LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1669 Codice Civile

Pagina 14 di 17

332 provvedimenti

Responsabilità del progettista e nesso causale
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del progettista per un ascensore rumoroso, poiché il suo progetto iniziale, seppur irrealizzabile, non fu mai eseguito. La decisione del costruttore di installare autonomamente un modello diverso e difettoso ha interrotto il nesso causale, addossando a quest'ultimo l'intera colpa del vizio. La Corte ha chiarito che il nesso causale tra progetto e danno deve essere provato da chi richiede il risarcimento.
Continua »
Appello e istanze istruttorie: la Cassazione decide
Una società committente fa causa a un'impresa appaltatrice per gravi vizi in un'opera distrutta da un incendio. Il Tribunale dichiara la nullità della domanda. La Corte d'Appello riforma la sentenza ma rigetta l'appello ritenendo inammissibili le istanze istruttorie. La Cassazione interviene, stabilendo che, una volta superata la questione processuale, il giudice d'appello deve esaminare nel merito le prove riproposte. Questo caso evidenzia l'importanza di una corretta gestione dell'appello e delle istanze istruttorie.
Continua »
Legittimazione amministratore condominio: la Cassazione
Una società costruttrice ricorre in Cassazione contro la condanna al risarcimento danni per gravi vizi in un condominio. La Corte conferma la legittimazione amministratore condominio ad agire per i difetti originati nelle parti comuni, anche se causano danni alle proprietà private, quando l'edificio è compromesso nella sua unitarietà. Accoglie invece il motivo sul compenso non dovuto al professionista per l'attività di mediazione immobiliare svolta senza iscrizione all'albo.
Continua »
Difetti costruttivi: quando scatta la prescrizione?
Un acquirente di un immobile ha citato in giudizio l'impresa costruttrice per difetti costruttivi manifestatisi con forte rumorosità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte ha stabilito che, in caso di difetti immediatamente percepibili, il termine di prescrizione decorre dalla loro scoperta, senza necessità di attendere perizie tecniche che ne accertino la causa e la gravità. Inoltre, non è stata fornita la prova del danno effettivo.
Continua »
Clausola arbitrale e litisconsorzio necessario
La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice ordinario prevale su una clausola arbitrale quando si crea un litisconsorzio necessario a seguito di una domanda di regresso. La competenza si determina al momento della proposizione della domanda, e la successiva estromissione della parte che ha generato il litisconsorzio non è rilevante per modificare la giurisdizione già radicata.
Continua »
Responsabilità condominio: chi paga per i danni?
Un condòmino subisce danni al proprio appartamento a causa di lavori di ristrutturazione della facciata condominiale. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, conferma la responsabilità del condominio in solido con l'impresa appaltatrice. Il provvedimento chiarisce che il condominio, in qualità di custode delle parti comuni, ha una responsabilità oggettiva ai sensi dell'art. 2051 c.c. e può essere esonerato solo provando il caso fortuito, non essendo sufficiente il semplice trasferimento della custodia all'appaltatore.
Continua »
Gravi difetti: quando un vizio è risarcibile? La Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che non tutti i vizi di costruzione rientrano nella categoria dei "gravi difetti" secondo l'art. 1669 c.c. Nel caso specifico di macchie di umidità causate da una cappa da cucina difettosa, la Corte ha confermato la decisione d'appello, negando il risarcimento. Si è chiarito che, per essere considerati gravi, i difetti, anche se relativi a elementi accessori, devono compromettere in modo apprezzabile la funzionalità e il godimento dell'immobile, cosa non avvenuta in questa fattispecie. È stata inoltre esclusa l'applicabilità della tutela risarcitoria generale dell'art. 2043 c.c., poiché le tutele specifiche per i vizi della cosa venduta prevalgono.
Continua »
Responsabilità appaltatore: quando è esente da colpa?
Un'impresa edile e il suo direttore lavori, condannati a risarcire i danni a un immobile vicino, si sono visti negare la richiesta di manleva verso il subappaltatore. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, chiarendo i principi sulla responsabilità appaltatore: quest'ultimo è sempre responsabile per i vizi dell'opera, a meno che non dimostri di aver contestato i difetti del progetto e di aver agito come mero esecutore ("nudus minister") su insistenza del committente.
Continua »
Giudizio di rinvio: limiti alle nuove eccezioni
La Corte di Cassazione stabilisce che nel giudizio di rinvio non è ammissibile sollevare un'eccezione basata su un accordo transattivo stipulato prima della sentenza di Cassazione che ha disposto il rinvio. Tale eccezione, essendo fondata su un fatto non sopravvenuto, doveva essere dedotta nel precedente giudizio di legittimità. La Corte ha quindi cassato la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente dichiarato cessata la materia del contendere sulla base di tale transazione.
Continua »
Domanda riconvenzionale: quando è valida in appalto
In una causa per vizi in un contratto d'appalto, la Cassazione ha validato la domanda riconvenzionale del costruttore per il pagamento del saldo. L'ordinanza chiarisce che una procura legale ampia include il potere di proporre tale domanda e che modificarla da accertamento a condanna è legittimo. È stato inoltre confermato che l'azione dei committenti era prescritta, individuando il momento della scoperta dei vizi nel deposito di una perizia in un precedente giudizio.
Continua »
Difetto di giurisdizione: RUP risponde alla Corte dei Conti
Un'amministrazione pubblica cita in giudizio i responsabili per i gravi vizi di un'opera pubblica. Il Tribunale, con sentenza parziale, dichiara il proprio difetto di giurisdizione nei confronti del Responsabile Unico del Procedimento (RUP), affermando la competenza esclusiva della Corte dei Conti per le azioni di responsabilità contro i dipendenti pubblici. La causa prosegue in sede civile solo per gli altri soggetti privati coinvolti.
Continua »
Vizi dell’opera: appalto e tutele legali nel 2024
Un condominio cita in giudizio un'impresa per vizi dell'opera relativi a un impianto di termoregolazione. Il Tribunale rigetta la domanda di risoluzione del contratto, riqualificandola secondo la disciplina speciale dei vizi in materia di appalto. Poiché l'azione legale è stata intrapresa oltre il termine di prescrizione di due anni dalla consegna, la domanda viene respinta, condannando il condominio al pagamento delle spese legali.
Continua »
Prescrizione art. 1669 c.c.: no all’azione ex 2043
Una proprietaria agiva contro il direttore dei lavori per gravi difetti di costruzione. La domanda è stata respinta per prescrizione art. 1669 c.c. La Cassazione ha confermato che, se la fattispecie rientra nella norma speciale (art. 1669 c.c.), non è possibile "ripiegare" sull'azione generale di risarcimento (art. 2043 c.c.) una volta che la prima sia prescritta. La specialità della norma prevale.
Continua »
Contratto di appalto: quando prevale sulla vendita
Un'impresa acquista un capannone prefabbricato e in seguito lamenta dei vizi. La Corte di Cassazione chiarisce la distinzione tra contratto di vendita e contratto di appalto, fondamentale per stabilire i termini della garanzia. In questo caso, viene qualificato come contratto di appalto poiché l'obbligazione di "fare" (progettazione e montaggio) prevale su quella di "dare" (la fornitura dei materiali). Di conseguenza, la denuncia tardiva dei vizi da parte dell'acquirente ha comportato la perdita del diritto alla garanzia.
Continua »
Estinzione del giudizio: rinuncia chiude il caso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio in una causa per gravi difetti in alloggi di edilizia residenziale. La decisione segue la rinuncia al ricorso da parte dei proprietari e la successiva accettazione da parte del Comune convenuto. La Corte, applicando gli articoli 390 e 391 c.p.c., ha terminato il procedimento senza pronunciarsi nel merito e senza regolare le spese processuali.
Continua »
Nullità compravendita immobiliare: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una compravendita immobiliare per difformità urbanistiche non dichiarate nell'atto di vendita. La sentenza chiarisce che la nullità sussiste sia per vizi formali (omessa menzione di tutti i titoli edilizi) sia sostanziali (immobile non conforme), a prescindere dalla potenziale sanabilità delle irregolarità. Viene inoltre esclusa la responsabilità del direttore dei lavori, attribuendo l'intera colpa alla condotta del venditore che ha stipulato il rogito pur consapevole delle pendenze amministrative.
Continua »
Responsabilità costruttore: la presunzione di colpa
La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di gravi difetti di costruzione, vige una presunzione di responsabilità del costruttore. In un caso di infiltrazioni d'acqua, la Corte d'Appello aveva erroneamente addossato l'onere della prova agli acquirenti. La Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che spetta al costruttore dimostrare con fatti precisi di non essere responsabile, ripristinando così una tutela fondamentale per gli acquirenti di immobili.
Continua »
Potere amministratore condominio: sì all’azione danni
La Corte di Cassazione ha stabilito che rientra nel potere dell'amministratore di condominio agire in giudizio per il risarcimento dei danni alle parti comuni, senza necessità di una specifica autorizzazione assembleare. Il caso nasceva dalla richiesta di pagamento di un'impresa edile, a cui il condominio si opponeva con una domanda riconvenzionale per vizi nelle opere. La Corte ha confermato che l'azione risarcitoria è uno strumento per la conservazione dei beni comuni, legittimamente esercitabile dall'amministratore.
Continua »
Proroga termine lodo: quando è valida l’eccezione?
Una società committente ha impugnato un lodo arbitrale sostenendo che fosse stato emesso oltre i termini. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che la proroga del termine del lodo arbitrale, se prevista dalla legge (ex lege) per atti istruttori, scatta automaticamente. L'eccezione di decadenza per superamento del termine deve essere sollevata prima che si verifichi l'evento che causa tale proroga automatica, altrimenti risulta tardiva e inefficace.
Continua »
Responsabilità extracontrattuale appaltatore: il caso
La Corte di Cassazione conferma la condanna solidale dell'impresa costruttrice e dell'impresa appaltatrice per gravi vizi in un condominio. Viene ribadito che la responsabilità extracontrattuale dell'appaltatore ai sensi dell'art. 1669 c.c. sussiste anche nei confronti degli acquirenti, i quali possono agire direttamente contro di essa, e che rientra nel potere del giudice qualificare giuridicamente i fatti, senza incorrere nel vizio di extrapetizione.
Continua »