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Art. 1815 Codice Civile — Anno 2022

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43 provvedimenti

Altri anni per Art. 1815 Codice Civile

Usura nei contratti di mutuo: la banca vince, i clienti perdono
I Mutuatari e il Terzo Garante hanno contestato due contratti di finanziamento stipulati con un istituto di credito, chiedendone la nullità per indeterminatezza dei tassi e per usura nei contratti di mutuo. Hanno inoltre richiesto la risoluzione per eccessiva onerosità a causa della variazione del tasso di cambio Lira-Ecu. Sia il Tribunale che la Corte d'Appello hanno respinto le richieste, escludendo il superamento del tasso soglia e rilevando la mancanza di prove sulla straordinarietà dell'evento economico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. I giudici hanno evidenziato che i ricorrenti non hanno rispettato il principio di autosufficienza, omettendo di allegare i documenti necessari, e hanno tentato di ridiscutere valutazioni di fatto già decise nei gradi precedenti. Di conseguenza, i clienti della banca hanno perso la causa e sono stati condannati a pagare le spese legali.
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Usura degli interessi moratori: la banca salva il suo credito
Un istituto di credito ha proposto opposizione allo stato passivo del fallimento di un'impresa per ottenere l'ammissione di un credito derivante da un mutuo garantito da ipoteca. Il Tribunale ha respinto la richiesta, ritenendo il mutuo interamente gratuito a causa del superamento del tasso soglia da parte degli interessi di mora. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della banca, stabilendo che l'eventuale usura degli interessi moratori non rende gratuito l'intero contratto. In base ai principi delle Sezioni Unite, se gli interessi moratori sono usurari, essi non sono dovuti nella misura pattuita, ma restano validi gli interessi corrispettivi lecitamente concordati. Inoltre, le penali non applicate non rilevano per il calcolo dell'usura. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Interessi usurari: la banca perde la causa contro il fallimento
Una società, poi fallita, ha citato in giudizio una banca per ottenere la restituzione di somme illegittimamente addebitate su conti correnti. La Corte d'Appello ha accertato l'applicazione di interessi usurari e ha condannato l'istituto di credito alla restituzione delle somme. La banca ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo l'erroneità del calcolo dell'usura e l'autonomia del conto di appoggio. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della banca, confermando che la commissione di massimo scoperto deve essere inclusa nel calcolo del tasso effettivo globale per verificare il superamento del tasso soglia, anche per i contratti stipulati prima del 2010. Di conseguenza, la banca perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali, oltre a subire la conferma della condanna restitutoria.
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