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Art. 159 Codice Penale — Anno 2026

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254 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Prescrizione del reato: quando i rinvii la bloccano
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida senza patente di una conducente, rigettando l'eccezione di prescrizione del reato sollevata dalla difesa. I giudici hanno chiarito che il termine di prescrizione non era decorso a causa di molteplici periodi di sospensione. Nello specifico, sono stati applicati i termini previsti dalla Riforma Orlando e, soprattutto, una lunga sospensione di 649 giorni derivante da un rinvio dell'udienza richiesto espressamente dal difensore dell'imputata. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza, con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: le regole sulla sospensione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per vari reati, tra cui molestie e minacce, rigettando l'eccezione di prescrizione del reato sollevata dalla difesa. La decisione chiarisce che il calcolo dei termini deve includere i periodi di sospensione derivanti sia da rinvii richiesti dal difensore, sia dall'applicazione della Riforma Orlando per i fatti commessi tra il 2017 e il 2019. Tali sospensioni hanno impedito la maturazione del termine estintivo prima della sentenza di secondo grado.
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Guida in stato di ebbrezza: etilometro e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per guida in stato di ebbrezza nei confronti di un conducente che aveva causato un incidente stradale con un tasso alcolemico superiore a 2,11 g/l. La difesa contestava la validità dell'etilometro per una discrepanza formale nel codice di omologazione e invocava la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. Gli Ermellini hanno stabilito che l'errore nel codice era un mero vizio formale dovuto a una voltura societaria e che la pericolosità della condotta, culminata nel ribaltamento del veicolo, esclude qualsiasi riconoscimento di tenuità dell'offesa.
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Recidiva qualificata: calcolo della prescrizione penale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per ricettazione. Il fulcro della decisione riguarda l'applicazione della recidiva qualificata nel calcolo dei termini di prescrizione. La difesa sosteneva l'avvenuta estinzione del reato, ma i giudici hanno confermato che la presenza della recidiva innalza sia il termine minimo che quello massimo di prescrizione in caso di atti interruttivi. Tale meccanismo non viola il principio del ne bis in idem, poiché la prescrizione non rientra nelle tutele previste dalle norme sovranazionali contro il doppio giudizio. Sono stati inoltre respinti i motivi relativi alla valutazione delle prove e alla congruità della pena, giudicati generici o non deducibili in sede di legittimità.
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Occupazione abusiva demaniale: guida alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per l'occupazione abusiva demaniale di circa 700 metri quadri di spiaggia. La difesa sosteneva che il reato fosse prescritto calcolando il tempo dalla realizzazione delle opere. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che, trattandosi di un reato permanente, la prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione della condotta illecita, avvenuta con lo sgombero dell'area. È stata inoltre confermata l'applicazione della sospensione della prescrizione di diciotto mesi prevista dalla Legge Orlando.
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Sospensione della prescrizione: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione chiarisce l'applicazione della sospensione della prescrizione in relazione alle riforme legislative tra il 2017 e il 2021. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché la disciplina applicabile dipende rigorosamente dalla data di commissione del fatto, confermando l'orientamento delle Sezioni Unite.
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Particolare tenuità del fatto e porto d’armi
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un soggetto condannato per il porto abusivo di un coltello. La richiesta di applicazione della particolare tenuità del fatto è stata negata a causa delle modalità della condotta, caratterizzata dal tentativo di eludere i controlli e dalla pericolosità oggettiva dell'arma rinvenuta.
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Reato di maltrattamenti e violenza sessuale: la guida
La Corte di Cassazione ha chiarito che il reato di maltrattamenti in famiglia e la violenza sessuale sono fattispecie autonome che tutelano beni giuridici distinti. La sentenza ha però annullato la condanna per il delitto di lesioni personali perché, nonostante l'aggravante fosse contestata in fatto, il termine di prescrizione era già decorso prima della decisione d'appello.
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Prescrizione reati pirateria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto condannato per accesso abusivo a programmi criptati. La decisione analizza la prescrizione reati pirateria, confermando l'applicazione della Riforma Orlando per i fatti avvenuti tra il 2017 e il 2019 e negando la tenuità del fatto a causa della gravità della condotta elusiva.
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Notifica imputato detenuto: nullità e prescrizione
La Suprema Corte ha annullato una sentenza di condanna per droga e furto perché la notifica imputato detenuto era stata eseguita presso il difensore domiciliatario anziché in carcere. Poiché il giudice era a conoscenza dello stato di detenzione, la notifica era affetta da nullità assoluta. Tale vizio ha impedito la sospensione della prescrizione, determinando l'estinzione dei reati per decorso dei termini.
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Maltrattamento di animali e obblighi del proprietario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per maltrattamento di animali e sottrazione di beni sequestrati. L'imputato sosteneva che le restrizioni pandemiche gli avessero impedito la cura degli animali, ma i giudici hanno confermato che la normativa consentiva deroghe per necessità, confermando la condanna e negando benefici a causa di precedenti penali.
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Guida in stato di alterazione: prova e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un conducente accusato di guida in stato di alterazione psico-fisica dovuta all'uso di cannabinoidi. Il caso nasce da un incidente stradale causato da manovre pericolose per sfuggire a un controllo. La Corte ha stabilito che la positività ai test, unita al ritrovamento di sostanze nell'auto e alla dinamica dell'incidente, costituisce prova sufficiente della responsabilità penale.
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Parcheggiatore abusivo: regole sulla prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo sorpreso a svolgere l'attività di parcheggiatore abusivo. La difesa sosteneva che il reato fosse estinto per prescrizione, ma i giudici hanno applicato le norme della riforma Orlando, che prevedono la sospensione dei termini per i reati commessi tra il 2017 e il 2019. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Rifiuto alcoltest: la Cassazione conferma la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un conducente che ha opposto un netto rifiuto alcoltest. La sentenza chiarisce che la prescrizione del reato resta sospesa dopo il primo grado e che l'avviso della facoltà di farsi assistere da un avvocato non è dovuto se l'accertamento non viene nemmeno iniziato a causa dell'opposizione del soggetto.
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Sospensione prescrizione penale: la Legge Orlando
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un reato stradale, chiarendo l'applicazione della sospensione prescrizione penale. Il caso riguardava un ricorso che contestava il calcolo dei tempi di estinzione del reato, ignorando le modifiche introdotte dalla Legge Orlando per i fatti commessi tra il 2017 e il 2019. La Corte ha ribadito che il decorso della prescrizione si ferma durante i periodi di deposito delle motivazioni tra un grado di giudizio e l'altro.
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Parcheggiatore abusivo reato: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sei mesi di arresto per un soggetto sorpreso a svolgere l'attività di parcheggiatore abusivo. Il reato si configura quando il soggetto, già sanzionato in via amministrativa con provvedimento definitivo, viene nuovamente colto nell'atto di indicare parcheggi agli automobilisti. Non è necessario dimostrare l'effettivo passaggio di denaro. La Corte ha inoltre rigettato le eccezioni sulla prescrizione e sulle attenuanti a causa dei precedenti penali dell'imputato, confermando la gravità del parcheggiatore abusivo reato.
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Rifiuto alcoltest: quando l’avviso legale non serve
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un conducente condannato per rifiuto alcoltest e accertamenti tossicologici. La sentenza chiarisce che l'obbligo di avvisare della facoltà di farsi assistere da un difensore non scatta se l'interessato oppone un netto rifiuto a sottoporsi all'esame, poiché la garanzia difensiva riguarda l'esecuzione materiale dell'atto irripetibile.
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Bancarotta fraudolenta: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un'imputata condannata per bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. La decisione sottolinea come i motivi di impugnazione fossero generici e non in grado di scalfire la logicità della sentenza d'appello. Inoltre, la Corte ha ribadito che la prescrizione per il reato di bancarotta decorre dalla data della sentenza dichiarativa di fallimento e non dal momento della condotta.
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Danneggiamento depenalizzato: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di danneggiamento, in quanto la condotta è stata depenalizzata. Di conseguenza, ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per ricalcolare la pena relativa al residuo reato di furto. La Corte ha anche chiarito che un atto intitolato 'denuncia' può valere come 'querela' se esprime la volontà di punire il colpevole.
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Sospensione condizionale pena: quando il ricorso è vago
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il diniego della sospensione condizionale della pena. La Corte ha stabilito che l'appello era aspecifico, poiché si limitava a contestare il calcolo della pena totale senza affrontare la motivazione cruciale della corte d'appello: la prognosi sfavorevole basata sulla reiterazione di reati omogenei. L'inammissibilità del ricorso ha inoltre precluso la possibilità di dichiarare l'eventuale prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di secondo grado.
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