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Art. 173 Codice di Procedura Penale — Sezione Quinta Penale

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Altri anni per Art. 173 Codice di Procedura Penale

Bancarotta fraudolenta: tasse non pagate e condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per Bancarotta fraudolenta impropria a carico di due amministratori che hanno sistematicamente omesso il versamento di imposte e contributi. Tale condotta è stata qualificata come operazione dolosa poiché volta a finanziare l'attività d'impresa attraverso il risparmio fiscale, aggravando il dissesto. È stata inoltre confermata la responsabilità per bancarotta documentale semplice, in quanto l'irregolare tenuta delle scritture impediva la ricostruzione degli affari, a nulla rilevando la delega a professionisti esterni.
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Furto di rame: la Cassazione sulle aggravanti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un furto di rame asportato da un sito archeologico gestito da un ente pubblico. La sentenza chiarisce che le aggravanti dell'esposizione alla pubblica fede e della sottrazione di materiali da infrastrutture destinate a pubblico servizio possono cumularsi senza violare il divieto di bis in idem. Inoltre, è stato stabilito che l'aggravante specifica per il furto di componenti metalliche non richiede necessariamente la violenza sulle cose, essendo sufficiente il legame funzionale tra il bene e il servizio pubblico erogato.
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Pericolo di reiterazione e arresti domiciliari
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un'indagata sottoposta agli arresti domiciliari per furto pluriaggravato continuato. La difesa ha contestato la sussistenza del pericolo di reiterazione, sostenendo che la cessazione del rapporto di lavoro presso il luogo dei furti avesse eliminato l'occasione per delinquere. Il Tribunale del Riesame aveva invece confermato la misura basandosi sulla frequenza e sulla gravità degli episodi criminosi recenti.
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Diffamazione aggravata: video social e verità
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione aggravata a carico di un ristoratore che aveva pubblicato sui social network un video parziale di un controllo di polizia. Nonostante la difesa sostenesse l'assenza di manipolazioni tecniche del filmato, la Corte ha stabilito che l'omissione di parti cruciali dell'intervento, unita a commenti denigratori, ha alterato la verità dei fatti, escludendo l'applicazione del diritto di critica.
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Bancarotta fraudolenta documentale: i rischi per i soci
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale a carico dell'amministratore unico di una società operante nel settore immobiliare. L'imputato era accusato di aver tenuto le scritture contabili in modo irregolare, omettendo gli aggiornamenti dal 2017 fino al fallimento avvenuto nel 2019. La difesa sosteneva che l'inattività della società e la mancanza di fondi per il commercialista escludessero il dolo. I giudici hanno invece stabilito che l'obbligo di documentazione persiste fino alla cancellazione dal registro delle imprese e che la consapevolezza dell'irregolarità integra il dolo generico necessario per la condanna.
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Tentato furto: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da due imputate condannate per tentato furto in abitazione. La difesa contestava l'idoneità degli atti e l'applicazione della recidiva, sostenendo che l'organizzazione rudimentale e la giovane età dovessero escludere la colpevolezza o ridurre la pena. I giudici hanno stabilito che il ricorso era generico e mirava a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità, confermando che il tentato furto sussiste anche in presenza di condotte poco sofisticate se dirette in modo univoco al reato.
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Minacce gravi: la parola della vittima è prova
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per minacce gravi a carico di un'imputata che aveva rivolto espressioni intimidatorie a una coppia di vicini. Nonostante la difesa lamentasse la mancata audizione di testimoni a discarico e l'uso di registrazioni private, i giudici hanno stabilito che le dichiarazioni delle persone offese, se ritenute attendibili e coerenti, sono sufficienti per la condanna. La frase incriminata è stata considerata idonea a turbare la libertà psichica delle vittime, integrando pienamente il reato contestato.
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Inammissibilità ricorso cautelare e ritardi
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di inammissibilità ricorso cautelare dovuto a un ritardo estremo nella trasmissione degli atti. Nonostante il ricorso fosse stato presentato tempestivamente nel 2017, è giunto in Cassazione solo nel 2025, quando la condanna degli imputati era già diventata irrevocabile da anni, rendendo priva di interesse la decisione sulla misura cautelare.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: no spese
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'inammissibilità ricorso per cassazione, causata da una rinuncia dovuta all'eccessivo ritardo nella trasmissione degli atti, non comporta la condanna alle spese. Poiché la scarcerazione del ricorrente è avvenuta anni prima dell'esame del ricorso, la carenza di interesse non è a lui imputabile.
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Determinazione della pena: l’obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9214/2026, ha affrontato il tema della determinazione della pena in un caso di furto aggravato di energia elettrica. La Suprema Corte ha annullato la decisione di appello poiché il giudice non ha motivato adeguatamente lo scostamento dal minimo edittale, limitandosi a definire la sanzione come congrua.
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Violenza privata aggravata: condanna in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violenza privata aggravata e minaccia a carico di una donna che, insieme a un complice, ha aggredito verbalmente e pressato dipendenti comunali per ottenere documenti. La sentenza chiarisce che il concorso di persone e la gravità della condotta impediscono l'applicazione della particolare tenuità del fatto.
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Motivazione rafforzata per ribaltare l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato di un imputato precedentemente assolto in primo grado. Il caso ruota attorno alla necessità di una motivazione rafforzata quando il giudice d'appello ribalta una sentenza liberatoria. La Corte ha ritenuto che la fuga dalle forze dell'ordine e il possesso di arnesi da scasso smentiscano la tesi di un errore commesso sotto l'effetto di stupefacenti.
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Diritto di cronaca giudiziaria e diffamazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza che dichiarava la prescrizione per alcuni giornalisti accusati di diffamazione. La Corte ha stabilito che il diritto di cronaca giudiziaria era evidente, poiché gli articoli pubblicati erano fedeli agli atti d'indagine dell'epoca, nonostante lievi imprecisioni marginali dovute a omonimia.
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Sequestro probatorio: come opporsi al diniego
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari che aveva dichiarato inammissibile l'opposizione di una proprietaria al diniego di restituzione di un'imbarcazione soggetta a sequestro probatorio. Il giudice aveva erroneamente indicato il Tribunale del Riesame come unica via e aveva deciso senza udienza, violando il principio del contraddittorio necessario per valutare la persistenza delle esigenze di prova.
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Bancarotta per distrazione: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso contro una condanna per bancarotta per distrazione e documentale. Il caso riguardava il trasferimento fraudolento di beni, dipendenti e avviamento da una società prossima al dissesto a una nuova entità speculare. La Suprema Corte ha chiarito che la prescrizione decorre dalla dichiarazione di fallimento e che il travaso illecito di asset costituisce distrazione patrimoniale punibile.
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Reato permanente prescrizione: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione analizza il tema del reato permanente prescrizione in un caso di associazione a delinquere. La sentenza chiarisce che, in presenza di una contestazione cosiddetta aperta, la fine della condotta illecita non può essere fissata automaticamente alla data della sentenza di primo grado se esistono elementi che provano una cessazione anticipata, come arresti o sequestri.
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Bancarotta fraudolenta documentale: la sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per bancarotta fraudolenta documentale a carico di un soggetto che esercitava il ruolo di amministratore di fatto. La decisione chiarisce l'irrilevanza di dimissioni formali se la gestione prosegue e la tempestività necessaria per eccepire vizi procedurali legati alle notifiche.
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Prove nel furto in abitazione: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per una serie di furti aggravati, analizzando l'efficacia delle prove nel furto in abitazione. La decisione si sofferma sull'utilizzabilità delle dichiarazioni rese da testimoni deceduti prima del dibattimento e sul valore dei dati di geolocalizzazione telefonica, considerati determinanti se corroborati da intercettazioni ambientali e riconoscimenti vocali effettuati dalla polizia giudiziaria.
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Bancarotta da operazioni dolose: il punto della Corte
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di bancarotta da operazioni dolose contestata per omessi versamenti fiscali e cessioni d'azienda rischiose. I giudici hanno annullato con rinvio la condanna relativa ai debiti tributari, chiedendo un esame più approfondito sulla crisi economica dell'impresa, confermando invece la responsabilità per le condotte distrattive legate alla cessione di asset.
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Ricorso inammissibile per tardività: guida pratica
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile per tardività poiché presentato oltre il termine di quarantacinque giorni stabilito dalla legge. Il ricorrente, condannato per percosse, aveva depositato l'impugnazione telematicamente con diversi giorni di ritardo rispetto alla scadenza calcolata dal deposito della motivazione della sentenza di appello. La Corte ha confermato la condanna alle spese e una sanzione pecuniaria.
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