Una donna, condannata in appello per trasferimento fraudolento di valori per aver intestato fittiziamente beni e denaro a un'altra persona, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, pur ritenendo validi gli atti procedurali, ha accolto la tesi difensiva sulla prescrizione. I giudici hanno calcolato che il tempo massimo per punire il reato era scaduto, partendo dall'ultima operazione illecita del giugno 2013. Di conseguenza, la Cassazione ha annullato la sentenza di condanna senza un nuovo processo, dichiarando il reato estinto. La donna, pur condannata nei gradi precedenti, esce vittoriosa dal giudizio finale.
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