LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 173 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

Pagina 22 di 31

620 provvedimenti

Altri anni per Art. 173 Codice di Procedura Penale

Scambio elettorale: annullata misura cautelare
Un politico, accusato di scambio elettorale politico-mafioso per aver promesso benefici al leader di un clan in cambio di voti, si è visto annullare la misura degli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha ritenuto che il Tribunale del Riesame non avesse adeguatamente motivato la sussistenza attuale del pericolo di reiterazione del reato, soprattutto alla luce della comprovata ostilità sopravvenuta tra il politico e il suo ex referente criminale.
Continua »
Truffa SEPA: la banca è vittima anche con controlli auto
La Cassazione ha confermato la condanna per truffa SEPA a un individuo che, simulando un rapporto commerciale, ha ottenuto un accredito indebito. Sebbene l'inganno fosse rivolto a una banca estera, la banca italiana che ha processato il pagamento e subito una perdita economica è stata considerata vittima del reato e legittimata a sporgere querela. La Corte ha ritenuto irrilevante che i controlli fossero automatici.
Continua »
Concorso in rapina: il ruolo dell’autista nella fuga
Una donna è stata condannata in via definitiva per concorso in rapina per aver fatto da autista a un uomo che aveva rapinato un supermercato. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, sostenendo che il suo comportamento (attendere in auto, partecipare alla fuga e tentare di eludere la polizia) dimostrava in modo inequivocabile la sua partecipazione consapevole al crimine. L'assoluzione, in un diverso processo, del presunto esecutore materiale non è stata ritenuta rilevante per escludere la sua colpevolezza.
Continua »
Sorveglianza speciale: detenzione e corsi di recupero
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, chiarendo principi fondamentali. Ha stabilito che la custodia cautelare in corso non attenua la pericolosità sociale, anzi la conferma, a differenza della detenzione in esecuzione di pena. Inoltre, ha qualificato l'obbligo di partecipare a corsi di recupero sulla violenza di genere non come trattamento sanitario coattivo, ma come una prescrizione rieducativa. Infine, ha ribadito che anche le prescrizioni standard devono essere motivate caso per caso, respingendo dubbi di costituzionalità.
Continua »
Recidiva: la Cassazione sulla valutazione del giudice
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui ricorsi di diversi imputati condannati dalla Corte di Appello per vari reati, tra cui riciclaggio e associazione per delinquere. La Suprema Corte ha annullato la sentenza per due imputati, rinviando a un nuovo giudizio d'appello. I motivi dell'annullamento riguardano l'errata applicazione della recidiva, che richiede una motivazione concreta sulla pericolosità del reo, e il mancato riconoscimento della continuazione tra reati giudicati in procedimenti diversi. Gli altri ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
Continua »
Reato associativo: Cassazione conferma condanne
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per diversi imputati accusati di reato associativo finalizzato al traffico di stupefacenti e autoriciclaggio. La sentenza chiarisce i criteri per distinguere l'associazione a delinquere dal semplice concorso di persone nel reato, sottolineando l'importanza di una struttura organizzata stabile, anche se rudimentale, e della volontà comune di commettere un programma criminoso indeterminato. La Corte ha ritenuto irrilevante la breve durata dell'operatività del gruppo e ha confermato la sussistenza del reato di autoriciclaggio nel reinvestimento dei proventi illeciti in un'attività commerciale.
Continua »
Rimedio ex art. 115-bis c.p.p.: No a Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro un decreto di 'non luogo a provvedere' su un'istanza per violazione della presunzione di innocenza. La Corte ha chiarito che il corretto strumento processuale non è il ricorso per abnormità, ma lo specifico rimedio ex art. 115-bis c.p.p., ovvero l'opposizione al capo dell'ufficio giudiziario che ha emesso il provvedimento.
Continua »
Animus necandi: Cassazione annulla tentato omicidio
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una condanna per tentato omicidio tra fratelli, ritenendo insufficiente la prova dell'animus necandi (l'intenzione di uccidere). La Corte ha stabilito che i giudici di merito non hanno adeguatamente valutato elementi cruciali come la parte del corpo colpita, l'unicità del colpo e le dichiarazioni dell'imputato, che suggerivano un'intenzione diversa da quella omicida. Sono state invece respinte le tesi della legittima difesa e della provocazione, in quanto l'imputato aveva volontariamente innescato la situazione di pericolo.
Continua »
Revoca sospensione condizionale: limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di Appello nella parte in cui revocava la sospensione condizionale della pena a un imputato. La decisione si fonda sul principio che il giudice d'appello non può peggiorare la posizione dell'imputato su un punto non specificamente impugnato dal Pubblico Ministero. In questo caso, la revoca sospensione condizionale è stata considerata illegittima perché decisa oltre i limiti del ricorso presentato.
Continua »
Guida in stato di ebbrezza: prova e sanzioni
Un automobilista, assolto dal reato di guida in stato di ebbrezza per insufficienza di prove sul superamento della soglia penale, si vede comunque trasmettere gli atti al Prefetto per l'applicazione della sanzione amministrativa. La Corte di Cassazione ha confermato che i soli elementi sintomatici, come occhi arrossati e difficoltà di eloquio, pur non bastando per una condanna penale, possono essere sufficienti a configurare l'illecito amministrativo (tasso alcolemico tra 0,5 e 0.8 g/l), legittimando la decisione del giudice.
Continua »
Riciclaggio veicoli: consumato o tentato? La Cassazione
La Corte di Cassazione analizza un caso di riciclaggio veicoli, confermando che il semplice smontaggio di un'auto rubata integra il reato consumato, non solo tentato. Tuttavia, annulla la sentenza limitatamente alla pena, ritenendo illogica la motivazione del giudice d'appello su recidiva e attenuanti, che aveva penalizzato l'imputato per aver esercitato i suoi diritti di difesa.
Continua »
Estradizione passiva: i limiti del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero, richiesto per omicidio e rapina, contro l'ordinanza che negava la sostituzione della custodia in carcere. In tema di estradizione passiva, il ricorso è limitato alla sola violazione di legge, escludendo una nuova valutazione del pericolo di fuga basata sulla gravità dei reati e sullo status di soggiorno irregolare.
Continua »
Falsa dichiarazione patrocinio: la Cassazione decide
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino condannato per falsa dichiarazione patrocinio a spese dello Stato. L'imputato aveva indicato un reddito inferiore al reale basandosi su un'attestazione ISEE. La Corte ha ribadito che l'ISEE non è valido per questo scopo e che la notevole differenza tra il reddito dichiarato e quello effettivo dimostra il dolo, rendendo la condotta punibile.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso stradale
Un automobilista, condannato per omicidio stradale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per Cassazione, sottolineando la mancanza di un interesse concreto ad impugnare. Il motivo del ricorso, relativo agli effetti della remissione di querela per le lesioni, non era stato sollevato nel precedente grado di appello e il ricorrente non ha dimostrato quale pregiudizio concreto avrebbe subito, rendendo l'impugnazione inammissibile.
Continua »
Contrasto dispositivo motivazione: quando è tardi?
Un motociclista, condannato per omicidio stradale, ricorre in Cassazione lamentando una nullità per via di un contrasto tra dispositivo e motivazione nella sentenza di primo grado. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile poiché la questione, non sollevata nei motivi d'appello, ha interrotto la catena devolutiva, precludendo l'esame nel giudizio di legittimità.
Continua »
Reformatio in peius: no a pene più severe in appello
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di tre imputati condannati per associazione a delinquere e furti. Ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati, ma ha accolto quello del terzo, annullando la sentenza d'appello per violazione del divieto di reformatio in peius. La Corte territoriale aveva infatti aumentato la pena pecuniaria nonostante l'appello fosse stato presentato esclusivamente dall'imputato, un errore censurato dalla Suprema Corte.
Continua »
Responsabilità comodante: quando è reato non regolare l’uso
La Corte di Cassazione conferma la condanna per disastro ferroviario colposo a carico dei proprietari di un terreno che lo avevano concesso in comodato d'uso gratuito a un'impresa edile. L'impresa, utilizzando una gru, ha causato il deragliamento di un treno. La Suprema Corte ha stabilito che la responsabilità comodante sorge non per un generico obbligo di vigilanza, ma per l'omissione, al momento della stipula del contratto, di definire chiaramente le limitazioni d'uso del terreno, data la sua pericolosa vicinanza alla linea ferroviaria. Omettendo tali clausole, i proprietari sono diventati co-gestori del rischio.
Continua »
Ricorso inammissibile: fatture false e motivazione
La Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per l'uso di fatture false, sottolineando la genericità dei motivi di appello. La Corte conferma la condanna basata sulla manifesta inesistenza della struttura aziendale dei fornitori, ritenendo irrilevante la mancata prova del ritorno monetario. Viene ribadito che un ricorso inammissibile non può beneficiare della prescrizione maturata successivamente.
Continua »
Riparazione ingiusta detenzione: niente risarcimento
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un individuo assolto dall'accusa di porto illegale d'arma. Nonostante l'assoluzione, la sua condotta, consistita nel modificare una pistola giocattolo per farla apparire vera e nel portarla in un luogo pubblico dopo un alterco, è stata ritenuta una colpa grave che ha causato l'intervento dell'autorità giudiziaria e la conseguente misura cautelare.
Continua »
Continuazione tra reati: la Cassazione chiarisce
Un soggetto condannato per associazione di tipo mafioso e, separatamente, per usura, ha richiesto l'applicazione della continuazione tra reati, sostenendo che entrambi derivassero da un unico disegno criminoso. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione dei giudici di merito. Secondo la Suprema Corte, per riconoscere la continuazione è necessaria la prova di un'unica programmazione iniziale che abbracci tutti i delitti. In questo caso, non è emerso che il reato di usura, commesso anni dopo la costituzione del sodalizio, fosse stato previsto fin dall'inizio, configurandosi piuttosto come una scelta successiva e non come parte del piano originario.
Continua »