un caso di leasing immobiliare risolto per inadempimento. L'azienda utilizzatrice contestava l'applicazione di interessi usurari, ma la sua richiesta è stata respinta. La Corte ha stabilito che la presenza nel contratto di una **clausola di salvaguardia** è sufficiente a escludere l'usura, poiché impegna la società di leasing a mantenere gli interessi entro i limiti di legge. Questa clausola trasforma il divieto di usura in un'obbligazione contrattuale. La Corte ha anche chiarito che, per la verifica dell'usura, gli interessi di mora non devono essere sommati a quelli corrispettivi. Di conseguenza, la risoluzione del contratto e la richiesta di restituzione dell'immobile sono state confermate.
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Ammortamento alla francese: la Cassazione conferma
Un mutuatario ha impugnato un contratto di finanziamento sostenendo che il piano di ammortamento alla francese applicato dalla banca generasse anatocismo e costi occulti usurari. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il calcolo degli interessi sul capitale residuo, tipico di questo metodo, non configura una capitalizzazione composta vietata. La decisione ribadisce che, se il piano di rimborso è chiaramente indicato nel contratto, non sussiste violazione della trasparenza né indeterminatezza del tasso, rendendo legittima la struttura della rata costante.
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Onere della prova contratti bancari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova contratti bancari spetta al correntista che agisce per far valere la nullità di clausole su interessi e commissioni. La mancata produzione del contratto impedisce al giudice di verificare le contestazioni del cliente, confermando la responsabilità del soggetto che avvia l'azione legale.
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Deduzione perdite su crediti: nuove regole Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la deduzione perdite su crediti derivante da cessione pro soluto a società di factoring è legittima se il contribuente dimostra ragioni economiche valide, come i lunghi tempi di pagamento degli enti pubblici. La sentenza chiarisce che il giudice deve valutare elementi certi e precisi, oltre alla mera inesigibilità, annullando decisioni basate su motivazioni carenti.
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Contratto autonomo di garanzia: oneri e prove
La Corte di Cassazione chiarisce la disciplina del contratto autonomo di garanzia, confermando che il garante non può opporre eccezioni relative al rapporto principale, salvo nullità per norme imperative. La decisione sottolinea inoltre che l'onere della prova nelle azioni di accertamento negativo ricade sull'attore, il quale deve produrre l'integrale documentazione contabile.
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Interessi usurari: contratto non gratuito
La Corte di Cassazione ha stabilito che la presenza di interessi usurari di mora in un contratto di leasing non comporta la gratuità dell'intero finanziamento. Con l'ordinanza in esame, è stato chiarito che la nullità colpisce solo la clausola degli interessi moratori, i quali restano comunque dovuti nella misura dei legittimi interessi corrispettivi. La Corte ha inoltre respinto le doglianze relative alla mancata indicazione del TAEG, ritenendola non causa di nullità, e ha ribadito che per ottenere un risarcimento del danno è necessario fornire la prova specifica del pregiudizio subito, non essendo sufficiente il solo accertamento dell'usura.
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Usura bancaria e interessi moratori: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due fideiussori in un caso di presunta usura bancaria. La Corte conferma che la commissione di estinzione anticipata non rientra nel calcolo del costo del credito ai fini dell'usura, se non specificamente contestato. Inoltre, ribadisce il consolidato metodo di calcolo del tasso soglia per gli interessi moratori, respingendo le doglianze dei ricorrenti.
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Tasso soglia usura: la Cassazione chiarisce i limiti
Un'impresa e il suo socio ricorrono in Cassazione contro un istituto di credito, contestando un mutuo per superamento del tasso soglia usura e violazione del limite di finanziabilità. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando il principio secondo cui gli interessi corrispettivi e quelli di mora non devono essere sommati ai fini della verifica dell'usura. La Corte ha inoltre chiarito che per il limite di finanziabilità si deve considerare il valore di mercato dell'immobile e non il prezzo indicato nell'atto di compravendita.
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Inammissibilità ricorso cassazione: motivi nuovi
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da una società contro un istituto bancario. La società lamentava l'usurarietà dei tassi in contratti di leasing e lease-back, ma il ricorso è stato respinto perché basato su questioni di fatto e motivi nuovi, non sollevati nei precedenti gradi di giudizio, violando il principio di autosufficienza.
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Interpretazione del contratto: il comportamento conta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1027/2026, chiarisce i criteri per l'interpretazione del contratto di finanziamento. Il caso riguarda una clausola di preammortamento ambigua. La Corte stabilisce che, anche nei contratti formali, il comportamento successivo delle parti è fondamentale per svelare la loro comune intenzione quando il testo letterale non è chiaro. La sentenza è stata cassata con rinvio solo per un errore di calcolo del debito residuo, confermando però il principio sull'interpretazione del contratto.
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Fido di fatto: la Cassazione sulla prescrizione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un complesso caso di diritto bancario, chiarendo aspetti fondamentali del fido di fatto e del suo impatto sulla prescrizione delle azioni di ripetizione dell'indebito. La controversia nasceva dalla richiesta di un correntista di ricalcolare il saldo del proprio conto per addebiti illegittimi, quali interessi anatocistici e usurari. La banca si difendeva eccependo la prescrizione. La Suprema Corte ha confermato che l'esistenza di un fido di fatto, anche in assenza di un contratto scritto, può essere provata con presunzioni, come la tolleranza sistematica degli scoperti. Tale affidamento rende le rimesse 'ripristinatorie' e non 'solutorie', posticipando il decorso della prescrizione alla chiusura del conto. L'ordinanza ha anche precisato le modalità di calcolo dell'usura per la commissione di massimo scoperto e cassato la sentenza d'appello per aver ricalcolato spese non oggetto di una specifica domanda del cliente.
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Onere della prova contratti bancari: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni correntisti contro un istituto di credito, ribadendo un principio fondamentale: l'onere della prova nei contratti bancari spetta a chi agisce in giudizio. I ricorrenti, pur lamentando la nullità di diverse clausole contrattuali (usura, anatocismo), non hanno prodotto i contratti in tribunale. La Corte ha stabilito che, senza il documento contrattuale, è impossibile verificare la fondatezza delle accuse, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva respinto le domande per mancata prova.
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Improcedibilità ricorso: notifica errata è fatale
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso in una controversia bancaria. La causa è stata decisa non nel merito, ma per un vizio formale insanabile: il mancato e corretto deposito della copia della sentenza impugnata con la relativa relata di notificazione. Questa omissione ha impedito alla Corte di verificare la tempestività dell'appello, portando alla sua reiezione per ragioni puramente procedurali.
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Appello inammissibile: quando manca l’interesse ad agire
Una società immobiliare ha impugnato una sentenza che, pur respingendo una domanda riconvenzionale della banca avversaria, lo faceva per motivi procedurali e non di merito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'appello inammissibile, ribadendo che non si può impugnare una decisione favorevole. La parte che vince, anche se per ragioni diverse da quelle sperate, non ha interesse ad agire e quindi non può presentare un appello inammissibile.
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Commissione massimo scoperto: quando è valida?
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito contestando la legittimità della commissione massimo scoperto (CMS) addebitata sul proprio conto corrente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. L'ordinanza stabilisce che la CMS è legittima anche per i periodi precedenti alla normativa del 2009, in quanto la legge successiva ne ha implicitamente riconosciuto la causa negoziale. Inoltre, ha ritenuto sufficientemente determinata la clausola contrattuale che ne indicava la percentuale, anche in assenza di esplicita menzione della periodicità di addebito, se quest'ultima è desumibile dal contratto.
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Opposizione all’esecuzione: motivi nuovi in appello
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce i limiti dell'opposizione all'esecuzione. Un debitore ha contestato un pignoramento immobiliare, introducendo in appello nuove doglianze relative all'abusiva concessione del credito. La Suprema Corte ha confermato l'inammissibilità di tali motivi, specificando che l'oggetto del giudizio di opposizione all'esecuzione viene fissato inderogabilmente con l'atto introduttivo e non può essere ampliato successivamente.
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TAN determinabile: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di finanziamento è valido anche senza l'indicazione esplicita del TAN (Tasso Annuo Nominale), a condizione che questo sia chiaramente determinabile dagli altri documenti contrattuali. Nel caso specifico, il piano di ammortamento allegato, contenente tutti i dettagli su rate, capitale e interessi, è stato ritenuto sufficiente a rendere il TAN determinabile, respingendo la richiesta di nullità parziale del contratto.
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Commissione massimo scoperto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni fideiussori che contestavano la validità di contratti bancari per anatocismo, usura e illegittima applicazione della commissione di massimo scoperto. La Corte ha stabilito che, per i rapporti antecedenti al 2010, la commissione di massimo scoperto deve essere confrontata separatamente con la propria soglia specifica e non sommata al Tasso Effettivo Globale (TEG) ai fini della verifica dell'usura. Gli altri motivi del ricorso sono stati ritenuti inammissibili o infondati per carenza di specificità e mancato confronto con la ratio della decisione impugnata.
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