Un imputato condannato per violazioni della legge fallimentare ha presentato ricorso in Cassazione invocando l'avvenuta prescrizione del reato fallimentare. La Suprema Corte ha analizzato l'intero iter processuale, rilevando che il termine di prescrizione ordinario, pari a sette anni e sei mesi, non era affatto decorso al momento della sentenza di appello. I giudici hanno evidenziato come numerose fasi di sospensione, dovute a impedimenti del difensore, astensioni dalle udienze e impedimenti dello stesso imputato, abbiano di fatto 'congelato' il tempo. Poiché il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, la Corte lo ha dichiarato inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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