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Art. 173 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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Altri anni per Art. 173 Codice di Procedura Penale

Rifiuto etilometro: inammissibile ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per il reato di rifiuto etilometro. I motivi dell'appello, basati sul principio di specialità rispetto al reato di resistenza a pubblico ufficiale e sulla mancata concessione del lavoro di pubblica utilità, non hanno superato il vaglio di ammissibilità. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Rinuncia all’impugnazione: niente sanzione pecuniaria
Un indagato, dopo aver presentato ricorso contro un'ordinanza in materia di misure cautelari, ha formalizzato la rinuncia all'impugnazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle sole spese processuali. È stata esclusa la sanzione pecuniaria, poiché la rinuncia derivava da una sopravvenuta carenza di interesse per una causa non imputabile al ricorrente.
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Inammissibilità del ricorso: la Cassazione spiega
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un condannato che aveva richiesto la revisione della sentenza. La Corte ha stabilito che l'appello è inammissibile se si limita a riproporre gli stessi motivi già respinti in precedenza, senza contestare specificamente la ratio decidendi (il ragionamento giuridico) della decisione impugnata.
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Ingente quantità di stupefacenti: la condanna è valida
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per la vendita di un'ingente quantità di stupefacenti (quasi 15 kg di hashish). La sentenza chiarisce che la testimonianza del corriere, se supportata da riscontri esterni come intercettazioni e perizie foniche, è una prova valida. Inoltre, conferma che per l'aggravante dell'ingente quantità di stupefacenti, il superamento della soglia di 2.000 volte il limite tabellare è un indicatore decisivo, giustificando la condanna anche in presenza di una 'doppia conforme' dei giudici di merito.
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Ricorso inammissibile: no riesame dei fatti in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per spaccio di stupefacenti. La Suprema Corte ribadisce che un ricorso inammissibile è tale quando si limita a una rilettura dei fatti e delle prove, compito riservato ai giudici di merito, invece di sollevare questioni sulla corretta applicazione della legge.
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Pene sostitutive e pena sospesa: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La sentenza chiarisce che, per i reati commessi dopo la Riforma Cartabia, le pene sostitutive e la sospensione condizionale della pena sono incompatibili. Se il giudice di primo grado concede la pena sospesa, il giudice d'appello non può revocarla per applicare una pena sostitutiva, anche se richiesta dall'imputato, poiché ciò violerebbe il divieto di 'reformatio in peius', peggiorando la sua condizione.
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Responsabilità conducente: la Cassazione e la colpa
La Corte di Cassazione conferma la condanna per lesioni stradali a carico di un automobilista, chiarendo i criteri di attribuzione della responsabilità del conducente. Il ricorso, basato su una presunta errata valutazione della colpa "ex post", è stato dichiarato inammissibile. La Suprema Corte ha stabilito che la violazione dell'obbligo di tenere strettamente la destra, quando le condizioni della strada lo consentono, costituisce una colpa specifica e causa diretta dell'incidente, rendendo irrilevanti le argomentazioni sulla genericità della norma violata.
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Recidiva: Cassazione annulla pena per motivazione assente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di diversi imputati per reati di droga, confermando le condanne. Tuttavia, annulla con rinvio la sentenza per un imputato, poiché l'aumento di pena per la recidiva non era stato adeguatamente motivato, mancando una valutazione concreta della maggiore pericolosità sociale.
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Onere della prova etilometro: Cassazione chiarisce
Una conducente è stata condannata per guida in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico elevato. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo l'onere della prova sull'etilometro. La Corte ha stabilito che l'accusa deve fornire la prova della taratura solo se la difesa solleva dubbi specifici sul malfunzionamento dell'apparecchio. È stata inoltre negata la non punibilità per particolare tenuità del fatto a causa dell'elevato pericolo dimostrato dalla condotta.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si allunga?
La Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per omicidio colposo. L'imputato, condannato per aver causato la morte di un passeggero per guida imprudente, contestava la prescrizione. La Corte ha chiarito che in caso di violazione delle norme sulla circolazione stradale, la prescrizione omicidio colposo è più lunga, rendendo il motivo infondato. Inammissibile anche il motivo sull'uso di stupefacenti perché non sollevato in appello.
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Incidente stradale: l’aggravante per guida in ebbrezza
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza di un automobilista che aveva provocato un incidente stradale. La sentenza chiarisce che, per l'applicazione dell'aggravante, è sufficiente un collegamento materiale tra lo stato di alterazione e il sinistro, non essendo necessario dimostrare un nesso causale specifico con la violazione di una norma stradale. L'appello, basato sulla presunta inaffidabilità dell'etilometro e sulla richiesta di attenuanti, è stato dichiarato inammissibile.
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Valutazione individuale misura cautelare: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato in custodia cautelare per narcotraffico, che chiedeva gli arresti domiciliari sulla base della concessione della stessa misura a un coimputato. La sentenza ribadisce che la valutazione individuale della misura cautelare si fonda su elementi strettamente personali e non sulla posizione di altri, poiché ogni profilo di pericolosità sociale deve essere analizzato singolarmente.
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Ingiusta detenzione: quando la colpa grave la esclude
Un soggetto, assolto dopo un lungo periodo di custodia cautelare, si è visto negare il risarcimento per ingiusta detenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ritenendo che il suo tentativo di inquinare le prove durante le indagini costituisse una colpa grave, tale da aver contribuito a causare il suo arresto e a escludere il diritto all'indennizzo.
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Prescrizione reato: la Cassazione annulla condanna
Un automobilista, condannato in primo e secondo grado per guida in stato di ebbrezza, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, dichiarando l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione. La sentenza analizza in dettaglio il complesso calcolo dei termini, considerando le diverse leggi succedutesi nel tempo e i periodi di sospensione, annullando così la condanna senza necessità di un nuovo processo.
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Etilometro onere della prova: Cassazione chiarisce
Un automobilista, non punibile in appello per guida in stato di ebbrezza per tenuità del fatto, ricorre in Cassazione lamentando vizi procedurali e malfunzionamento del dispositivo. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo l'etilometro onere della prova: spetta alla difesa fornire elementi concreti per contestarne il funzionamento, non basta una generica richiesta.
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Parcheggiatore abusivo: quando scatta il reato?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per un parcheggiatore abusivo, stabilendo che per la configurazione del reato non è necessaria la richiesta o la ricezione di una somma di denaro. È sufficiente l'esercizio dell'attività senza autorizzazione da parte di un soggetto già sanzionato in via amministrativa con provvedimento definitivo. La sentenza chiarisce inoltre le regole sull'utilizzabilità degli atti processuali acquisiti con il consenso delle parti.
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Attenuanti generiche: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato lamentava la mancata motivazione sulla denegata prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva. La Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'Appello fosse sufficiente, rendendo il ricorso manifestamente infondato e condannando il ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Disastro colposo: la Cassazione sulla frana in cava
La Corte di Cassazione conferma la condanna per disastro colposo a carico degli amministratori di una società e del direttore dei lavori di una cava, a seguito di una vasta frana. La sentenza chiarisce che per configurare il reato è sufficiente un fatto distruttivo di proporzioni straordinarie che esponga a un concreto e reale rischio la pubblica incolumità, non essendo necessario un danno già verificatosi. Viene inoltre ribadita la responsabilità del direttore dei lavori per omessa vigilanza, anche se nominato dopo l'inizio delle attività illecite.
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Gravi indizi di colpevolezza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e tentata estorsione. La Corte ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza, basati principalmente su intercettazioni telefoniche, e ha respinto le argomentazioni della difesa sulla non punibilità del tentativo e sulla mancanza di prove dell'appartenenza al sodalizio. La sentenza chiarisce i criteri per la valutazione delle prove in fase cautelare e la portata della presunzione di pericolosità per i reati associativi.
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Pericolo di recidiva: la Cassazione e le misure cautelari
La Corte di Cassazione conferma un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso di un indagato. La sentenza stabilisce che la valutazione del pericolo di recidiva non può basarsi su mere presunzioni, ma richiede un'analisi concreta e attuale della personalità dell'individato, valorizzando anche precedenti penali recenti, nonostante il tempo trascorso dai fatti contestati.
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