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Art. 159 Codice Penale — Anno 2023

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181 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Ingresso lecito ma furto in abitazione: scatta la condanna
L'Imputato entra in casa della Vittima con il suo permesso per discutere. Approfittando di un momento di assenza della donna, le sottrae chiavi, passaporto e cellulare. L'uomo contesta l'accusa di furto in abitazione, sostenendo di aver commesso solo un furto semplice poiché l'ingresso era autorizzato. La Corte di Cassazione respinge il ricorso. I giudici confermano che la condanna è valida anche se basata solo sulla denuncia della Vittima, diventata introvabile. Inoltre, la Corte stabilisce un principio fondamentale: se il ricorso è inammissibile, non si può applicare la prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di appello. L'Imputato perde la causa, riceve la condanna definitiva per furto in abitazione e deve pagare le spese processuali più una sanzione economica.
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Prescrizione del reato fallimentare: i rinvii bloccano il tempo
Un imputato condannato per violazioni della legge fallimentare ha presentato ricorso in Cassazione invocando l'avvenuta prescrizione del reato fallimentare. La Suprema Corte ha analizzato l'intero iter processuale, rilevando che il termine di prescrizione ordinario, pari a sette anni e sei mesi, non era affatto decorso al momento della sentenza di appello. I giudici hanno evidenziato come numerose fasi di sospensione, dovute a impedimenti del difensore, astensioni dalle udienze e impedimenti dello stesso imputato, abbiano di fatto 'congelato' il tempo. Poiché il ricorso è stato giudicato manifestamente infondato, la Corte lo ha dichiarato inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Messa alla prova e prescrizione: la Cassazione frena i furbetti
Un automobilista è stato condannato per due episodi di guida in stato di ebbrezza avvenuti nel 2015 e nel 2016. Durante il processo, l'imputato ha richiesto l'accesso all'istituto della messa alla prova, beneficio poi revocato a causa di comportamenti inappropriati. Il ricorrente ha impugnato la sentenza di condanna sostenendo che il primo reato fosse ormai estinto per prescrizione. La tesi difensiva si basava su un calcolo restrittivo del periodo di sospensione dei termini. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il binomio messa alla prova e prescrizione comporta la sospensione del tempo sin dal momento della richiesta dell'imputato e per tutta la durata dei rinvii necessari a elaborare il programma di trattamento. Poiché il ricorso è stato dichiarato inammissibile, non è stato possibile dichiarare la prescrizione maturata dopo l'appello.
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Lesioni personali aggravate: il coltello da cucina
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per lesioni personali aggravate a carico di un soggetto che aveva utilizzato un coltello da cucina durante un'aggressione. La Suprema Corte ha ribadito che tale oggetto, pur essendo di uso comune, rientra nella nozione giuridica di arma impropria. Inoltre, il ricorso è stato rigettato in merito alla presunta prescrizione del reato, poiché i periodi di sospensione dovuti a rinvii richiesti dalla difesa e all'astensione forense hanno legittimamente prorogato i termini di estinzione dell'illecito.
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Bancarotta fraudolenta: annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un'amministratrice di una società di logistica condannata per bancarotta semplice e Bancarotta fraudolenta patrimoniale. La difesa ha contestato la mancanza di una reale motivazione nella sentenza d'appello, che si era limitata a richiamare acriticamente la perizia del primo grado senza rispondere alle obiezioni riguardanti la vendita di mezzi privi di valore. La Suprema Corte ha accolto il ricorso rilevando una motivazione apparente. Di conseguenza, il reato di bancarotta semplice è stato dichiarato estinto per prescrizione, mentre per la Bancarotta fraudolenta è stato disposto l'annullamento con rinvio per un nuovo esame.
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Prescrizione del reato: calcolo e sospensioni legali
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falso ideologico e tentata truffa a carico di un privato, dichiarando inammissibile il ricorso basato sulla presunta prescrizione del reato. Il ricorrente aveva erroneamente calcolato i termini, omettendo di considerare i periodi di sospensione dovuti all'astensione dei difensori dalle udienze e all'emergenza pandemica da Covid-19. La Suprema Corte ha ribadito che tali intervalli temporali devono essere sommati al termine ordinario, rendendo infondata la tesi difensiva.
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Prescrizione del reato e sciopero degli avvocati
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per falsificazione di monete, rigettando l'eccezione di **prescrizione del reato** sollevata dalla difesa. Il ricorrente sosteneva che l'astensione del difensore non dovesse sospendere i termini poiché i testimoni erano assenti all'udienza. La Suprema Corte ha invece stabilito che l'assenza dei testi non impedisce la sospensione della prescrizione in caso di sciopero degli avvocati, dichiarando il ricorso inammissibile e condannando l'imputato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Ricettazione e prescrizione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di ricettazione. Il ricorrente invocava l'omessa dichiarazione di prescrizione, ma la Suprema Corte ha rilevato che la richiesta si basava su una diversa valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Inoltre, la presenza di sospensioni processuali per oltre un anno ha impedito il maturare dei termini prescrizionali, confermando la validità della condanna precedente.
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Prescrizione del reato: calcolo e sospensione termini
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per il calcolo della **Prescrizione del reato** in presenza di rinvii d'udienza dovuti all'astensione del giudice. Nel caso in esame, i giudici di merito avevano erroneamente calcolato un periodo di sospensione superiore a quello reale, non considerando che il rinvio non era stato richiesto dalla difesa. La Suprema Corte ha stabilito che, riducendo la sospensione ai soli sette mesi effettivi, i reati di spaccio e lesioni risultavano estinti prima della sentenza d'appello. Al contrario, il reato di resistenza a pubblico ufficiale è rimasto procedibile a causa dell'aumento dei termini previsto per la recidiva specifica.
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Prescrizione del reato: stop ai ricorsi pretestuosi
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato riguardante il calcolo della prescrizione del reato. Il ricorrente sosteneva che alcuni periodi di sospensione non dovessero essere conteggiati, nonostante tali pause fossero state richieste proprio dalla sua difesa durante il processo di merito. La Suprema Corte ha rilevato la manifesta infondatezza del ricorso, sottolineando la mancanza di un confronto critico con la sentenza d'appello e confermando la condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Violazione dei sigilli: rinvio e prescrizione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il delitto di violazione dei sigilli a carico di un soggetto che, in qualità di custode, aveva alterato lo stato di un immobile sequestrato in zona vincolata. Il ricorrente contestava il calcolo della prescrizione, sostenendo che un rinvio dell'udienza richiesto dal nuovo difensore non dovesse sospendere i termini. La Suprema Corte ha invece chiarito che, non trattandosi di una richiesta formale di termini a difesa ex art. 108 c.p.p. ma di un rinvio generico, la sospensione della prescrizione opera pienamente. È stato inoltre confermato il diniego delle attenuanti generiche a causa della gravità della condotta e della mancanza di elementi positivi valutabili.
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Prescrizione del reato: rinvio udienza e testimoni
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per violenza privata, rilevando l'avvenuta prescrizione del reato. Il punto centrale della controversia riguardava il calcolo della sospensione dei termini durante un rinvio d'udienza. La Corte d'appello aveva erroneamente computato 60 giorni di sospensione per un rinvio dovuto all'impedimento del difensore. Tuttavia, poiché nello stesso giorno era stata rilevata anche l'assenza dei testimoni dell'accusa, la giurisprudenza prevalente stabilisce che l'esigenza probatoria prevale sull'impedimento della difesa. Di conseguenza, la prescrizione del reato non doveva essere sospesa, maturando prima della decisione di secondo grado.
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Prescrizione e nullità della citazione in giudizio
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una condanna per ricettazione a causa della maturata prescrizione. Il caso riguardava la validità della sospensione dei termini durante un rinvio per astensione del difensore. La Corte ha stabilito che, se la citazione dell'imputato è nulla, l'esigenza di garantire il contraddittorio prevale sull'astensione. Di conseguenza, il periodo di rinvio non può sospendere il decorso della prescrizione, portando all'estinzione del reato per superamento dei limiti temporali.
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Furto aggravato: la videosorveglianza non evita il reato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto aggravato a carico di un soggetto che riteneva il reato solo tentato a causa della presenza di sistemi di videosorveglianza. I giudici hanno chiarito che la sorveglianza elettronica non impedisce la consumazione del delitto se l'autore ha avuto la disponibilità della refurtiva per un tempo apprezzabile. Inoltre, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, precludendo così la possibilità di far valere la prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado.
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Inammissibilità del ricorso: i limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di minaccia a carico di due imputati, dichiarando l'inammissibilità del ricorso. I giudici hanno rilevato che, per i reati di competenza del Giudice di Pace, non è ammessa la censura per vizio di motivazione in sede di legittimità. Inoltre, la tesi difensiva sulla prescrizione è stata respinta poiché il termine era rimasto sospeso a causa di un legittimo impedimento dell'imputato. L'inammissibilità del ricorso ha precluso ogni ulteriore valutazione sul merito, determinando la formazione del giudicato sostanziale.
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Prescrizione e rinvio udienza: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per il reato di minaccia, il quale lamentava l'avvenuta prescrizione del reato prima della sentenza di appello. La Suprema Corte ha chiarito che il rinvio dell'udienza richiesto dalla parte civile, qualora vi sia l'adesione o la mancata opposizione della difesa che ne faccia propria la richiesta, determina la sospensione della prescrizione per l'intera durata del differimento. Nel caso di specie, il calcolo corretto dei periodi di sospensione ha dimostrato che la prescrizione è maturata solo dopo la sentenza di secondo grado. Poiché il ricorso in Cassazione è stato ritenuto manifestamente infondato, l'estinzione del reato non può essere dichiarata in sede di legittimità.
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Inammissibilità ricorso: limiti e prescrizione penale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di minacce. Il ricorrente aveva contestato la sospensione dei termini di prescrizione e la valutazione delle prove. La Suprema Corte ha rilevato un difetto di interesse riguardo alla prescrizione, poiché il reato non sarebbe comunque scaduto. Inoltre, ha ribadito che per le sentenze del Giudice di Pace non è ammesso il ricorso per illogicità della motivazione, portando alla condanna del ricorrente anche al pagamento di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: quando il rinvio non la ferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una parte civile contro la sentenza che aveva riconosciuto la prescrizione del reato per alcuni imputati. Il ricorrente sosteneva che il termine di prescrizione dovesse essere sospeso a causa dell'astensione dei difensori dalle udienze. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che il rinvio dell'udienza era stato disposto dal giudice per ragioni organizzative dell'ufficio giudiziario. In presenza di due motivi di rinvio concorrenti, prevale quello riferibile al giudice, impedendo così la sospensione dei termini prescrizionali.
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Reato di evasione: condanna anche dopo l’assoluzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di evasione a carico di un soggetto che si era allontanato dai domiciliari. I giudici hanno stabilito che l'eventuale assoluzione per il reato originario che aveva determinato la misura cautelare non elimina la responsabilità penale per la fuga. Inoltre, è stata confermata la sospensione della prescrizione durante il rinvio dell'udienza concesso per valutare riti alternativi, rigettando altresì l'applicazione della particolare tenuità del fatto a causa dell'intensità del dolo dimostrata dall'imputato.
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Sospensione della prescrizione e sciopero avvocati
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto di energia elettrica, rigettando il ricorso basato sulla presunta estinzione del reato. Il punto focale riguarda la sospensione della prescrizione: i giudici hanno chiarito che, in caso di astensione del difensore, il termine di prescrizione può rimanere sospeso per un periodo superiore ai sessanta giorni, adeguandosi alle necessità organizzative del tribunale. La responsabilità dell'imputata è stata provata tramite l'elezione di domicilio nell'immobile e il riscontro tecnico del citofono collegato all'allaccio abusivo.
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