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Art. 159 Codice Penale — Sezione Terza Penale

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120 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Abuso edilizio: Cassazione su prescrizione e sismica
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati condannati per abuso edilizio. La sentenza chiarisce principi fondamentali sulla prescrizione dei reati edilizi, qualificati come permanenti, il cui termine decorre solo dalla cessazione dell'attività illecita (es. ultimazione dei lavori o sequestro). Viene inoltre confermato che le normative antisismiche si applicano non solo alle opere in cemento armato, ma anche a quelle con struttura metallica, data la loro potenziale pericolosità in zone sismiche.
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Riduzione pena rito abbreviato: Cassazione e prescrizione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per gestione illecita di rifiuti a causa della prescrizione. Il caso è stato innescato da un errore del giudice di merito nel calcolare la riduzione pena rito abbreviato: per le contravvenzioni, la diminuzione deve essere della metà e non di un terzo. L'accoglimento di questo motivo di ricorso ha portato la Corte a dichiarare l'estinzione del reato per il decorso del tempo.
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Prescrizione reati tributari: la Cassazione decide
Un amministratore condannato per omesso versamento IVA ricorre in Cassazione. La Corte annulla la sentenza per intervenuta prescrizione reati tributari, spiegando come il termine di 7 anni e 6 mesi fosse già scaduto prima della sentenza d'appello, nonostante le interruzioni.
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Prescrizione e confisca: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per dichiarazione fraudolenta. Sebbene un motivo di ricorso sulla sospensione della prescrizione sia stato respinto, l'accoglimento di un altro motivo relativo a un errore nel calcolo della confisca per equivalente ha comportato il decorso del termine massimo di prescrizione per il reato residuo. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato e ha revocato la confisca, sottolineando anche l'irretroattività delle norme più severe in materia di confisca post-prescrizione.
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Omesso versamento IVA e concordato: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imprenditrice condannata per omesso versamento IVA. La sentenza ribadisce che la presentazione di una domanda di concordato preventivo, successiva alla scadenza del debito tributario, non esclude il reato. Anche la crisi di liquidità non funge da scusante se non si dimostra di aver tentato ogni azione possibile, anche sul patrimonio personale, per adempiere all'obbligazione fiscale. La Corte ha confermato la condanna e la correttezza della pena inflitta.
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Abuso edilizio permanente: no alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti condannati per la realizzazione di un'opera abusiva. La sentenza chiarisce che in caso di abuso edilizio permanente, la prescrizione non decorre finché l'attività illecita non cessa definitivamente. La Corte ha ritenuto che la prosecuzione dei lavori, anche dopo un sequestro, impedisce l'estinzione del reato, confermando la condanna e respingendo le tesi difensive sulla natura pertinenziale dell'opera e sulla particolare tenuità del fatto.
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Gestione illecita di rifiuti: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per gestione illecita di rifiuti. La Corte chiarisce i criteri di calcolo della prescrizione alla luce della Riforma Orlando e ribadisce l'impossibilità di rivalutare i fatti in sede di legittimità. La condanna viene confermata, con l'addebito delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria a carico del ricorrente.
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Scarico abusivo: la prova olfattiva è sufficiente?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un amministratore di una società di demolizioni condannato per scarico abusivo di reflui industriali e molestie olfattive. La Corte ha confermato la condanna per lo scarico abusivo, ritenendo sufficienti la prova testimoniale e quella olfattiva (odore di idrocarburi) a fronte dell'inutilizzabilità dei campioni analizzati in laboratorio. Ha invece annullato per prescrizione il reato di molestie olfattive, non essendo stata provata la natura permanente delle emissioni.
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Permesso di costruire: quando il ripristino è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per abusi edilizi nei confronti di un gestore di un camping che aveva realizzato una platea in cemento armato in un'area protetta. L'imputato sosteneva si trattasse di un mero ripristino, ma per i giudici le dimensioni e la natura dell'opera la qualificavano come nuova costruzione, necessitando quindi di un apposito permesso di costruire. La Corte ha inoltre chiarito importanti aspetti sulla prescrizione dei reati.
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Occultamento documenti contabili: reato permanente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imprenditore per il reato di occultamento di documenti contabili, definendolo un reato permanente la cui prescrizione decorre solo dalla fine dell'accertamento fiscale. La sentenza chiarisce anche i limiti del divieto di "reformatio in peius", consentendo al giudice d'appello di rideterminare la pena per il reato residuo senza superare la pena base del reato più grave, anche se prescritto.
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Ne bis in idem nei reati fiscali: la Cassazione chiarisce
Un imprenditore, già condannato per dichiarazione fraudolenta (uso di fatture false), viene processato anche per dichiarazione infedele (omissione di ricavi) per gli stessi anni. La difesa invoca il principio del ne bis in idem, sostenendo non si possa essere processati due volte per lo stesso fatto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 45801/2024, dichiara il ricorso inammissibile, stabilendo che si tratta di due condotte criminose distinte e autonome, anche se relative alla medesima dichiarazione fiscale. Pertanto, non vi è violazione del divieto di doppio processo.
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Amministratore di fatto: reato tributario e onere prova
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un legale rappresentante e due amministratori di fatto condannati per omessa dichiarazione fiscale. La Corte ha ribadito che la qualifica di amministratore di fatto si basa su elementi concreti e che, in caso di 'doppia conforme', il ricorso non può limitarsi a riproporre le stesse argomentazioni. La prescrizione non era maturata.
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Omesso versamento IVA: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per omesso versamento IVA per oltre 328.000 euro. I giudici hanno respinto le argomentazioni sulla prescrizione del reato, chiarendo che le sospensioni del processo, dovute sia alla normativa Covid sia a una richiesta della difesa, sono state calcolate correttamente. Con questa sentenza, si conferma che i rinvii su richiesta dell'imputato interrompono il decorso della prescrizione per tutta la loro durata.
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Prescrizione reati ambientali: la Cassazione chiarisce
La Cassazione, con sentenza n. 14221/2025, ha rigettato un ricorso in materia di reati ambientali. Ha chiarito l'applicazione della sospensione della prescrizione per reati ambientali commessi dopo la Legge Orlando e ha confermato che la natura pericolosa dei rifiuti può essere provata anche senza perizia tecnica, basandosi su altri elementi probatori.
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Concorso di reati: bancarotta e reati tributari
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore per omessa dichiarazione IVA e occultamento di scritture contabili. Il ricorso, basato su presunte violazioni procedurali e sul divieto di doppio giudizio per una precedente condanna per bancarotta, è stato respinto. La sentenza chiarisce che il reato tributario e la bancarotta documentale configurano un concorso di reati, data la loro 'specialità reciproca', e non violano il principio del 'ne bis in idem'.
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Prescrizione del reato: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro una condanna per reati edilizi, paesaggistici e violazione di sigilli. Il ricorrente sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha rigettato la tesi, confermando la piena applicabilità del regime di sospensione della prescrizione introdotto dalla 'legge Orlando' per i fatti commessi fino al 31 dicembre 2019. Poiché il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, la Corte non ha potuto dichiarare l'eventuale prescrizione maturata successivamente alla sentenza d'appello, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per coltivazione di stupefacenti a causa della prescrizione del reato. Il reato, commesso nel 2015, si è estinto nel gennaio 2023, prima della sentenza della Corte d'Appello emessa nel marzo 2024. La Suprema Corte ha calcolato il termine massimo di prescrizione, comprensivo delle interruzioni, in sette anni e sei mesi, dichiarando l'estinzione del reato e annullando la sentenza senza rinvio.
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Trasporto rifiuti: la Cassazione chiarisce il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un individuo accusato di trasporto rifiuti senza autorizzazione. La sentenza chiarisce che i rottami ferrosi sono a tutti gli effetti rifiuti speciali e che un errore formale sulla tipologia di pena (multa anziché ammenda) non invalida la condanna. Inoltre, la Corte ha stabilito che, a seguito delle recenti riforme, il termine di prescrizione viene sospeso dopo la sentenza di primo grado, impedendo l'estinzione del reato nel caso specifico.
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Indebita compensazione: annullata sentenza per vizi
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di indebita compensazione di debiti tributari e previdenziali per oltre 116.000 euro, effettuata tramite l'uso di crediti inesistenti. La Corte ha rigettato gran parte dei motivi di ricorso, confermando che il reato si applica a tutti i debiti pagabili con modello F24 e si consuma con l'ultimo versamento. Tuttavia, ha annullato la sentenza di condanna con rinvio, a causa della totale omissione di motivazione da parte della Corte d'Appello riguardo alla richiesta di concessione delle attenuanti generiche.
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Doppia conforme: ricorso inammissibile per frode
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato in primo e secondo grado (c.d. "doppia conforme") per reati fiscali, commessi attraverso un complesso sistema di società fittizie. La Corte ha respinto tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla prescrizione e sui vizi di motivazione, ribadendo che in presenza di una doppia conforme, il ricorso non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio per riesaminare i fatti. La condanna per l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti è stata quindi confermata.
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