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Art. 157 Codice Penale — Anno 2025

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543 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Prescrizione e aggravante: annullata la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per favoreggiamento personale. Il caso verteva sul calcolo della prescrizione dopo che la Corte d'Appello, in sede di rinvio, aveva escluso l'aggravante dell'agevolazione mafiosa. La Cassazione ha stabilito che, venuta meno l'aggravante speciale, si applica il termine di prescrizione ordinario, più breve. Poiché questo termine era già decorso prima delle precedenti sentenze, il reato è stato dichiarato estinto. La decisione sottolinea l'importanza del rapporto tra prescrizione e aggravante nel processo penale.
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Prescrizione usura: quando inizia a decorrere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura pluriaggravata, chiarendo un punto fondamentale sulla prescrizione usura. La Corte ha stabilito che, essendo l'usura un reato a consumazione prolungata, il termine di prescrizione non decorre dalla pattuizione iniziale, ma dall'ultimo pagamento degli interessi usurari. Nel caso di specie, l'ultimo pagamento è avvenuto nel febbraio 2006, facendo scattare la disciplina prescrizionale più severa introdotta da una legge del 2005 e rendendo il reato non ancora prescritto. La decisione si basa su una lettura completa delle testimonianze, che confermavano la data degli ultimi pagamenti.
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Ingiusta detenzione: niente risarcimento se un reato
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al risarcimento per ingiusta detenzione a un soggetto assolto da gravi accuse, poiché un altro reato contestatogli, autonomamente idoneo a giustificare la misura cautelare, era stato dichiarato prescritto. La sentenza chiarisce che la prescrizione, non essendo un'assoluzione nel merito, impedisce di considerare "ingiusta" la detenzione subita.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si raddoppia
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di primo grado che aveva erroneamente dichiarato estinto per prescrizione un reato di omicidio colposo aggravato. La Corte ha ribadito che, a seguito delle riforme normative, la prescrizione per l'omicidio colposo commesso con violazione delle norme sulla circolazione stradale è raddoppiata, passando a quattordici anni. Di conseguenza, il processo deve proseguire.
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Concordato in appello: i limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35503/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La Corte ha ribadito che la rinuncia ai motivi d'appello limita la cognizione del giudice e preclude la possibilità di contestare in Cassazione questioni rinunciate, come la mancata assoluzione nel merito o la commisurazione della pena, a meno che questa non sia illegale.
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Prescrizione reato continuato: la Cassazione decide
Un individuo, condannato per due reati in materia di stupefacenti, ha impugnato la sentenza di appello sostenendo l'estinzione dei reati. La Corte di Cassazione, affrontando il tema della prescrizione reato continuato, ha parzialmente accolto il ricorso. Ha dichiarato prescritto il reato meno grave, la cui prescrizione era maturata prima della sentenza di appello, nonostante un accordo sulla pena (concordato). Di conseguenza, ha annullato la relativa condanna e ridotto la pena complessiva, confermando la condanna per il reato più grave, non ancora prescritto.
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Prescrizione ricettazione: l’attenuante non la riduce
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato di ricettazione. È stato chiarito che la qualificazione del fatto come di 'speciale tenuità' costituisce una mera circostanza attenuante e non un'autonoma figura di reato. Di conseguenza, il calcolo della prescrizione ricettazione deve basarsi sulla pena massima prevista per l'ipotesi base del reato, senza considerare la riduzione di pena legata all'attenuante.
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Giudicato progressivo: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso, chiarendo il principio del giudicato progressivo. Quando una sentenza viene annullata con rinvio solo per la rideterminazione della pena, l'accertamento della colpevolezza diventa definitivo, impedendo di sollevare la questione della prescrizione nel giudizio di rinvio. La Corte ha inoltre escluso la violazione del divieto di 'reformatio in peius'.
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Sospensione prescrizione: calcolo e COVID-19
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per un reato del 2017, dichiarandolo estinto per prescrizione. Il caso si è incentrato sul corretto calcolo della sospensione prescrizione, analizzando due periodi controversi: uno per legittimo impedimento del difensore e l'altro relativo alle norme emergenziali COVID-19. La Corte ha chiarito che l'impedimento del difensore sospende sempre il termine, mentre ha corretto il calcolo del periodo di sospensione legato alla pandemia, accogliendo parzialmente il ricorso e portando alla declaratoria di estinzione del reato.
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Recidiva reiterata e prescrizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per ricettazione aggravata da recidiva reiterata. L'imputato sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha confermato che la presenza della recidiva reiterata estende i termini di prescrizione, rendendo il ricorso manifestamente infondato.
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Concorso in riciclaggio: prova e onere della prova
La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio una sentenza di condanna per concorso in riciclaggio a carico di un soggetto trovato alla guida di un ciclomotore con telaio alterato. Secondo la Corte, il solo possesso del bene di provenienza delittuosa può integrare il reato di ricettazione, ma non è sufficiente a dimostrare la partecipazione attiva alla contraffazione, elemento necessario per configurare il concorso in riciclaggio. È necessaria una prova ulteriore del contributo materiale o morale all'alterazione del bene.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la prescrizione
Tre individui condannati per usura hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando vizi procedurali, un errato calcolo della prescrizione e la violazione del divieto di peggiorare la loro condanna in appello. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, giudicando i motivi generici e infondati. Ha chiarito che le prove erano state acquisite correttamente nel rispetto del contraddittorio, che la prescrizione non era maturata a causa della natura continuata del reato e delle aggravanti, e che non vi era stata alcuna violazione del principio di 'reformatio in peius'.
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Contestazione aggravante: limiti del giudice e oneri
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per estorsione aggravata, chiarendo un principio fondamentale: una circostanza aggravante, per essere applicata, deve essere esplicitamente indicata nel capo d'imputazione. Nel caso di specie, la Corte d'Appello aveva ritenuto sussistente l'aggravante delle 'più persone riunite' basandosi sulle testimonianze emerse in dibattimento, nonostante non fosse formalmente inclusa nella contestazione iniziale. La Cassazione ha stabilito che tale prassi è illegittima, in quanto viola il diritto di difesa. Di conseguenza, derubricato il reato a estorsione semplice, per alcuni imputati è stata dichiarata la prescrizione, mentre per altri, che avevano contestato anche la valutazione delle prove, è stato disposto un nuovo processo d'appello per la sola valutazione di responsabilità ai fini civili.
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Prescrizione reato permanente: quando decorre?
La Corte di Cassazione ha stabilito che per un reato permanente, come l'invasione di edifici, la prescrizione inizia a decorrere dalla data della prima sentenza di condanna, anche se questa viene successivamente annullata per un vizio di forma. La Corte ha chiarito che tale annullamento non rende la sentenza 'inesistente' e che l'atto conserva l'effetto di 'consumare' il reato, facendo così partire il termine di prescrizione. Di conseguenza, il reato nel caso di specie è stato dichiarato estinto.
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Omessa notifica al difensore: sentenza annullata
La Cassazione annulla una sentenza per ricettazione. Causa dell'annullamento è l'omessa notifica al difensore di fiducia del decreto di citazione. Nonostante la nullità processuale, la Corte dichiara l'estinzione del reato per prescrizione, prevalendo sulla necessità di un nuovo processo.
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Prescrizione reato: quando annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per tentato furto pluriaggravato a causa della sopraggiunta prescrizione del reato. Nonostante il ricorso dell'imputato fosse stato ritenuto ammissibile su un vizio di motivazione, la Corte ha rilevato d'ufficio che il tempo massimo per perseguire il reato, commesso nel 2011, era scaduto nel novembre 2020. Di conseguenza, applicando il principio dell'immediata declaratoria delle cause di non punibilità, ha annullato la sentenza senza rinvio, estinguendo il reato.
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Estinzione del reato per morte: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna a seguito del decesso dell'imputato, avvenuto dopo la presentazione del ricorso. La Corte ha stabilito che l'estinzione del reato per morte prevale sulla precedente declaratoria di inammissibilità dell'appello, a condizione che l'impugnazione non sia manifestamente infondata. In questo caso, l'appello sollevava questioni procedurali valide non considerate dal giudice di merito, rendendo quindi necessaria la declaratoria di estinzione.
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Bancarotta prefallimentare: da quando la prescrizione?
Un imprenditore, condannato per bancarotta societaria fraudolenta, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il reato fosse prescritto. L'argomento principale era che la prescrizione per la bancarotta prefallimentare dovesse decorrere dai singoli atti illeciti e non dalla data della sentenza di fallimento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il principio consolidato secondo cui il termine di prescrizione per la bancarotta prefallimentare inizia a decorrere solo dal momento della dichiarazione di fallimento, consolidando un importante principio di diritto.
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Prescrizione reato: annullamento con appello generico
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per furto e resistenza, dichiarando la prescrizione del reato. Nonostante la Corte d'Appello avesse ritenuto l'impugnazione inammissibile per genericità, la Cassazione ha stabilito che la verifica della prescrizione ha la priorità su ogni altra valutazione. Il tempo per punire i reati era infatti scaduto prima della sentenza di secondo grado, portando all'estinzione del procedimento.
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Prescrizione reato fallimentare: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per bancarotta semplice a causa della sopraggiunta prescrizione del reato fallimentare. La Corte ha rilevato d'ufficio il decorso del termine massimo di 7 anni e 6 mesi, tenuto conto delle sospensioni, dichiarando estinto il reato e annullando la sentenza di condanna senza rinvio.
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