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Art. 157 Codice Penale — Sezione Seconda Penale

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Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Reato permanente: la legge applicabile e il tempo
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di reato permanente (occupazione abusiva), confermando la colpevolezza dell'imputato che aveva modificato una struttura preesistente. L'intervento è stato qualificato come un nuovo e autonomo reato, non una semplice continuazione dell'illecito altrui. Tuttavia, la Corte ha annullato la sentenza riguardo alla pena, stabilendo un principio fondamentale: se il capo d'imputazione delimita temporalmente la condotta (contestazione 'chiusa'), si deve applicare la legge in vigore in quel periodo, anche se successivamente è subentrata una norma più severa.
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Concorso morale: la Cassazione e la responsabilità
La Corte di Cassazione esamina il caso di due imputati condannati per truffa e reimpiego di capitali illeciti. La sentenza si concentra sulla figura dell'amministratore di fatto, chiarendo come il suo ruolo strategico e direttivo sia sufficiente a configurare il concorso morale nei reati commessi dalla società, anche senza una partecipazione diretta alle singole azioni fraudolente. Mentre per uno degli imputati viene confermata la responsabilità, pur con una rideterminazione della pena per prescrizione di alcuni capi, il ricorso della coimputata viene dichiarato inammissibile, consolidando il principio che la consapevolezza dell'origine illecita dei fondi può essere provata anche attraverso elementi indiziari.
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Intestazione fittizia: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da diversi membri di un nucleo familiare contro un'ordinanza di sequestro preventivo. Le accuse includevano l'intestazione fittizia di beni, finalizzata a eludere misure di prevenzione patrimoniale. La Corte ha ritenuto i motivi di ricorso generici, basati su una rilettura dei fatti non consentita in sede di legittimità e contenenti questioni non sollevate nel precedente grado di giudizio. La sentenza ribadisce che per il sequestro è sufficiente l'astratta configurabilità del reato (fumus commissi delicti) e conferma la piena utilizzabilità delle intercettazioni provenienti da un procedimento madre poi frazionato.
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Sospensione prescrizione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per detenzione di oggetti atti ad aprire serrature. Gli imputati sostenevano l'estinzione del reato per prescrizione, ma la Corte ha chiarito che, per i reati commessi nel 2018, si applica la sospensione prescrizione prevista dalla L. 103/2017. Tale sospensione, fino a un massimo di 1 anno e 6 mesi tra la sentenza di primo e secondo grado, ha posticipato il termine di prescrizione, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Prescrizione reato: quando la recidiva non si applica
La Cassazione annulla parzialmente una condanna per furto e ricettazione, dichiarando la prescrizione del reato di furto. Decisivo il mancato calcolo della recidiva, implicitamente disapplicata dal giudice di primo grado, che non può quindi estendere i termini di prescrizione. La pena è stata rideterminata solo per la ricettazione.
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Responsabilità civile: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'imputata condannata al risarcimento per truffa, nonostante il reato fosse prescritto. La sentenza chiarisce che la conferma della responsabilità civile da reato richiede una motivazione adeguata e che i ricorsi generici, volti a una nuova valutazione dei fatti, non possono essere accolti.
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Prescrizione reato e recidiva: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa per intervenuta prescrizione del reato. La Corte ha stabilito che la recidiva, contestata dal Pubblico Ministero dopo la scadenza dei termini, non poteva prolungare il tempo necessario a prescrivere. Per uno dei capi d'accusa, non ancora prescritto, la condanna è stata confermata, ma la pena dovrà essere ricalcolata. Resta fermo l'obbligo di risarcimento dei danni alla parte civile.
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Contestazione in fatto: prescrizione e aggravanti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un reato di tentata estorsione non è prescritto se l'aggravante delle più persone riunite, pur non essendo esplicitamente menzionata con il riferimento normativo, emerge chiaramente dalla descrizione dei fatti nel capo d'imputazione. Questa "contestazione in fatto" è sufficiente a estendere il termine di prescrizione, rendendo infondato il ricorso dell'imputato basato sull'estinzione del reato.
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Associazione a delinquere: professionisti e reati
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali e riciclaggio, orchestrata da uno studio di professionisti. La sentenza conferma la struttura criminale e la responsabilità degli imputati, annullando la decisione della Corte d'Appello solo per la parte relativa al calcolo della pena per i due principali organizzatori. I ricorsi degli altri coimputati, accusati di emissione di fatture per operazioni inesistenti, sono stati dichiarati inammissibili.
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Particolare tenuità del fatto: criteri di valutazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per ricettazione limitatamente alla mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte ha stabilito che la valutazione deve basarsi esclusivamente sulle modalità della condotta e sull'esiguità del danno, come previsto dalla legge, e non su elementi estranei come la difficoltà di rintracciare il bene sottratto.
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Truffa aggravata fondi UE: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di tre imputati condannati per truffa aggravata ai danni dell'Unione Europea. Il caso riguarda uno schema fraudolento per ottenere illecitamente oltre 4 milioni di euro di fondi agricoli attraverso l'uso di prestanome. La Corte ha confermato la condanna, chiarendo che in casi di erogazioni rateali, si tratta di un reato unico a consumazione prolungata che si perfeziona con l'ultimo pagamento, respingendo così l'eccezione di prescrizione. È stata inoltre convalidata la confisca dell'intero importo, considerato profitto illecito senza possibilità di detrarre i costi sostenuti.
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Riconoscimento fotografico: prova atipica in Cassazione
La Corte di Cassazione conferma la condanna per rapina aggravata basata su un riconoscimento fotografico, anche se non certo al 100%. La Corte chiarisce che tale identificazione costituisce una prova atipica, la cui validità dipende dalla presenza di altri elementi di conferma. La sentenza viene parzialmente annullata solo per un reato di lesioni, estinto per prescrizione.
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Ricettazione Gratta e Vinci: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di ricettazione di 'gratta e vinci' rubati. Annullata con rinvio la condanna di un'imputata per illogicità della motivazione sulla sua buona fede. Per gli altri due, si dovrà rivalutare l'applicazione della causa di non punibilità per la particolare tenuità del fatto.
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Prescrizione del reato: Cassazione e corruzione
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di corruzione e associazione per delinquere legato ad appalti di una amministrazione militare. La sentenza annulla diverse condanne per intervenuta prescrizione del reato, a seguito della riqualificazione di alcune fattispecie. In particolare, la Corte ha distinto tra corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio e corruzione per l'esercizio della funzione, evidenziando come la mancanza di prova di un nesso diretto tra il pagamento e uno specifico atto illecito porti alla fattispecie meno grave, con termini di prescrizione più brevi. La decisione sottolinea anche l'impossibilità di configurare il favoreggiamento reale verso un'associazione criminale mentre questa è ancora operativa.
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Sospensione della prescrizione: la Cassazione chiarisce
La Cassazione rigetta un ricorso per un reato di possesso di strumenti da scasso, chiarendo il calcolo della sospensione della prescrizione. La Corte somma i periodi di sospensione dovuti a impedimenti della difesa con quelli previsti dalla Riforma Orlando (L. 103/2017) successivi alla sentenza di primo grado, concludendo che il reato non era estinto.
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Estinzione del reato: il patteggiamento e la recidiva
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa aggravata perché il reato era prescritto. Al centro della decisione vi è il principio secondo cui l'estinzione del reato, conseguente a un precedente patteggiamento, è definitiva e impedisce di considerare tale precedente ai fini della recidiva. Senza l'aggravante della recidiva, il termine di prescrizione per la truffa è risultato più breve, maturando prima della sentenza di primo grado e determinando l'annullamento della condanna e la revoca dei risarcimenti civili.
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Ricorso inammissibile: truffa e motivi generici
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16953/2025, ha dichiarato il ricorso inammissibile per due imputate condannate per truffa. Una induceva una vittima a elargire somme di denaro fingendo sciagure; l'altra prometteva falsi posti di lavoro. La Corte ha ritenuto i motivi d'appello generici e volti a una mera rivalutazione dei fatti, confermando le sentenze di merito e sottolineando che l'inammissibilità preclude la declaratoria di prescrizione.
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Falso grossolano: la contraffazione è reato sempre
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un commerciante per la vendita di prodotti con marchi falsi. La difesa sosteneva la tesi del cosiddetto 'falso grossolano', ovvero una contraffazione così evidente da non poter ingannare nessuno, ma la Corte ha ribadito che il reato tutela la fede pubblica e la fiducia nei marchi, indipendentemente dalla possibilità di inganno del singolo acquirente. La sentenza chiarisce anche che la recidiva allunga i termini di prescrizione del reato.
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Prescrizione reato: onere della prova e inammissibilità
Un individuo, condannato per truffa e minacce, ricorre in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte, pur concordando sulla non applicabilità di un'aggravante, dichiara il ricorso inammissibile. Si stabilisce che l'onere della prova per dimostrare una data di commissione del reato anteriore, ai fini della prescrizione, grava sull'imputato, il quale non può introdurre nuove ricostruzioni fattuali in sede di legittimità. La condanna diventa così definitiva.
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Prescrizione reato: quando va dichiarata in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per ricettazione, stabilendo che il reato era già estinto per prescrizione prima della pronuncia d'appello. La Corte ha chiarito che il giudice di secondo grado ha l'obbligo di rilevare la prescrizione reato, e che la recidiva non applicata in primo grado non può essere considerata per estendere i termini, se non vi è impugnazione del Pubblico Ministero.
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