La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un uomo condannato per truffa aggravata dalla recidiva. L'imputato aveva acquistato materiale edile pagando con assegni privi di copertura, dissimulando la propria insolvenza. Tuttavia, la difesa ha eccepito l'intervenuta prescrizione del reato di truffa, sostenendo che il termine massimo fosse scaduto prima della sentenza di primo grado. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, rilevando che la contestazione della recidiva era avvenuta tardivamente, ovvero quando il reato era già estinto. Poiché il termine di sette anni e mezzo era decorso nel maggio 2024, ben prima della decisione del Tribunale, la condanna è stata annullata senza rinvio.
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