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Art. 173 Codice di Procedura Penale — Anno 2026

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620 provvedimenti

Altri anni per Art. 173 Codice di Procedura Penale

Minacce gravi: la parola della vittima è prova
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per minacce gravi a carico di un'imputata che aveva rivolto espressioni intimidatorie a una coppia di vicini. Nonostante la difesa lamentasse la mancata audizione di testimoni a discarico e l'uso di registrazioni private, i giudici hanno stabilito che le dichiarazioni delle persone offese, se ritenute attendibili e coerenti, sono sufficienti per la condanna. La frase incriminata è stata considerata idonea a turbare la libertà psichica delle vittime, integrando pienamente il reato contestato.
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Omicidio stradale: la prova indiziaria nel sorpasso
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per omicidio stradale a carico di una conducente che, durante un sorpasso, ha urtato un ciclista causandone il decesso. Nonostante l'assenza di tracce di pneumatici sulla bicicletta, i giudici hanno ritenuto provata la responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio. La decisione si fonda su un solido quadro indiziario: la compatibilità dei danni sulla carrozzeria dell'auto con il manubrio del velocipede, l'assenza di altri veicoli e le lesioni della vittima incompatibili con una caduta accidentale. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché contestava valutazioni di merito già confermate in appello.
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Permesso premio: negato se manca revisione critica
La Corte di Cassazione ha confermato il diniego di un permesso premio a un condannato per violenza sessuale su minore. Nonostante la condotta carceraria corretta e i pareri favorevoli, la mancanza di una reale revisione critica del reato e la persistente negazione dei fatti hanno determinato il rigetto del beneficio per via dell'elevata pericolosità sociale.
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Notifica udienza camerale: quando è nulla
Il provvedimento analizza l'annullamento di un'ordinanza per mancata notifica udienza camerale. Un soggetto, già detenuto e poi trasferito in affidamento terapeutico, non aveva ricevuto la comunicazione della data dell'udienza poiché inviata al precedente istituto carcerario. La Suprema Corte ha stabilito che tale omissione configura una nullità assoluta e insanabile, rendendo necessario un rinvio al tribunale di merito per un nuovo esame del caso che garantisca il rispetto del diritto di difesa.
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Inammissibilità ricorso cautelare e ritardi
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di inammissibilità ricorso cautelare dovuto a un ritardo estremo nella trasmissione degli atti. Nonostante il ricorso fosse stato presentato tempestivamente nel 2017, è giunto in Cassazione solo nel 2025, quando la condanna degli imputati era già diventata irrevocabile da anni, rendendo priva di interesse la decisione sulla misura cautelare.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: no spese
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'inammissibilità ricorso per cassazione, causata da una rinuncia dovuta all'eccessivo ritardo nella trasmissione degli atti, non comporta la condanna alle spese. Poiché la scarcerazione del ricorrente è avvenuta anni prima dell'esame del ricorso, la carenza di interesse non è a lui imputabile.
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Determinazione della pena: l’obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 9214/2026, ha affrontato il tema della determinazione della pena in un caso di furto aggravato di energia elettrica. La Suprema Corte ha annullato la decisione di appello poiché il giudice non ha motivato adeguatamente lo scostamento dal minimo edittale, limitandosi a definire la sanzione come congrua.
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Corruzione per atto d’ufficio: serve prova accordo
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per corruzione per atto d'ufficio. Il caso riguardava un funzionario pubblico accusato di aver ricevuto benefici privati in cambio di informazioni su finanziamenti regionali. La Suprema Corte ha chiarito che la coincidenza temporale tra una dazione e un atto d'ufficio non prova automaticamente il reato, richiedendo invece la prova di un nesso causale specifico tra utilità e funzione.
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Reato continuato in esecuzione: calcolo della pena
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio un'ordinanza che, pur riconoscendo il reato continuato in esecuzione tra due condanne, aveva negato effetti pratici sulla pena residua. La Corte ha stabilito che il giudice deve motivare rigorosamente il calcolo della fungibilità e dello scomputo dei periodi già espiati secondo l'art. 657 c.p.p.
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Espulsione straniero e protezione internazionale
La Corte di Cassazione ha annullato un provvedimento di espulsione straniero poiché il Tribunale di sorveglianza non ha adeguatamente valutato i pericoli nel Paese d'origine e la pendenza di una domanda di protezione internazionale. La Corte ha ribadito che l'allontanamento è illegittimo se espone il soggetto a rischi per l'incolumità o se viola il diritto di soggiorno durante l'esame della domanda di asilo.
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Confisca beni sproporzione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca beni sproporzione applicata a un soggetto socialmente pericoloso. Il ricorrente non è riuscito a dimostrare la provenienza lecita di un immobile e di denaro contante, nonostante l'allegazione di redditi d'impresa e vincite al gioco non documentate correttamente.
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Reato continuato e mafia: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso del riconoscimento del reato continuato e mafia per un soggetto condannato in due diversi processi per associazione mafiosa. Il giudice dell'esecuzione aveva negato il vincolo a causa di un intervallo detentivo di dieci anni, ma la Suprema Corte ha annullato la decisione, stabilendo che la carcerazione non interrompe automaticamente l'unicità del disegno criminoso nelle associazioni di stampo mafioso.
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Reato di rapina: violenza sulla persona e furto
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza del Tribunale di Brescia che aveva riqualificato un episodio di sottrazione di un orologio come furto. Secondo gli Ermellini, il reato di rapina sussiste ogniqualvolta venga esercitata una violenza fisica, anche minima, sulla persona per vincerne la resistenza, e non solo sulla cosa sottratta.
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Violenza privata aggravata: condanna in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per violenza privata aggravata e minaccia a carico di una donna che, insieme a un complice, ha aggredito verbalmente e pressato dipendenti comunali per ottenere documenti. La sentenza chiarisce che il concorso di persone e la gravità della condotta impediscono l'applicazione della particolare tenuità del fatto.
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Motivazione rafforzata per ribaltare l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato di un imputato precedentemente assolto in primo grado. Il caso ruota attorno alla necessità di una motivazione rafforzata quando il giudice d'appello ribalta una sentenza liberatoria. La Corte ha ritenuto che la fuga dalle forze dell'ordine e il possesso di arnesi da scasso smentiscano la tesi di un errore commesso sotto l'effetto di stupefacenti.
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Diritto di cronaca giudiziaria e diffamazione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza che dichiarava la prescrizione per alcuni giornalisti accusati di diffamazione. La Corte ha stabilito che il diritto di cronaca giudiziaria era evidente, poiché gli articoli pubblicati erano fedeli agli atti d'indagine dell'epoca, nonostante lievi imprecisioni marginali dovute a omonimia.
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Custodia cautelare in carcere: quando è legittima
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della custodia cautelare in carcere per un soggetto accusato di plurime rapine aggravate. La decisione sottolinea l'importanza di una valutazione globale degli indizi e del concreto pericolo di recidiva, rigettando il ricorso dell'indagato basato su critiche frammentarie agli elementi probatori raccolti.
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Sequestro di persona estorsivo: la prova del reo
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare per un indagato accusato di sequestro di persona estorsivo legato a un traffico di stupefacenti. Nonostante le eccezioni della difesa su un errore materiale nell'ordinanza e l'invocazione dello stato di necessità, i giudici hanno ritenuto solidi gli indizi basati su intercettazioni e riconoscimenti vocali.
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Sequestro probatorio: come opporsi al diniego
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Giudice per le indagini preliminari che aveva dichiarato inammissibile l'opposizione di una proprietaria al diniego di restituzione di un'imbarcazione soggetta a sequestro probatorio. Il giudice aveva erroneamente indicato il Tribunale del Riesame come unica via e aveva deciso senza udienza, violando il principio del contraddittorio necessario per valutare la persistenza delle esigenze di prova.
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Misura cautelare in carcere: guida alla sentenza
La Corte di Cassazione ha confermato la misura cautelare in carcere per due soggetti indagati per detenzione di cocaina a fini di spaccio. La decisione ribadisce che il pericolo di recidiva è concreto quando supportato dal rinvenimento di materiale per il confezionamento e che la custodia in carcere è necessaria se il domicilio per gli arresti non è documentato.
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